Marocco, niente più pena di morte per chi abbandona l’Islam

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Marocco, niente più pena di morte per chi abbandona l’Islam

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In Marocco chi vuole abbandonare l’Islam ora può farlo in piena libertà, senza più paura della pena di morte. Il Consiglio superiore dell’Ulema (massima autorità religiosa del Paese) apre alla possibilità quindi di convertirsi ad altre religioni senza alcuna ritorsione.

La notizia è stata riportata da Morocco world news: questo Paese è il primo ad una svolta del genere. In tutti i Paesi islamici infatti, l’abbandono della religione o la conversione è punita con la pena di morte. In passato lo stesso Consiglio dell’Ulema era un forte sostenitore della pena di morte per i traditori della fede islamica: oggi pare che abbia rivalutato le proprie tesi, aprendo ad un grande cambiamento.

La pena di morte è una delle peggiori cose che l’uomo abbia mai istituito: utilizzarla poi per motivi di credo religioso, detto con tutta franchezza, non ha nulla di religioso. Se siamo tutti figli di Dio e di conseguenza tutti fratelli, credo che a nostro padre non farebbe piacere vederci in guerra e invocare l’uso della violenza per il suo amore.

I commenti sono stati molti, così come le prese di posizioni: molti hanno accolto positivamente questa scelta, segno che i Paesi islamici pian piano stanno uscendo da una arretratezza culturale che in Europa e nel mondo occidentale è superata da molto. La scelta fatta è comunque una scelta politica: l’Ulema ha infatti considerato assolutamente naturale e soprattutto democratico dare la possibilità a chiunque di manifestare la propria fede nella più assoluta libertà.

Già in passato la svolta era ad un punto d’inizio, quando molte ragazze rinunciarono al velo o al burka per poter vivere la loro vita in maniera libera e autonoma. Purtroppo, però,  in molti stati islamici, questa svolta ancora non si vede.

In Arabia Saudita ad esempio, la pena di morte per chi decide di aderire ad un altro credo religioso è ancora in uso, mentre in Afghanistan i familiari del convertito possono addirittura esercitare la pena per riscattare l’onore della famiglia. Azioni che riportano al peggiore dei medioevi, quando a compiere questi gesti erano molti Paesi europei ai danni degli eretici.

Anche se in ritardo e solo in un Paese, la svolta è arrivata. La speranza ovviamente è che si possa raggiungere questa sacrosanta condizione di libertà anche negli altri Paesi islamici, martoriati da guerre e situazioni sociali molto gravi. Paesi dove la donna è ancora vista come un oggetto di proprietà dell’uomo, dove non può avere una propria vita sociale e soprattutto non può sperare in una carriera e di vivere in maniera dignitosa.

Il Marocco si conferma quindi uno dei pochi Paesi in cui l’utopia della Primavera Araba non è rimasta tale. Sta diventando una nazione compatta, molto più civile rispetto alle altre islamiche e soprattutto al passo con i tempi che corrono.

Giammarco Rossi per MIfacciodiCultura

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