20 febbraio – Giornata Mondiale per la Giustizia Sociale: disattesa e violentata, naturalmente

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20 febbraio – Giornata Mondiale per la Giustizia Sociale: disattesa e violentata, naturalmente

giornata mondiale giustizia socialeSecondo una recente dichiarazione di Mark Zuckerberg, la globalizzazione è il fattore che ci salverà: a meno che la particella pronominale non sia da intendersi come un plurale maiestatis, ci risulta alquanto difficile dargli ragione, specialmente avendo, o volendo avere, un’impronta culturale come occhiali rosa attraverso i quali filtrare la propria visione del mondo. La globalizzazione, infatti, tende ad uniformare verso il basso, in un appiattimento generalizzato per i quali le biblioteche si stanno trasformando in librerie – e una libreria, che tutt’ora è un luogo meraviglioso, è comunque un luogo commerciale dove troviamo Fabio Volo accanto a Italo Calvino, le memorie degli youtuber parificate a Proust.
La tendenza è generalizzata, o per meglio dire globale, vale per le opere come per le persone. In fondo, nel lungo periodo Indro Montanelli e Paolo Fox verranno ricordati entrambi come “giornalisti”, e con questo pensiamo di essere stati sufficientemente esplicativi per introdurre il fatto che oggi è la Giornata Mondiale per la Giustizia Sociale. La quale iniziativa viene dopo le Giornate: della pace, del dialogo tra religioni e omosessualità, dell’alfabeto braille, della lebbra, della memoria, della neve, del ricordo, della vita, delle zone umide, della lotta contro il cancro, contro le mutilazioni genitali, della radio, del malato, di Darwin, del gatto. Nell’elenco spiccando due perle, come la giornata della Nutella (come non aderire?) e quella contro le cardiopatie congenite che coincide con San Valentino, non sappiamo se ironicamente, con casuale intelligenza o che altro. Nella giornata odierna, poi, abbiamo anche la Giornata della lingua madre: a seguire, il prossimo 27 febbraio, la giornata mondiale della lentezza che ci ispira una particolare simpatia, ad onor del vero.

Ecco la webete realtà e la bellezza della globalizzazione: a corollario dell’Eco-pensiero (Umberto), nell’era della (poca) cultura digitale chiunque può indire una Giornata Mondiale del Purchessia, con il logico effetto ridondanza, già noto e citato in sociologia come stanchezza della compassione: pensiamo, e con motivazioni a supporto, che questa pletora di Giornate finisca per essere da un lato un insieme di occasioni esibizionistiche autoreferenziali; dall’altro, perda efficacia a causa del numero stesso. Caliamo pietosi veli a iosa sulle comicità involontarie di Giornate assortite che, indette evidentemente da persone poco avvezze all’uso della grammatica, sostituiscono la locuzione “contro la” con una semplice preposizione articolata.

giornata mondiale giustizia socialeMa ci sono aspetti positivi, ovviamente: ad esempio, il fatto che tale stato di cose ecciti lo spirito imprenditoriale di alcuni, che in pieno spirito di servizio da terziario avanzato elaborano servizi accessori, come i siti web che raccolgono in maniera ordinata tutte le giornate mondiali del (scusate la tautologia) mondo, non sia mai che ci perdiamo la Giornata Mondiale dell’Aringa Albina Affumicata indetta da qualche paesino del circolo polare artico. Più o meno tutti, è lecito supporre, almeno tra i webutilizzatori, conosciamo i siti di raccolta firme, che si raccolgono altrettanto più o meno su tutto: dalla richiesta di giustizia per la chiusura della caccia e quella per i cani maltrattati, a quella per fermare l’abbattimento degli ulivi, passando le la tutela del formaggio di fossa. Va da sé, anche Giornate&Petizioni hanno un costo, e quindi spesso e volentieri le raccolte firme coincidono con quelle delle raccolte fondi: anche questo, per usare un termine caro agli economisti da mercato rionale, è stare sul mercato.

In buona sostanza, nel magma indistinto di Giornate&Petizioni supponiamo vada persa buona parte del messaggio sostanziale: il quale, nel caso specifico della Giornata odierna sarebbe anche fondamentale, civile, essenziale addirittura. Auspichiamo vivamente e senza ironie di sorta che qualcuno abbia la non mirabolante idea di intitolare questa Giornata della Giustizia Sociale alla memora di Zygmunt Bauman (non ci speriamo troppo, però), che più di ogni altro pensatore si è speso in anni recenti a favore dell’abbattimento delle disuguaglianze: e che soprattutto ha avuto il coraggio di dire a chiare lettere che, al contrario di quanto ci piace credere, queste stanno nuovamente aumentando e in modo programmato e programmatico, per la recrudescenza degli –ismi, della visione hobbesiana della vita e dell’economia.

Al contrario, se il fatale “della” potesse essere inteso come una “a favore” al di là della facile ironia, avremmo solo l’imbarazzo della scelta su quali potrebbero essere i numi tutelari. A parte i soliti nomi, di individui ed organizzazioni parapolitico-religiose, abbiamo oggi un’occasione imperdibile: potremmo intitolare infatti la Giornata della (in) Giustizia Sociale a quei signori del consiglio regionale che hanno approvato, nell’illuminata e operosa regione Veneto, una legge in serio odore di incostituzionalità che dà la priorità nei nidi comunali ai bambini figli di genitori che vivono o lavorano in Veneto da almeno 15 anni.

Giornata Mondiale per la Giustizia SocialePensiamo di non essere facili profeti di sventura se pensiamo, e lo pensiamo, che sia un provvedimento razzista della peggior specie, e che sia finalizzato all’esclusione sociale di tutti coloro i quali possano essere, secondo i parametri veneti, straniero. Un provvedimento del tutto xenofobo, quindi: e sarà perché stiamo leggendo Il Piccolo Burattinaio di Varsavia di Eva Weaver, ma ci vien particolarmente spontaneo correre col pensiero alle leggi razziali – anche l’Olocausto iniziò con l’esclusione dei bambini “stranieri” e/o ebrei dalle scuole, in modo indipendente dalla cittadinanza. Il tutto, mentre col beneplacito dell’Unesco in Veneto si festeggiano i riconoscimenti al Prosecco Superiore: chissà, magari in futuro festeggeremo con le venete bollicine la data di questa legge come l’inizio della nuova supremazia ariana.

Decisamente, ridondanze a parte, le Giornate sono purtroppo necessarie per tentare di risvegliare le nostre ottundate coscienze, per quanto, parafrasando Brecht, sia ancora ben triste un Paese che ha bisogno di Giornate della Giustizia Sociale.

 

Vieri Peroncini per MIfacciodiCultura

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