Arte e presenza mediatica: “BOOM 60!” al Museo del Novecento

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Arte e presenza mediatica: BOOM 60! al Museo del Novecento

Fino al 12 marzo, presso il Museo del Novecento di Milano, è possibile visitare BOOM 60! Era arte moderna, un’ampia rassegna, dislocata in diversi spazi del Palazzo dell’Arengario, che ripercorre attraverso pitture, sculture, video, opere grafiche e materiali d’archivio l’era del boom economico, consumistico e artistico dell’Italia a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 attraverso la sua presenza mediatica.

Il percorso di BOOM 60! può risultare poco lineare e un po’ disordinato, in quanto una parte dell’esposizione è ospitata al piano terra, una parte al quarto piano nella Sala Archivi, e infine, per accedere all’ultima sezione, che è tra l’altro la più ricca, bisogna tornare al piano terra, uscire verso Palazzo Reale e rientrare nei nuovi spazi dell’Arengario. La prima e ultima parte sono davvero dense, le stanze sono molto cariche e il tutto è accentuato dall’allestimento a specchio realizzato dall’Atelier Mendini.
Il gioco di specchi, se da una parte crea un ambiente sovraccarico e l’impossibilità di leggere i cartellini adesivi o scattare una fotografia senza vedersi riflessi o immortalare altre persone (ma questo è anche divertente), dall’altra è un modo per farci immergere nel clima particolare degli anni ’50 e ’60. Il gioco di specchi potrebbe essere una grande metafora dell’esposizione in generale, che attraverso  il racconto della rappresentazione mediatica ci spiega quanto in quegli anni i canali di comunicazione fossero davvero uno specchio della mentalità e delle aspirazioni della società italiana.

Da L’Europeo, 1964

Questo aspetto del media come specchio della società è ben evidente nella Sala Archivi, dove nelle teche e sulle pareti sono esposti diversi rotocalchi, ossia riviste e giornali economici ad ampia tiratura, come ad esempio L’Europeo, Oggi, La Domenica del Corriere, Epoca. Prima dei contenuti, colpisce l’aspetto formale di queste riviste di attualità: una ricerca mirata dei font, un’alta qualità delle immagini (che in molti casi prevalgono sul testo scritto), un’impaginazione di grande effetto. La rassegna d’archivio è davvero interessante, l’unica pecca è che il più delle volte le pagine esposte sono prive di nome della testata e di data.
I rotocalchi negli anni ’50 e ’60 si trovavano in ogni casa, come tante altre cose in quegli anni di boom. Attraverso le riviste, l’arte contemporanea entrava nelle case, suscitando entusiasmo e curiosità, ma, più spesso, incomprensione, derisione e sdegno. Nei testi stessi delle riviste convivono l’impegno divulgativo e l’ironia, il linguaggio è diretto e spesso il tono è quello di chi non sa spiegare cosa significhi un pezzo di stoffa chiamato arte dai critici, ma è interessato ad immischiarsi in quelle faccende, perché dopo aver ricucito le ferite della guerra e del regime fascista tutto è moderno, tutto è progresso, tutto è ottimismo. È un miracolo.

L’ironia è una chiave interpretativa molto efficace anche per stemperare il fatto di non capire del tutto i nuovi temi dell’arte, illeggibili in una tela bucata di Fontana o nei bronzi lacerati di Aldo Calò, e i relativi termini sempre più tecnici, o per non voler affermare a chiare lettere che questo lo sapevo/potevo fare anch’io. Si affaccia anche il tema del collezionismo – che cos’è una casa borghese senza opere d’arte? – e il tutto si intreccia con il mondo delle celebrità, perché molte star, tra cui Sandra Milo, Anna Magnani, Sofia Loren, Gina Lollobrigida, posano per gli artisti e destano pettegolezzo. Non manca una certa misoginia («Pittrici da marito»). BOOM 60! testimonia anche questo continuo interesse per i fatti privati e romanzeschi delle star, come anche l’alone di mito che circonda alcuni artisti come Picasso o De Chirico. Tra l’altro De Chirico partecipò anche a Lascia o raddoppia di Mike Bongiorno.

Giuseppe Coco, Me ne dia un metro, in Settimo Giorno, 1962

Tra un pettegolezzo e una rubrica di critica, ad essere sempre al centro sono la cultura di massa e la sua “digeribilità”, le potenzialità dei media nel guidare le mentalità e le aspirazioni, di aprirsi a nuovi fatti commentandoli positivamente oppure no, ma accettandoli come parte della realtà del momento. Tra i lettori ci sono potenziali o aspiranti collezionisti, studiosi, studenti, casalinghe, operai: i rotocalchi in un certo senso annullano il divario tra le classi sociali e creano comunanza, comunicazione, incontro. Sarà che arte e cultura hanno proprio questi poteri?

BOOM 60! Era arte moderna
A cura di Mariella Milan e Desdemona Ventroni, con Maria Grazia Messina e Antonello Negri
Museo del Novecento, Milano
Dal 18 ottobre 2016 al 12 marzo 2017

Annalisa La Porta per MIfacciodiCultura

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