#ArtSpecialUNESCO – Il centro storico di Firenze

0 820

Ed eccoci arrivati a Firenze! Città tra le più belle e importanti di tutta Italia, dotata di un centro storico unico nel suo genere per quantità di beni storico-artistici, concentrati in un’area non troppo estesa (505 ettari per la precisione), e patrimonio UNESCO dal 1982. Se abbiamo già avuto modo di osservare, visitando Pienza, alcune tra le più notevoli espressioni del Rinascimento, flebili e timide queste appaiono se confrontate alle grandi manifestazioni che, di questo stesso movimento artistico, a Firenze si impongono sulla scena del centro storico.

Biblioteca Laurenziana, progettata da Michelangelo e espressione del maturo Rinascimento

L’antica città romana di Florentia, fondata nel 59 d.C., già nel corso del Medioevo si era sviluppata quale rilevante snodo commerciale e culturale del centro Italia: pensiamo che risale proprio al XII secolo la nascita e la proliferazione di due redditizie attività che sarebbero diventate fondamentali, soprattutto nel secolo successivo, per gli imprenditori fiorentini, ovvero quella del commercio delle stoffe preziose e quella delle banche.

Tuttavia fu solo a partire dal 1400 ed in particolare dal 1434, quando il governo della città passò alla famiglia dei Medici, che Firenze raggiunse l’apice della sua opulenza.

Fu così che artisti del calibro di Brunelleschi, Donatello, Masaccio, Ghiberti, Mantegna, Leon Battista Alberti, Piero della Francesca e Botticelli (solo per citarne alcuni) poterono sperimentare, nel corso di tutto il ‘400, le proprie capacità artistiche misurandosi con il pensiero filosofico e artistico del periodo di grande fervore culturale nel quale vissero. L’utilizzo della prospettiva, l’equilibrio geometrico nelle composizioni, le proporzioni nei volumi dei manufatti creati da questi grandi artisti rappresentano un richiamo forte ai modelli dell’antichità che si posero (rectius: imposero) quali fonti di ispirazione per tutti gli architetti, scultori e pittori che tra il XIV e il XVI secolo operarono nella capitale del Granducato toscano.

Tra le strutture architettoniche più maestose che possono essere ammirate nel centro storico di Firenze troviamo la Chiesa di Santa Maria del Fiore i cui lavori iniziano nel 1296 per finire solo molti anni dopo, nel 1436, con la edificazione della cupola ad opera del Brunelleschi. È proprio con la Cupola di S. Maria del Fiore che Brunelleschi da prova del suo genio artistico: la stessa fu concepita come costruzione rivoluzionaria, stante la particolare tecnica di sovrapposizione dei mattoni, detta a “spinapesce” che fu utilizzata e che rese superflui costoni e armature visto che il complesso era perfettamente in grado di sostenersi in via autonoma.

Palazzo Pitti edificato nel 1440 circa e prototipo del palazzo signorile fiorentino

Ed ancora ci sono il portico dello Spedale degli Innocenti e Palazzo Pitti, anche questi pensati dal Brunelleschi. Se il primo fu ideato come raccordo tra l’ospedale e la piazza che risulta riorganizzata secondo il ritmo scandito dalla successione delle colonne e degli archi, invece il secondo, costruito nel 1440 circa, divenne ben presto il prototipo del palazzo signorile rinascimentale.

Altro esempio di palazzo fiorentino è rappresentato da Palazzo Rucellai, commissionato da Giovanni Rucellai e costruito dal Rossellino tra il 1446 e il 1451 su progetto di Leon Battista Alberti e diventato anch’esso modello per la progettazione di altri palazzi commissionati da privati. Proprio a partire dalla pianta e dallo stile di questo palazzo, il Rossellino edificò a Pienza Palazzo Piccolomini.

Sempre di Leon Battista Alberti e sempre per la famiglia Rucellai gli interventi per la facciata esterna di Santa Maria Novella; è qui che il famoso architetto rinascimentale si occupò del completamento della superficie esterna riuscendo a coniugare il gusto gotico che la contraddistingueva con la lettura classica delle proporzioni e del rigore geometrico. Tratti del resto ben visibili nella parte superiore della facciata in cui l’ oculo ( e qui è impossibile non pensare all’oculo del Pantheon) risulta circondato da un rettangolo tripartito sul quale si eleva un timpano.

Palazzo Rucellai, costruito su progetto di Leon Battista Alberti

Di Michelangelo Buonarroti sono invece la predisposizione della Sacrestia nuova di San Lorenzo e la Biblioteca Laurenziana. Quest’ultima fu iniziata nel 1519 e il relativo cantiere fu ben presto abbandonato da Michelangelo che da Roma finì col seguire distrattamente la prosecuzione dei lavori. Nonostante la negligenza del suo ideatore, la biblioteca Laurenziana rappresenta una testimonianza importante del Rinascimento maturo a Firenze. Non basterebbero le settimane di questa rubrica per esaurire le cose da raccontare e da dire su tutte le opere che nei ricchi palazzi del centro storico di Firenze sono custodite. Tuttavia anche se per sommi capi abbiamo fatto riferimento ai grandi architetti rinascimentali che a Firenze lavorarono e ci siamo potuti rendere conto di quanto il Rinascimento sia presente nella città.

Possiamo dire che come il barocco a Roma disegna, con le sue curvilinee, gli spazi dell’Urbe quasi fossero salotti, il Rinascimento a Firenze con il rigore prospettico e con la misurata sistemazione di elementi diversi, tutti sempre in equilibrio tra loro, permea gli spazi urbani. Sicché è impossibile non rimanere affascinati dalla bellezza dei suoi palazzi, che pubblici o privati contribuiscono tutti a rendere maestoso e imponente il centro storico fiorentino.

Azzurra Baggieri per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.