L’esperimento sociale di Ugo Capolupo: cosa faremmo davanti ad un uomo che dichiara di picchiare la moglie?

0 918

L’esperimento sociale di Ugo Capolupo: cosa faremmo davanti ad un uomo che dichiara di picchiare la moglie?

Esperiemento socialeUn nuovo esperimento sociale di Ugo Capolupo, già noto per quello di qualche mese fa in cui ha messo alla prova le reazioni dei passanti di un mercato di fronte una ragazza nigeriana messa in vendita, il quale stavolta si presenta con l’attrice Irene Maiorino, fingendo di essere un marito che ha picchiato la moglie.

In questo esperimento sociale dichiara pubblicamente di picchiare la donna per vedere le reazioni dei passanti, nonché vedere se la legge italiana, rappresentata dalle forze dell’ordine, è preparata a intervenire di fronte un uomo che confessa la violenza commessa nei confronti della moglie.
Un video forte, perché ci mette di fronte le reazioni più disparate e spesso impensabili. Questo esperimento sociale mette alla prova la nostra sensibilità di fronte una donna in difficoltà e un uomo che ha visibilmente bisogno di cure.
Ugo Capolupo vuole varcare i confini della realtà, e nel farlo, riesce completamente nel suo obiettivo.

Le reazioni sono le puù diverse: chi si rivolge a lui dicendo che non ama la sua donna e che farebbe bene a prendere provvedimenti per curarsi, prima di arrivare a gesti ancora più gravi, come quello di ucciderla. C’è chi invece – sempre rivolgendosi a lui – gli urla di vergognarsi per la violenza compiuta.
Altri si rivolgono invece alla donna, consigliandole di mascherare la violenza con degli occhiali, o un trucco accentuato. Ciò che colpisce è il fatto che questo consiglio venga offerto da una donna e questo ci lascia l’amaro in bocca per ovvie e scontate ragioni. C’è chi prova a vendergli una maschera veneziana per nascondere l’ematoma, non interessandosi al fatto che sia la conseguenza di un atto di violenza da parte del marito.

Nel corso dell’esperimento sociale si incontrano anche donne che hanno a loro volta subito violenza e queste la spingono a denunciare. Tra queste donne ce ne è una che non è stata vittima di violenza, ma la spinge lo stesso a denunciare, non limitandosi a questo, ma offrendosi di accompagnarla per non lasciarla sola. Una forte eccezione, a cui però fa da contro altare anche l’esatto opposto: un uomo che addita la donna come l’eventuale causa di disgrazia dell’uomo perché

se cadevi storta e morivi gli facevi passare un guaio […] gli avresti fatto prendere 30 anni di carcere.

Insomma, secondo le parole di questo ragazzo, la vera disgrazia sarebbero state le conseguenze per il marito nel caso la donne fosse morta. Ci rendiamo conto della gravità di queste affermazioni?
Non siamo spaventati da questi nostri pensieri e da questa mancanza di sensibilità?

esperimento socialeAd un certo punto dell’esperimento sociale ci sono anche le forze dell’ordine.
La domanda allora è: come reagiranno queste di fronte un’ammissione di violenza? Davanti un reo confesso?
Uno di loro consiglia di indossare degli occhiali da sole, anche se l’ematoma continua ad essere visibile, almeno un po’ viene nascosto. Un altro dichiara apertamente «non ce lo dite a noi, non è il caso».

Un’altra domanda qui sorge spontanea: se non si trova un sostegno, una protezione nelle forze dell’ordine, come possono salvarsi le tante donne vittime di violenza? Sicuramente c’è bisogno di un cambiamento nelle leggi sempre troppo astruse che tendono a nascondere più che proteggere. Serve un cambiamento per far sì che non ci siano più risposte come quelle di prima, risposte che abbandonano alla propria sorte chi ha bisogno d’aiuto.

Come se non bastasse tutto questo, ci sono reazioni ancora più scandalose, di cui dovremo tutti profondamente vergognarci e su cui bisognerebbe riflettere attentamente.
«Se la legge non può nulla, ecco come addestrare una donna», si legge – lapidario – sul video. Sembra uno scherzo, eppure molti danno consigli alla donna vittima di violenza sul modo giusto di cadere per evitare di farsi troppo male o rompersi le ossa.
Davvero c’è chi ha il coraggio di consigliare questo tipo di cose invece di rivolgersi al marito?
Non è possibile che esista chi mostra alla donna come cadere se lui le dà uno schiaffo tanto forte da mandarla a terra, perché infatti sembra che «se ti butta tu ti mantieni!» e che l’importante è cadere con la spalla e non con il volto.

Questo video mostra – con rare eccezioni – come la donna, secondo molti, debba adattarsi a questi scatti di violenza, che debba imparare a cadere e nascondere i segni dell’odio.
Siamo davvero arrivati ad un punto dell’evoluzione in cui una donna deve sopravvivere e non vivere?

Vanessa Romani per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.