San Valentino all’insegna dell’amore: cinepresa sull’introspezione

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San Valentino all’insegna dell’amore: cinepresa sull’introspezione

La La Land

San Valentino ovvero il giorno dell’amore è arrivato e domandandoci quanta importanza possa avere questa giornata dedicata a nobilitare il sentimento più sublime, possiamo tentare di tracciare un fil rouge (e di che colore sennò?) tra l’innamoramento e il cinema che lo rappresenta. Non è difficile credere che tra i film più apprezzati, quelli romantici vantino sempre il podio. L’uomo è fatto di controverse emozioni, latenti bisogni che cercano di farsi strada nella monotonia del vivere, sentimento puro, inconfessabili istinti ed ogni sfaccettatura che contraddistingue le eclettiche personalità di ognuno, ogni singola cosa che viviamo, ogni timore ed ogni gioia, è tutto riconducibile all’amore.

Da sempre oggetto di poesia, musica, arte, letteratura, indagine psicologica, è il chiodo fisso dell’umanità: dall’infanzia all’adolescenza, dalla maturità sicura e stabile, alla vecchiaia che guarda l’amore con lo stesso desiderio che l’ha reso possibile. È la più grande contraddizione in termini, l’amore: il picco vertiginoso di un volo inaudito, quello della felicità più estrema e della passione incontenibile, ma anche il più drammatico degli schianti.

Quell’ossimoro di un alterna vicenda di momenti contrastanti mette le radici nella nostra intimità molto prima che possiamo prenderne reale coscienza: ci ritroviamo ad osservare noi stessi da fuori, con la lente dell’esperienza, e ci scopriamo nudi, consumati, spogli di ogni superflua architettura convenzionale, disposti all’apertura, pronti a dare e pronti a ricevere. Quando si parla di un qualcosa di così personale, delicato ed eterno, è indispensabile usare le pinze della discrezione, per non rischiare di cadere nella banalità, così come nell’idealizzazione. È chiaro, perché si parla di qualcosa di reale, di vero, immutabile nel tempo ma anche zampillante di concretezza, e proprio per questo abbiamo il costante desiderio di immergerci in tutto ciò che rappresenti, o meglio, tenti di raffigurare, cosa sia l’amore: la caratteristica e squisitamente privata visione di ogni individuo. Lo vediamo nell’arte, e ci appaga. Lo leggiamo nelle poesie e ci emoziona. Lo osserviamo al cinema, e ci immedesimiamo, e ci commuoviamo.

Perché l’amore è un denso fluido, pregno di significato, che invade ogni cosa tocchi, si insinua nei più remoti pertugi, nei limitanti recessi di noi stessi ed è per questo che un film che ci parla dell’amore, ci parla con voce calda e amica: non è mai finzione ma è sempre verità. Qualsiasi tipo di amore si tratti, siamo predisposti alla critica e alla gloria, per il semplice motivo che siamo coscienti essere un bene collettivo che ci appartiene, che si eleva al di sopra di ogni convenzione sociale e che riguarda esclusivamente il ventaglio affettivo di ognuno: un patrimonio umano che ci avvicina e ci rende fragili, distruttibili, di carne, ossa e spirito.

One Day

Nella giornata dell’amore, dunque, non possiamo non partecipare alla tenera folata dalle venature malinconiche che ci pone in connessione con il mondo, gustandoci il cinema e una love-story di rispetto.

  • Titanic (1997) per la regia di James Cameron, riceve in questa personalissima classifica dell’amore il primo posto. Il dolcissimo (e giovanissimo!) Leonardo Di Caprio e la bellissima Kate Winslet rendono l’amore impossibile, quello proibito in nome della gerarchia sociale, un magico viaggio verso le stelle.
  • La La Land (2017) è l’ultimissimo capolavoro di Damien Chazelle. Un emozionante cult del futuro: musica e desiderio legano Ryan Gosling ed Emma Stone in un musical dalla delicata passione. Un inno ai sogni, all’amore e al romanticismo di chi ancora crede in entrambi.
  • One Day (2011) di Lone Scherfig. Anne Hathaway e Jim Sturgess vivono gli anni della loro vita, scanditi in un ordine cronologico ben preciso, in un rapporto di amicizia/amore, al limite della reciproca dipendenza, non riuscendo mai a toccarsi davvero.
  • Before Midnight (2013), Richard Linklater. Un eloquente e sensibile ritratto di una coppia matura (Ethan Hawke e Julie Delpy) alle prese con le incomprensioni insite nella quotidianità dell’amore. La Grecia fa da sfondo e i sublimi dialoghi sono la chiave di accesso al complesso mondo della complicità e della perplessità, cornici indiscusse della maturità affettiva.
  • Se mi lasci ti cancello (2004) diretto da Michel Gondry. Jim Carrey e Kate Winslet sono i protagonisti di questo bizzarro ritratto dell’innamoramento e della sua decadenza, dei suoi giri immensi e dei suoi ritorni. Particolarità e debolezza, incoscienza e moderazione, sono le componenti dei due personaggi che vanno amati nella loro umanità; ci suggeriscono, ammonendoci e liberandoci, che la memoria dell’amore è immune da ogni oblio.
  • Dear John (2010), Lasse Hallström. È l’adattamento cinematografico del romanzo Ricordati di guardare la luna di Nicholas Sparks, che vede due innamoratissimi Channing Tatum e Amanda Seyfried. Lui, arruolato nell’esercito, scrive lettere alla sua amata, troppo distante da lui: anche se separati dall’incombenza ineluttabile delle responsabilità della vita, entrambi si trovano sotto lo stesso cielo, a guardare la stessa luna.
  • La vita di Adele (2013), Abdellatif Kechiche. Le affascinati Léa Seydoux e Adèle Exarchopoulos sono il perno attorno al quale si sviluppa e divampa il fuoco di un amore passionale, carnale, incontrollato, intimo e segreto. Nell’era dello scongelamento del tabù omosessuale, il regista inscena la perfetta storia d’amore che più carica di pathos non si può. L’interpretazione finemente impeccabile delle due attrici francesi dà all’amore un nuovo colore, un colore inaspettatamente bollente: il blu.
  • Tutti i santi giorni (2012), Paolo Virzì. Luca Marinelli affronta un ruolo inedito: un dolce e ottimista ragazzo innamorato della sua compagna, Thony, e la sorregge nel desiderio di maternità. Così diversi e così simili, affrontano la quotidianità con i piccoli grandi desideri di ognuno: amano per sé stessi, per l’altro e per un futuro solido, altrettanto quanto le fondamenta del loro amore.
  • Tutti i santi giorni

    Closer (2004), Mike Nichols. Due coppie di innamorati (Natalie Portman e Jude Law, Julia Roberts e Clive Owen) si intrecciano e si fondono in un quadro di passione e gelosia, tradimento e trasporto. Amore vero e amore simulato, amore leggiadro e amore violento: la delicatezza di una regia enigmatica per un racconto tridimensionale e polimorfo.

  • Amore e altri rimedi (2010), Edward Swick. Un amore dapprima occasionale tra Anne Hathaway e Jake Gyllenhaal, si trasforma in un vortice di passione e intenso affetto: la superficialità diventa profondità, la malattia si tramuta in salvezza, il bisogno di salvare e quello di essere salvati si sposano in una love story commovente.

Per chi ha il coraggio di provare amore ogni giorno e di identificarsi in esso, tramite quell’eterea forma d’arte in cui sempre si manifesta, come un fantasma visibile ai pochi che osano avvicinarvisi: il cinema.

Valentina Biagini per MIfacciodiCultura

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