“Emilio Vedova. Opere di Collezione” al Palazzo Branciforte di Palermo

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Emilio Vedova. Opere di Collezione al Palazzo Branciforte di Palermo

Emilio Vedova

È stata inaugurata il 3 febbraio la mostra Emilio Vedova. Opere di Collezione presso il Palazzo Branciforte di Palermo. La personale, promossa dalla Fondazione per l’arte e la cultura Lauro Chiazzese con il sostegno della Fondazione Sicilia, si inserisce nel progetto di arte contemporanea Contaminatio, che prevede una serie di altri eventi in città e che vuole indagare sulla situazione contemporanea dell’arte e il suo linguaggio.

Ecco perché, negli appuntamenti dei prossimi mesi, tra Villa Zito e Palazzo Branciforte, sarà possibile ammirare le opere di Alighiero Boetti, Tomàs Saraceno, Gianni Politi con mostre che saranno un vero e proprio intimo dialogo con le collezioni permanenti e la bellezza ed il patrimonio delle location ospitanti. «Un patrimonio» spiega Giovanni Puglisi, Presidente della Fondazione per l’Arte e la Cultura Lauro Chiazzese «che rimanda al valore della memoria, alla riflessione sulla propria storia e le proprie origini, alla tradizione come elemento fondante per la costruzione del futuro ed alla peculiarità della cultura come fattore strategico di sviluppo».

A Palazzo Branciforte, costruito nel ‘500 ed ubicato nel centro storico di Palermo, trovano posto infatti, oltre gli uffici direzionali della Fondazione, collezioni archeologiche, maioliche, numismatiche, ed una Biblioteca storica di 50 mila volumi, ed anche importanti sculture di artisti contemporanei come Manzù, Fontana, Greco, Mitoraj.

De america, 1976

Sono venti i lavori della mostra Emilio Vedova. Opere di collezioni. Opere dipinte tra il 1945 ed il 1988, che diventano testimonianza dell’orrore di avvenimenti storici e sociali, della guerra, della rabbia, dell’isteria, ma anche di momenti contrastanti dell’artista e del suo travagliato animo. Abbiamo infatti opere più dolci, altre con colori vivaci, altre che trasmettono, senza mezzi termini, il profondo squarcio interiore di Vedova, un uomo ed un pittore che non aveva mai risposte da dare ma “solo altre domande da fare”.

Francesco Gallo Mazzeo, curatore della mostra e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Roma spiega che «il dramma di Vedova, di un uomo che si sente impegnato come uomo e come cittadino è quello di dividere questo impegno da quello artistico». Da qui le opere, caratterizzate da segno libero, gestualità, pennellate violente per rompere con quella tradizione che non era più specchio dell’inquietudine umana vissuta nei terribili anni della guerra e poi del post dopo guerra.

Uomo politico, antifascista, testimone di cruciali cambiamenti culturali, Emilio Vedova, veneziano classe 1919, iniziò a lavorare come autodidatta nella corrente dell’espressionismo astratto per dedicare tutta la sua vita alla ricerca artistica e generatrice. I suoi quadri sono un’esplosione di colori, dal grigio al nero, dai colori accesi al bianco; ogni pennellata, violenta e decisa, è un taglio netto ed istintivo e il gesto ha una valenza simbolica senza precedenti perché si fa portavoce delle emozioni e della sensibilità dell’artista, che riesce a comunicare al mondo tutta la sua interiorità, nonché i drammi del mondo intero.

Senza Titolo, 1985

Questa mostra, ideale per conoscere Emilio Vedova, artista che negli anni ’50 stravolse l’arte italiana e venne considerato il fratello di Jackson Pollock, sarà visitabile al pubblico fino al 23 aprile.

Emilio Vedova. Opere di Collezione
a cura di Francesco Gallo Mazzeo
Palazzo Branciforte, 3 Palermo
Dal 3 febbraio al 23 aprile 2017

Valentina Certo per MIfacciodiCultura

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