«L’arte ti somiglia»: lo spot del Mibact per promuovere i musei

0 897

«L’arte ti somiglia»: lo spot del Mibact per promuovere i musei

Giorgio de Chirico, Ritratto di Isa in abito nero (1935)

«L’arte ti somiglia, è parte di te, è il tuo patrimonio. Visita i musei italiani»: è questo il messaggio diretto ed efficace lanciato dal nuovo spot promosso dal Ministero dei Beni Culturali e realizzato in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia con la regia di Paolo Santamaria.

Nell’era dei social network e del loro strapotere, le campagne attuate dal Ministero puntano in maniera sempre maggiore sull’utilizzazione del web come strumento di impulso per il patrimonio artistico italiano. Si cerca dunque di stare al passo coi tempi, sfruttando hashtag come #domenicalmuseo per divulgare le iniziative messe in atto allo scopo di invogliare chiunque a godere di ciò che il nostro immenso patrimonio può offrire.

Questa volta il tema fondamentale su cui si basa l’iniziativa è quello di volgere i riflettori sia sul protagonista principale del panorama culturale italiano e mondiale, cioè l’arte, sia sui visitatori. La sfida è quella di compiere una sorta di ricerca all’interno dei vari spazi museali del nostro territorio, per trovare e immortalare delle rappresentazioni artistiche che siano in qualche modo simili a noi o a qualcuno di nostra conoscenza. Tutti possono così condividere le proprie foto con l’hashtag #lartetisomiglia, diventando parte integrante dell’iniziativa di divulgazione del Ministero. Le somiglianze possono essere più o meno marcate, e ricercate in dettagli come espressioni, rughe, lineamenti, o sguardi: non importa esattamente cosa, l’essenziale è che si percepisca un accostamento fra l’arte e il singolo.

In questo modo quadri, sculture ed altre opere non vengono concepite come qualcosa di distante o che fa parte di un mondo a sé dove tutto è ideale e distaccato, ma come qualcosa di non lontano dal nostro essere e dai nostri giorni. Avviene dunque una sorta di fusione fra la persona e l’arte al punto che, nello scorrere delle immagini dello spot, divenga difficoltoso avvertire in maniera marcata la differenza tra la rappresentazione artistica e la fisionomia dei personaggi odierni. Si creano così sintonie e dualità tra passato e presente, rappresentazione e concretezza, immaginazione e realtà. Le opere scelte per lo spot sono varie e di diversa natura: possiamo citare grandi opere come la Fanciulla in viola di Amedeo Bocchi, la Natività della Vergine di Francesco da Monreale, il Busto di Caracalla risalente al III secolo d.C. e il Ritratto di Isa in abito nero, dipinto da Giorgio de Chirico negli anni Cinquanta del ‘900.

L’Italia non è però il primo paese ad aver colto e sfruttato la somiglianza dell’arte con i visitatori dei musei: in Giappone, a Chichibu, esiste un museo che accoglie solo ed esclusivamente pietre con sembianze di visi umani, e viene chiamato Chinsekikan (galleria delle rocce curiose, in giapponese). La condizione necessaria affinché queste rocce vengano esposte in questo spazio è che l’artista sia solo ed esclusivamente madre natura, senza alcun tipo di intervento artificiale. Alcune di queste rocce sono state identificate con celebri personaggi: il neoeletto Donald Trump, Elvis Presley, il wrestler Antonio Inoki e Gorbaciov; altre invece non aspettano altro se non essere identificate con qualcuno.

Anche in questo caso si cerca di cogliere delle similitudini fra chi osserva e l’opera che gli sta davanti, facendo sì che il visitatore percepisca la propria vicinanza con ciò che ammira in questi musei.

Adele Pittorru per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.