Essere Cindy Crawford e avere 51 anni – Quando la bellezza diventa giogo?

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Essere Cindy Crawford e avere 51 anni – Quando la bellezza diventa giogo?

Cindy Crawford
Cindy Crawford per Playboy

Solitamente si dice “cinquant’anni e non sentirli”. Forse, Cindy Crawford non li affronta così a mente serena, oggi che ne compie 51.

Classe 1966, inizia la sua carriera da supermodella quando ha solo 16 anni e viene notata da un fotografo mentre cima le pannocchie di mais nel suo luogo di nascita, l’Illinois. La sua vita non è fatta solo di copertine patinate e classifiche: la sua infanzia scorre difficoltosa fra il fratellino morto per la leucemia e la vita con tre fratelli ben giostrata dalla mamma.

Forse non ci sarebbe nemmeno bisogno di spiegare chi sia Cindy Crawford. È lei, insieme a donne come Naomi Campbell (tornata in auge con una propria collezione di intimo per Yamamay e un’apparizione in American Horror Story – Hotel) o Claudia Schiffer, che apre la strada al mondo delle supermodel. Non bastava più essere modelle: loro erano oltre. Erano super.

E lo sono anche oggi, senza ombra di dubbio, anche se la Crawford tende ciclicamente a annunciare il ritiro dalle scene.

Nel dubbio, l’anno scorso per i suoi 50 anni è stata pubblicata a settembre un’autobiografia scritta con Katherine O’Leary (edito da Rizzoli) in cui la donna ripercorre la sua carriera lasciandosi però anche andare a considerazioni più personali e intime. Ma non potevano mancare 150 immagini inedite ad arricchire quello che, a posteriori, sembra un po’ un segnale cartaceo di una metà di secolo che se ne va.

Voglio rendere omaggio alla ragazza che ero un tempo, mentre accoglie la donna che sono oggi, con l’ansia di diventare una donna saggia nei prossimi decenni.

Cindy Crawford
Cindy Crawford e la figlia

Sembra avere nostalgia, Cindy, per quella ragazza che era un tempo. Ancora non si sente, forse, pienamente in pace con se stessa, dovendo ancora accogliere quella donna che è oggi.

In un’intervista a Vanity Fair sembra effettivamente non essere così accondiscendente verso questo nuovo traguardo, mentre ancora cerca di assimilare di aver passato la soglia degli –anta già dieci anni fa.

Non deve essere facile essere supermodelle senza avere più vent’anni. Deve essere ancora più snervante avere una figlia bellissima che ti assomiglia in tutto ma con il vantaggio di avere ancora la bellezza un po’ acerba della gioventù. Non manca niente a questa donna: non si può dire che il suo corpo sia invecchiato male, visto l’ultima campagna per Balmain. Quel neo, che tanto l’ha resa famosa (e che un agente voleva farle togliere) rimane perfetta imperfezione su un viso che non sembra aver poi così tanto avvertito il passare del tempo.

A volte dimentico che le immagini a cui sono abituata non sono reali, appartengono all’illusione di «essere Cindy Crawford»; allora mi basta vedere per un attimo la vera Cindy, quella non ritoccata, o uno scatto paparazzato poco lusinghiero, e cado dalle nuvole. Vorrei poter dire che per me invecchiare è più facile che per gli altri: dopo tutto, mi sono molto divertita in questo corpo.

Cindy Crawford, Naomi Campbell e Claudia Schiffer
Cindy Crawford, Naomi Campbell e Claudia Schiffer

Quindi, anche se sei stata con Richard Gere e sei stata inserita fra le cento donne più belle del mondo, perdi il senso della realtà e non riesci più a distinguere la vera te da quella dei set fotografici? Sembra un po’ la favola di Narciso, quel dio greco a tal punto innamorato di sé da annegare nel fiume nell’osservare la propria immagine riflessa. Quella donna così bella e perfetta che ha calcato le scene dagli anni ’80 ad oggi, che tante altre donne normali invidiano, non sembra proprio riuscire ad accettare con serenità gli anni che passano. Ogni tanto conferma il suo ritiro dalle scene, forse nel tentativo di diventare diversa, di andare oltre quelle meravigliose copertine patinate. Ma, se per tutta la vita sei stata una supermodella, come puoi cambiare radicalmente e accettare il lento processo di decadimento umano?

In un lavoro in cui tutti si basa sulla bellezza fisica, come salvaguardare l’anima?

In una società che rende il corpo fisico la vera essenza dell’umano, come accettare i cambiamenti lenti ma costanti del processo di invecchiamento?

Ed ecco la sindrome dei moderni Dorian Gray: la vecchiaia viene scacciata tramite le foto delle riviste, e non più tramite un quadro.

Ma quando il velo cade, e il tempo è passato, è ora di guardarsi allo specchio per come si è, e non per come si appare.

Marta Merigo per MIfacciodiCultura

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