“La Bibbia attraverso la Pittura”, un sorprendente viaggio nei testi sacri

0 1.811

La Bibbia attraverso la Pittura, un sorprendente viaggio nei testi sacri

Cinquanta scene tratte dal Vecchio e Nuovo Testamento per raccontare un sodalizio prolifico e duraturo, un dialogo costante che ha coinvolto il libro per eccellenza, la Bibbia, e la storia dell’arte: questi sono i presupposti di La Bibbia attraverso la Pittura, il testo di Gérard Denizeau, storico dell’arte, musicologo e scrittore francese, edito dalle Paoline, che certifica quanto l’arte e il Cristianesimo abbiano tratto profitto l’una dall’altro. Un legame che nel tempo non è mai stato equilibrato, spostando l’ago della bilancia tra le parti in causa.

Se nella primitive comunità cristiane è l’aspetto artistico che ha beneficiato della potenza del messaggio biblico, con il trascorrere del tempo, le componenti si sono invertite. Con l’avanzare della secolarizzazione la società attuale tende a porre al centro del mondo l’uomo, oscurando l’aspetto sacro, considerato retaggio di un passato da mettere in naftalina.

La Bibbia attraverso la Pittura, invece, mostra tutto, o meglio racchiude in un concentrato di arte, teologia e didattica, quanto splendido ed entusiasmante sia stato il tragitto percorso dai rispettivi interpreti. Dalla Creazione del mondo di Michelangelo in poi, le tappe di un excursus trascendentale sono così tangibili da rendersi evidenti in tutta la loro magnificenza. Da Masaccio a Pietro Novelli, da Tiziano a Raffaello, da Caravaggio a Rembrandt e Marc Chagall, da Piero della Francesca a Gustav Klimt, da Perugino a Leonardo, da Cimabue a Giotto, da Sandro Botticelli a Salvador Dalí, da Van Gogh a Gauguin, sono notevoli le differenze di stili, concezioni e influenze. In un tale caleidoscopio di colori, immagini ed emozioni, unico è il messaggio che arriva al fruitore dell’opera: l’unione tra l’uomo e Dio non è pura fantasia, un’invenzione di artisti pagati dalle committenze di turno. C’è ben altro, qualcosa di più profondo che sottende le apparenze.

Leonardo Da Vinci, L’annunciazione

La Bibbia attraverso la Pittura insegna come meglio leggere l’opera, a decifrarla e meglio interpretarla. Il testo biblico non è di facile comprensione. In esso sono racchiusi secoli di storia, differenti tra loro. Tradizioni, lingue, e culture diverse convergono come una Torre di Babele nella Bibbia. Dall’idioma ebraico passando per quello greco sino alla Vulgata latina, il ventaglio linguistico si presta a molteplici traduzioni, fraintendimenti o fuorvianti categorie.

 

L’arte corre in soccorso dell’unità. Come un collante che compatta, le scene della Creazione di Adamo ed Eva, dell’eccidio di Abele per mano del fratello Caino, del Diluvio universale, dell’Arca di Noè, dell’Esodo di Mosè, di Sansone e Dalila, di Davide e Golia e del Giudizio di Salomone, presentano l’Antico Testamento con una nuova chiave di lettura, più accessibile e conoscibile a tutti, anche a coloro i quali nei secoli era preclusa l’alfabetizzazione. Passando al Nuovo Testamento, con l’annuncio della Buona Novella, prendono vita le scene dell’Annunciazione, della Natività di Gesù, dell’Adorazione dei Magi, del Battesimo di Cristo, le Nozze di Cana, del Buon Samaritano, dell’Ultima Cena, della Flagellazione, della Crocifissione, Risurrezione e Ascensione di Cristo, della Pentecoste e del Giudizio universale con l’avvento dell’Apocalisse.

Un compendio di arte e religione, di luci e ombre della storia umana, spiegate con criterio e metodo: ecco cosa possiamo trovare tra le pagine di La Bibbia attraverso la Pittura e come suggerisce l’autore, Gérard Denizeau:

Siccome la storia religiosa rimane un fondamento essenziale della nostra civiltà, il mezzo più piacevole per accedervi non è forse la possibilità di scoprirla grazie ai pennelli di grandi artisti, mezzo ideale per rimediare all’arretramento dell’insegnamento del catechismo mediante l’arricchimento del bagaglio culturale?

 

Dario Cataldo per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.