XXI convegno FAI a Torino: alcune considerazioni

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XXI convegno FAI a Torino: alcune considerazioni

XXI convegno FAI

Il 4 febbraio la città di Torino ha ospitato il XXI convegno del FAI – Fondo Ambiente Italiano presso il centro congressi Lingotto. Ogni anno volontari e delegati della fondazione si riuniscono in un capoluogo per poter discutere di quanto fatto durante l’anno trascorso e le aree da migliorare per poter avere maggiore successo.

Il FAI nasce nel 1975 con lo scopo di conservare il patrimonio d’arte, natura e paesaggio italiano da un’idea di Elena Croce, figlia del filosofo Benedetto sul modello del National Trust inglese. Firmarono la costituzione e lo statuto del FAI, l’attuale presidente onorario Giulia Maria Mozzoni Crespi, Renato Bozzoni, Alberto Predieri e Franco Russoli. Dopo quasi 42 anni di incessante attività, grazie al sostegno dei membri, di privati, aziende e istituzioni, oggi la Fondazione vanta 52 Beni, di cui 30 regolarmente aperti al pubblico.

La giornata di sabato 5 febbraio è stata aperta dal presidente Andrea Carandini, uno dei più importanti archeologi italiani subentrato nel 2013 ad  Ilaria Borletti Buitoni, attualmente Sottosegretario di Stato del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Il tema del convegno è stato i disastrosi terremoti che hanno colpito il Centro Italia recentemente, infatti sono intervenuti i rappresentanti delle varie delegazioni coinvolte che hanno raccontato la loro esperienza e soprattutto di come grazie alla messa in sicurezza da parte del FAI oggi è ancora in piedi la chiesa della Madonna del Sole di Arquata del Tronto, gravemente colpita dal sisma.

Nel pomeriggio i delegati e volontari presenti sono stati divisi in 5 tavoli tematici dove si è discusso di eventi nazionali FAI, raccolta fondi, area beni, comunicazione e ambiente e paesaggio. È seguita ai lavori la visita alla magnifica reggia di Venaria dove è stata allestita nella Galleria Grande una cena a dir poco spettacolare: curata nei minimi particolari sia estetici che culinari, sembrava quasi di essere stati trasportati indietro nel tempo.

Domenica 5 la giornata è stata invece aperta da Giulia Maria Crespi, Presidente Onorario della Fondazione nonché tra i fondatori del FAI: l’incontro è proseguito con gli interventi dei rappresentanti dei Gruppi FAI Giovani di Lombardia, Veneto, Marche, Puglia e Piemonte che hanno presentato i Progetti messi in atto durante il 2016. Il tutto è stato coordinato dall’instancabile vice Presidente Esecutivo FAI Marco Magnifico, una fonte di energia e ispirazione per tutti.

È stato commovente constatare quante persone, ma soprattutto quanti giovani, abbiano a cuore le meraviglie del nostro Paese, come dimostra l’impegno profuso da parte di tutti per salvaguardare non solo il patrimonio artistico ma anche il paesaggio italiano. È stato edificante sentirsi parte di tutto questo, confrontarsi con persone che hanno gli stessi interessi e che perseguono un obiettivo comune.
Mi sento di affermare senza dubbio che questo è sicuramente uno spaccato d’Italia positiva che ha voglia di mettersi in gioco, che ama le proprie ricchezze e che si spende per tutelarle, in barba a quanti chiamano i giovani fannulloni e che identificano l’italiano medio solo con lo spettatore da stadio.

Quest’esperienza mi ha rigenerata e mi ha ridato fiducia e coraggio, non solo in me stessa ma anche nelle sorti del nostro Paese: se ci sono persone così possiamo solo migliorare.

 

Chiara Napoli per MIfacciodiCultura

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