#PerlaGloria – Sono soltanto donne

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#PerlaGloria – Sono soltanto donne

Parliamo di donne.

Lo so, se ne parla continuamente e io vi giuro vorrei non doverne parlare mai, perchè se tutto andasse come dovrebbe non ci sarebbe bisogno di ripescare il discorso ogni volta.

Però non va così, sicchè urge disquisirne perchè pare che i concetti non siano ancora molto chiari.

Ad esempio, qualche giorno fa un manager cinese, tal Luo Mingxiong, ha dichiarato che il segreto del successo della sua azienda è «non fare affari con le aziende che hanno alla guida manager donne».

Bene. Già questa affermazione sarebbe sufficiente per prendere atto che il successo non è necessariamente sinonimo d’ intelligenza.

Ma questo si sapeva.

Le donne ovviamente insorgono.

E questo è il punto che più mi spiazza.

A fronte di tali dichiarazioni LE DONNE si offendono, si ribellano, si fanno sentire.

Solo loro.

Perchè quando si tratta di donne qualsiasi battaglia della storia pare riguardi soltanto la categoria.

Non puoi votare? Fatti tuoi.

Non puoi ricoprire ruoli militari? Fatti tuoi.

Ti stuprano? Sempre fatti tuoi ( e qui si potrebbe aprire una parentesi che non finisce più, ma sorvoliamo)

Non hai diritti paritari? Fatti tuoi.

Vuoi lamentartene? Fai pure la tua battaglia.

Ogni questione che lede le donne è roba che si devono sbrigare le donne.

Da sempre.

Se il signore in questione avesse detto pubblicamente che i risultati della sua società derivano dal fatto che non fanno accordi con gli europei o con gli arabi o con i protestanti ad insorgere non sarebbero stati solo quelli della categoria lesa.

Mettiamo che avesse detto lo stesso riferendosi a un’etnia: sarebbe stato tacciato di razzismo, lo avrebbero lapidato moralmente, sarebbe su tutte le prime pagine di giornale, probabilmente avrebbe avuto anche qualche problema serio con la legge.

Ma lo ha detto delle donne e quindi tutto bene.

Articoli che ne parlano: due.

Chi si risente e protesta? Le donne.

Solo loro. Come al solito da sole.

Ed è in questo che io vedo distintamente quanto è lontana la parità.

Non nelle parole vacue di un chiunque giovane invasato, ma nel fatto che quello che riguarda le donne è sempre e solo affar loro.

Per tutti.

Ed è talmente radicato il concetto che anche noi lo crediamo, ormai lo abbiamo interiorizzato.

Se vogliamo conquistare qualcosa lo dobbiamo fare contando solo su noi stesse.

Lo facciamo ogni giorno mentre cerchiamo di scalare posizioni sul lavoro.

Lo facciamo quando il tema tocca la categoria tutta.

Lì sta il problema.

Detto questo, il giovane in questione, non pago, asserisce : ‘«A parte fare i bambini: che cos’è che possono fare meglio degli uomini, le donne? Niente».

E qui l’apoteosi della genialità.

L’unica cosa che ci concedete è la virtù del parto.

Primo, perchè fattivamente non potete privarcene,  secondo, perchè  anche se da domani poteste partorire voi non lo fareste mai.

E ne intuisco anche il motivo.

Siamo brave a far figli.

Siamo più brave.

Come se lo facessimo per nostro conto.

Come se fosse una cosa che riguarda come al solito solo la nostra categoria.

Vorrei chiedere a tal Luo e a tutti gli uomini che la pensano nel medesimo modo, e non sono pochi purtroppo, loro i figli con chi li fanno?

No, perchè pare che loro non c’entrino nulla.

Se ne lavano le mani.

Come se il padre servisse solo nei primi trenta minuti della gravidanza. A volte cinque, onestamente.

Mentre parlate così, uomini, vi svalutate da soli lo sapete?

Io non so come ancora oggi si possa valutare la grandezza di una donna solo se madre, come si possa credere che esistano cose da donne e cose da uomini.

Qualche tempo fa, un amico, mi ha detto che se compra scarpe in negozio vuole una donna come commessa, hanno più gusto, ma se deve fare una visita specialistica vuole un uomo come medico, sono più preparati.

E ha concluso con : «Dai obbiettivamente, tu vorresti che ti facesse un’operazione a cuore aperto una donna o un uomo? Chi sceglieresti?»

Io sceglierei uno bravo.

Se per voi invece valgono ancora le distinzioni di genere : buona fortuna.

Pensateci, #perlagloria non sempre si va lontano.

Gloria Sacchi per MIfacciodiCultura

 

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