“Nelle pagine di Sofia”, il primo romanzo di Antonia de Francesco

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Sophie le storie non hanno fretta, hanno il loro tempo, i loro tempi e la loro eternità.

Nelle pagine di Sofia

Una verità sacrosanta regalata nelle prime pagine del romanzo breve dal titolo Nelle pagine di Sofia, scritto dalla giovane giornalista Antonia de Francesco, che ha vinto il premio del concorso letterario Formia in Giallo 2016.

Il racconto è stato definito un “giallo sui generis” perché non mostra i tratti tipici del racconto giallo, come ad esempio scene evidenti di paura o di inquietudine, bensì tratta l’argomento misterioso inserendolo in un piano narrativo calmo, sereno, scandito dai ritmi e dall’importanza della scrittura e dello storytelling nonché dal legame tra generazioni diverse, accomunate da una grande passione: la letteratura.

Il ritmo della narrazione è dato dal rapporto speciale tra la nonna Sofia e la nipotina Sophie: le due trascorrono insieme i fine settimana durante i quali la nonna racconta storie frutto della sua fantasia e della sua esperienza di vita, alimentate dalla curiosità e dalla passione della nipotina che sempre desidera ascoltarle. In particolare la storia prediletta è quella di Giovannino ed Erasmino che accompagna il lettore nelle ottanta pagine del racconto alternando i piani narrativi: tempo immaginario e tempo reale si susseguono nelle pagine in un unico flusso fino a quando quella storia apparentemente fittizia e frutto di una mente estrosa non diventerà realtà per Sophie. La piccola Sophie cresce insieme alla storia ritrovandosi, diciassettenne, con un mistero da risolvere. Le vicende sono ambientate a Formia negli anni successivi al secondo dopoguerra, in una famiglia tradizionale inserita in un contesto culturale di radicate credenze popolari, magia ed esoterismo.

La semplicità della scrittura rende la lettura scorrevole e piacevole, ma semplicità non significa banalità, tutt’altro! L’intento dell’autrice è quello di rendere il racconto aperto a più interpretazioni e a più possibilità di lettura: in un’intervista, Antonia de Francesco ha parlato proprio di “lettura orizzontale e lettura verticale“. Il piano orizzontale si concentra sulla storia in sé, sui singoli eventi, mentre quello verticale lascia spazio alle interpretazioni puramente personali facendo parlare ciò che di una storia muove gli animi e le corde più intime.

La nonna non li conservava [i racconti] perché allenava la mente a ricordarli a memoria. Diceva che se avesse messo i suoi libri in bella mostra, la tentazione di leggere le pagine dei suoi racconti, invece di sforzarsi a ricordarli, sarebbe stata grande e la sua pigrizia l’avrebbe imbarazzata.

Viene evidenziata così una particolare attenzione all’oralità, alla tradizione, al tramandare di generazione in generazione memorie e attimi di vita, e una cura per la dimensione personale, quasi magica, in una realtà incalzante e sempre esigente di nuovi stimoli, di fretta e soprattutto di comunicazioni veloci. Lo Storytelling diviene quindi uno strumento per allenare la memoria e per rivivere continuamente le storie da cui si proviene, ma anche come occasione per preservare la sacralità dell’incontro, per ritagliarsi uno spazio in cui due persone si ritrovano per raccontarsi, per ascoltarsi aiutati dalle parole e uniti dalla magia della lettura.

La scelta del romanzo breve non è casuale e si ricollega a quanto appena detto: l’autrice stessa ha dichiarato di aver scelto la forma breve proprio per favorire un ritorno alla dimensione di lettori, ovvero per incentivare le persone a concedersi un po’ di tempo per la lettura che si traduce, in altri termini, in attimi e momenti per se stessi, lontani dalle ansie e dai movimenti frenetici del quotidiano.

Ciascun lettore troverà nel breve romanzo Nelle pagine di Sofia la sua dimensione e soprattutto troverà il proprio spazio verticale di interpretazione che apre le porte a ulteriori riflessioni sulla letteratura e sul dialogo con i testi, perché, si sa, ogni testo ci parla in modo diverso e la lingua è lo stato d’animo di quel preciso momento in cui avviene l’incontro.

Lisa di Iasio per MIfacciodiCultura     

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