Álvaro Siza a Roma: tre mostre tra il Sacro e il Grand Tour in Italia

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Álvaro Siza a Roma: tre mostre tra il Sacro e il Grand Tour in Italia

Sacro, MAXXI

A Roma, al MAXXI, è in corso la mostra Sacro dedicata ad Álvaro Siza, architetto portoghese. Ma questa non è l’unica esposizione incentrata su Siza, infatti l’Accademia Nazionale di San Luca, sempre nella Capitale, ne ospiterà ben due: Álvaro Siza in Italia 1976-2016 e La misura dell’Occidente. Álvaro Siza_Giovanni Chiaramonte.

Queste esposizioni si inseriscono nell’ambito dell’iniziativa Álvaro Siza a Roma che rende omaggio ad un grande interprete dell’architettura contemporanea, sicuramente tra gli architetti, e non archistar, definizione che odia, più interessanti e prolifici nel panorama mondiale. Molte solo le sue opere presenti in Italia e di questo ed altro si parlerà nelle esposizioni a lui dedicate.

Famoso per il suo disegno e le sue opere dai canoni rigorosi, Álvaro Joaquim de Melo Siza Vieira nasce nel 1933 a Matosinhos, una piccola cittadina sull’Atlantico nei pressi di Porto. Iscrittosi alla Escola Superior de Belas Artes di Porto con il sogno di emulare Antoni Gaudí e di diventare un grande designer, nel 1958 inizia la sua attività di architetto.

Siza ha realizzato numerose opere sia in Portogallo che in tutta Europa: sicuramente fra le più importanti si possono menzionare la sua prima opera Piscinas de Marés, un complesso di piscine pubbliche proprio nella sua città natale, e la completa ristrutturazione del quartiere di Lisbona del Chiado, distrutto da un incendio, dove, sfidando le critiche, decise di ristrutturare gli edifici già esistenti seguendo lo schema geometrico illuminista del marchese di Pombal del 1755.

Il concetto chiave di Álvaro Siza è la continuità:

La mia regola, ripeto, è la continuità, la modernità la s’introduce nei collegamenti con la città, negli interni, nelle dotazioni tecnologiche, non nel design. Ma in architettura ogni caso è a sé.

La sua lunga carriera l’ha condotto poi in un lungo “viaggio” per l’Italia, iniziato più di quarant’anni fa: un punto di partenza dove si amalgamano il classico dell’antico e il fascino del moderno. Questa perfetta fusione la si può ammirare nella mostra La misura dell’Occidente. Álvaro Siza_Giovanni Chiaramonte, dove l’Italia viene vista come luogo in grado di racchiudere un mondo, o un’idea del mondo, da cui iniziano i percorsi di Giovanni Chiaramonte, fotografo, e di Álvaro Siza, per dipanarsi attraverso l’Europa e continuare in altri continenti, come l’Africa, le Americhe e l’Asia, racchiusi in sessanta disegni e quaranta fotografie.
Nella mostra Álvaro Siza in Italia 1976-2016 invece si ripercorrono le tappe del grande architetto nel Belpaese a cominciare dalla mostra del 1976 Europa-America alla Biennale di Venezia e dal Tour SAAL del 1977 nelle università italiane, per arrivare all’esposizione del 1979 al PAC di Milano fino a quella del MART di Rovereto del 2014.

Infine la mostra al MAXXI, curata da Roberto Cremascoli e Francesco Moschini racconta, attraverso disegni e fotografie relativi a ventitré progetti in Italia, il percorso progettuale di Siza dal 1976 al 2016 e il suo contributo architettonico in Italia, nazione che ha sempre amato nonostante numerosi suoi progetti siano ancora incompiuti come la ricostruzione dell’antico borgo di Salemi nel 1982, quattordici anni dopo il sisma del Belìce, o la riqualificazione della Giudecca, un quartiere di Venezia, che dopo più di trent’anni non si è ancora concluso.

Ma è stato più volte ricambiato dalla città che gli ricorda il suo Portogallo, Napoli: dapprima con la ristrutturazione del MADRE, il museo d’arte contemporanea nel centro storico, ed in seguito con una delle “stazioni dell’arte” della metropolitana, quella di Piazza Municipio.

Di Napoli amo tutto, dai graffiti sui muri a quella particolare forma di ordine che governa il caos, è una città dove vi è una complessa continuità fra antico e contemporaneo, se si fa un buco esce la storia della città, nel sottosuolo sono presenti i simboli sia della rovina sia del rinnovamento, qui è custodito un elemento di sacro.

Sacro, MAXXI

Da qui il tema dell’esposizione, che appunto si intitola Sacro, organizzata con un allestimento contemplativo: alla struttura “rigida” del museo si contrappongono pareti inclinate, setti murari pensati dallo stesso Siza e da Roberto Cremascoli. La mostra è un susseguirsi di disegni, plastici, proiezioni, immagini, oggetti: per Siza il sacro non è presente solamente nelle chiese ma in tutte le opere che ha progettato. Qualsiasi esse siano, il suo approccio resta immutato: dapprima ne studia la funzione per poi indagare la storia del luogo, fino a dialogare con le persone coinvolte.

Álvaro Siza in Italia 1976-2016La misura dell’Occidente. Álvaro Siza_Giovanni Chiaramonte
A cura di Roberto Cremascoli, Francesco Moschini, Giovanni Chiaromonte.
Accademia Nazionale di San Luca, Roma
Dal 26 ottobre 2016 al 25 febbraio 2017

Sacro
A cura di Achille Bonito Oliva e Margherita Guccione
Responsabile scientifico Roberto Cremascoli
MAXXI, Roma
Dal 8 novembre 2016 al 26 marzo 2017

Michele Montesano per MIfacciodiCultura

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