Gli scafi dei migranti diventano arte: Massimo Sansavini in mostra a Forlì

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Gli scafi dei migranti diventano arte: Massimo Sansavini in mostra a Forlì

Massimo Sansavini (Forlì, 8 luglio 1961) è l’unico artista ad aver avuto il permesso da parte del Tribunale di Agrigento di accedere alla ex base americana Lorian, dove giacciono gli scheletri, i resti, le salme di quei barconi maledetti che solcano il Mediterraneo carichi di esseri umani in cerca di una vita migliore lontano da casa. Questi scafi, seppur abbandonati ed in parte distrutti, raccontano ancora del loro viaggio e soprattutto di chi vi era a bordo: non è difficile trovare oggi appartenuti agli “ospiti” della nave.

Lavorare quel legno è stato come toccare i sogni e la disperazione dei migranti, raccontare quello che hanno visto, temuto o desiderato durante la traversata. Cuori in balia delle onde, timoni alla deriva, case colorate all’orizzonte, pesci fantastici. Simboli della vita rimasti sotto coperta: una piccola scarpa, una confezione vuota di medicine, dei pantaloni viola, la borsetta in paglia di una bimba.

Sanvarini ha utilizzato il legno  di queste barche per creare opere d’arte capaci di raccontare ogni singola traversata, ogni disperato naufragio e per farlo il titolo delle opere è semplicemente la data in cui è avvenuta la tragedia.
L’esposizione Tour operator. Diario di Vite dal Mare di Sicilia mette in mostra proprio queste creazioni dell’artista così dense di significato: verrà inaugurata il 28 febbraio presso la sede della Regione Emilia Romagna a Bologna e il 4 marzo presso la Fondazione Dino Zoli-Arte Contemporanea, che con questa mostra riapre i battenti, dopo essere già stata visibile nei Musei San Domenico sempre a Forlì (22 settembre – 3 ottobre 2016) e presso il Parlamento Europeo di Bruxelles (14 – 19 novembre 2016), sottolineando l’importanza e il valore artistico delle opere di Massimo Sansavini.

L’artista dal 2013 raccoglie articoli relativi alle tragedie del Mediterraneo essendone particolarmente colpito e dal 2015 ha reso materia questa questa sua profonda tristezza, volendo ricordare ed omaggiare i sogni di coloro i quali hanno perso la vita nella traversata. La crudeltà di una morte tanto atroce mentre si cerca una speranza altrove con un attaccamento alla vita senza eguali, diviene colori, pesci, fiori, cuori, ovvero i sogni e i desideri di chi non ce la fatta a toccare il suolo d’Occidente.

Tour operator. Diario di Vite dal Mare di Sicilia si apre con la proiezione di immagini delle coste libiche e siciliane e del mare che le separa, per far comprendere al visitatore il contesto reale delle opere quindi la loro potenza comunicative. Le grandi sculture e le opere di Sansavini saranno accompagnate da fotografie e video finalizzati a fornire ulteriori informazioni, insieme a pannelli riportanti maggiori informazioni. Saranno previste anche attività dedicate ai bambini per permettere loro attraverso il gioco di conoscere e capire realtà diverse ma non poi così lontane dalla nostra, educandoli al rispetto, all’accoglienza e all’integrazione.

L’arte di Massimo Sansavini prova a raccontare una tragedia con un linguaggio diverso, quasi stonato per i colori accesi, ma puntuale nel narrare sogni e speranze spezzate, aprendo uno spiraglio alla speranza che non più accada.

Tour operator. Diario di Vite dal Mare di Sicilia
Fondazione Dino Zoli, Forlì (FC)
dal 4 marzo al 2 maggio 2017

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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