Il percorso primordiale di Franco Tripodi in mostra a Milano

0 1.361

Il percorso primordiale di Franco Tripodi in mostra a Milano

Estensioni e mutamenti

In mostra presso lo Studio Masiero di Milano, Franco Tripodi presenta i suoi lavori caratterizzati dal rigore delle forme e dei colori. Tripodi che proviene dall’Accademia di Belle Arti di Brera, espone i suoi lavori pittorici e scultorei fino al 16 marzo nella mostra Estensioni e Mutamenti: la geometria e la linea sono la ricerca di mondi nascosti e complessi che al contempo si rivelano essenza primordiale e archetipica dell’individuo umano.

La selezione del materiale e del supporto su cui dipinge rientra nell’aura di definizione del complesso materico e pittorico delle opere esposte. I colori delle sculture sono i tre colori primari, rosso giallo e blu, i quali vengono indagati sempre in relazione al luogo fisico in cui si troveranno. Le sculture difatti sono in legno o in ferro dipinto e i colori si piegano così alla spazialità delle forme geometriche essenziali. Il colore non abbandona mai la forma, nessuna sbavatura ma un ordine sotteso e voluto che rientra nei pori del legno e nella compattezza del ferro.

Il corpo di opere esposto in questa occasione consta inoltre di due grandi tele, un dittico e diverse tavole di dimensioni più piccole. La visita allo spazio segue un moto ondulatorio: prima fluido poi interrotto per riprendere più in là più corposo. Il visitatore si trova in effetti prima spaesato nel “caos dell’ordine” e dell’’essenzialità – senza mai trovare fuga a una visuale scomposta – per poi, successivamente raggiungere il richiamo alla sinestesia di opere che iniziano a muoversi vorticosamente.  Il moto infinito dello sguardo del visitatore rispecchia la raffinata ricerca artistica dell’artista.

Claudio Cerritelli, curatore della mostra, raccontata la “segreta procedura” del metodo pittorico (la ricerca dei grigi, l’esclusione del nero) in cui avviene una precisa e studiata calibratura fra tonalità, luminosità e saturazione di ogni singolo colore in relazione agli altri. E nella tecnica che si compiono le volumetrie artistiche.

La mostra, che presenta gli ultimi lavori di Franco Tripodi, si rifà ad un ampio campo analizzato nel corso degli anni: il tema dell’ordine e del caos che oltre a prefigurare richiami stimolanti e odierni ci rimanda ai temi della società attuale. Siamo colpiti da raffiche di immagini, bombardati dalla pubblicità e dall’inquinamento acustico e luminoso che la culla in cui riposare, è spesso introvabile. Questa condizione umana diventa mezzo nell’operato di Tripodi che lo conduce al fare artistico in chiave contemporanea: la ridondanza di alcune opere seguono il mimetico interesse per il silenzio e si compie quella che era definita “la nobile semplicità e la quieta grandezza” dal teorico e studioso del 1700 Johann Joachim Winckelmann. Appassionato di letteratura e arte greca, Winkelmann teorizzava la grandezza del respiro, la stasi come vettore della pace interiore e a sua volta della rappresentazione dell’uomo in senso figurato. Queste teorie le riprendeva dallo studio di opere antiche che erano testimoni della grandezza interiore.

Così Tripodi ci conduce in un cammino interiorizzabile e fruibile come percorso umano primordiale le cui parti, così come nella vita, si montano e si smontano secondo regole mai note ma con un processo di estensioni e mutamenti distinguibili solo ad occhi aperti.

 

Franco Tripodi – Estensioni e mutamenti
A cura di Claudio Cerritelli
Studio Masiero, Milano
Dal 9 febbraio al 16 marzo 2017

Simona La Neve per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.