I migranti e alcuni miti da sfatare, tra hotel di lusso e 35 euro al giorno

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I migranti e alcuni miti da sfatare, tra hotel di lusso e 35 euro al giorno

migrantiIn America Donald Trump ha improntato la sua campagna elettorale ed il suo mandato sul Made in USA, sulla lotta all’ immigrazione clandestina e sulla difesa del territorio a stelle e strisce da attacchi terroristici e popolazioni potenzialmente pericolose. Verrebbe da pensare ai corsi e ricorsi storici: quando una nazione si trova in crisi, economica o sociale, si cerca di trovare un capro espiatorio che spesso viene individuato nelle minoranze etniche e nel diverso. Lo ha fatto Hitler con gli ebrei e, con le dovute proporzioni lo sta facendo Trump con le popolazioni messicane e arabe, ma lo stiamo facendo anche noi, europei ed italiani, con i migranti.

Molti partiti delle nazioni europee stanno improntando la loro politica sulla diffidenza verso lo straniero che incute timore, il diverso che sia solo di colore o di religione.

Ma è inutile fare di tutta l’erba un fascio: le cellule terroriste o le comunità radicate nel loro fanatismo sono una misera parte rispetto a tutti i Musulmani presenti in Europa, addirittura solo il 5,8% di chi vive in Europa è di religione islamica, anzi molti di questi fuggono dai loro paesi proprio perché pieni di estremisti. Ne sono un esempio Afghanistan, Iraq, Nigeria e Siria.

Nell’era dell’informazione di massa, in cui siamo perennemente bombardati da notizie, molto spesso siamo vittime della disinformazione: ne sono proprio un esempio tutte le voci circolanti sui migranti, a partire dal loro numero. Nel 2015 la percentuale degli immigrati regolari era pari al 7% circa trentacinque milioni di tutta la popolazione europea (che ammonta cinquecentodieci milioni). In Italia sono circa l’8% della popolazione. Inoltre, i rifugiati politici sono ancora meno solamente un milione e trecentomila in tutta Europa, addirittura in Italia sono solamente lo 0,7% (pari a centodiciottomila).

migrantiMa non finisce qui: infatti molti si lamentano degli alloggi assegnati ai rifugiati pensando erroneamente ad Hotel, o strutture simili, “sottratte” alle vittime del terremoto che ha colpito il centro Italia. Niente di più sbagliato i migranti vengono ospitati nei Cas, ovvero i Centri di accoglienza straordinaria che, nonostante l’immane sforzo da parte di volontari e personale specializzato, sono pur sempre sedi improvvisate con degli standard minimi e condizioni igieniche precarie se non, a volte, inesistenti.
Per non parlare del fantomatico “stipendio” di trenta euro che lo stato versa quotidianamente agli immigrati: anche qui il passaparola e le false dicerie inculcate nella mente dei cittadini dai soliti allarmisti non hanno fondamenti. Infatti i trentacinque euro giornalieri, nel caso dei minorenni si arriva a quarantacinque, vengono utilizzati per i costi di gestione e di manutenzione dei centri accoglienza oltre che pagare gli stipendi agli operatori: detto ciò ai diretti interessati, i rifugiati, gli arrivano circa 2,50 euro al giorno per un totale del 2% della spesa pubblica annuale.

Ultimo muro da abbattere, e forse uno dei più alti, è senz’altro la fandonia ricorrente che gli immigrati sottraggono posti di lavoro agli italiani: la maggior parte di questi rifugiati, benché sono in possesso di titoli di studio di assoluto rilievo (molti sono i laureati), svolgono lavori bistrattati e non considerati dalla maggior parte delle persone: si passa dalla manovalanza nei cantieri edili fino ad arrivare alle raccolte nei campi, lavorando molto spesso a nero, sfruttati e con salari che rasentano la miseria ben il 48% è a rischio povertà.

Il problema fondamentale è la scarsa reattività dello stato ad integrare i due popoli quello dei migranti e quello italiano, regolarizzando con eccessiva lentezza i rifugiati e favorendo così la criminalità.

Gli unici dati veri di questa storia sono, purtroppo, il numero delle vittime che ogni giorno rischiano la vita attraversando il Mediterraneo con i barconi ben cinquemila nel solo 2016.

Michele Montesano per MIfacciodiCultura

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