Ferzan Özpetek, l’indagatore dell’amore

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Ferzan Özpetek, l’indagatore dell’amore

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Le fate ignoranti (2001)

L’amore ha moltissime sfaccettature, tanti aspetti quasi impossibili da capire nella loro completezza. Il 3 febbraio del 1959 nacque a Istanbul un uomo che ha cercato di analizzare tutte le possibili sfumature del sentimento tanto citato da Platone. Il suo nome è Ferzan Özpetek, famoso regista Italo-Turco. Fin da subito la sua passione per il cinema prende il sopravvento rispetto ai desideri del padre, infatti non vola verso l’America come pronosticato dalla famiglia ma si dirige verso l’Italia per poter studiare Storia del cinema alla Sapienza oltre a intraprendere corsi di regia all’Accademia d’Arte drammatica Silvio D’Amico.

Nel 1997 avviene il suo debutto nel mondo del cinema con Il bagno turco anche se il successo arriva nel 2001 con Le fate ignoranti, con Margherita Buy e Stefano Accorsi, film che racconta di Antonia, una donna che scopre l’omosessualità del marito dopo la morte di quest’ultimo. Simili tematiche sono riprese nella pellicola di maggior successo (4 Ciak d’oro, 5 Globi d’oro, 4 Nastri d’argento e un David di Donatello come miglior attrice non protagonista, assegnato ad Ambra Angiolini) Saturno contro. È la storia di un gruppo di amici al cui interno vi è una coppia gay molto affiatata composta da Davide e Lorenzo (Pierfrancesco Favino e Luca Argentero), che vivono la vita serenamente. Nella loro casa si ritrova regolarmente questo gruppo eterogeneo e tra di loro queste persone si confidano, ridono e sopravvivono ai drammi di tutti i giorni. Sarà la morte di uno di loro a sconvolgere le loro vite, portandoli a interrogarsi sulle loro vite, soprattutto in ambito sentimentale.

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“Saturno contro” (2007)

Le pellicole di Özpetek ci raccontano soprattutto l’amore omosessuale e i protagonisti di esse vivono con felicità il loro sentimento, mostrandoci come accettazione e integrazione siano estremamente normali e naturali anche nel nostro contesto sociale. Predilige nelle sue storie inserire questo genere di situazioni in un contesto borghese, quasi come Pasolini, ma il regista turco sceglie però una chiave narrativa drammatica a discapito di quel gusto dello “scabroso” che caratterizzava l’opera pasoliniana. Proprio per questo Özpetek è stato spesso giudicato positivamente o negativamente basandosi sulla sua continua citazione al mondo omosessuale.

Tematica importante è l’Io dei personaggi. Essi mutano, si evolvono, spesso cambiano idee e riescono ad affrontare con più semplicità la vita. Un esempio chiave è la protagonista de Le fate ignoranti: dopo aver scoperto l’omosessualità del marito, decide di staccarsi dalla madre iperprotettiva e indagare sulla vita segreta del coniuge. Una catarsi che la porterà a scardinare le gabbie dorate della borghesia e a capire fino in fondo l’animo umano.

51WNPSMascL._SY345_BO1204203200_Il 28 aprile 2011 Özpetek prendendosi una temporanea pausa dal cinema, ha intrapreso la carriera teatrale portando in scena L’Aida, l’opera più famosa di Verdi. Nello stesso anno ritira al Gay Village di Roma il Gay Village Award per la sezione Cinema, grazie all’impegno profuso per aver raccontato un universo trascurato dalla settima arte. Il 5 novembre 2013 viene inoltre pubblicato da Mondadori il suo primo romanzo, intitolato Rosso Istanbul, romanzo autobiografico incentrato sul rapporto tra il regista e la madre, dal quale è tratto il suo ultimo film, che uscirà nelle sale il prossimo marzo.

Molto bella la frase di Alberto Pezzotta, critico cinematografico, riguardo il lavoro profuso da Ferzan:

Nei suoi otto film ha fatto specchiare un’Italia incasinata e infelice, ma desiderosa di sentirsi più tollerante e colorata.

Marco Gobbi per MIfacciodiCultura

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