“Migranti, da una poesia di Derek Walcott”: Guido Villa in mostra a Cuneo

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Migranti, da una poesia di Derek Walcott: Guido Villa in mostra a Cuneo

L’onda della marea dei rifugiati, non un semplice passo di oche
selvatiche, gli occhi di carbone nei vagoni merci, le facce 
smunte, e in particolare lo sguardo fisso dei bambini
emaciati […]

Derek Walcott
Derek Walcott

Questi versi costituiscono l’incipit della poesia Migranti dell’autore premio Nobel della Letteratura nel 1992 Derek Walcott. L’importanza di queste parole non si riferisce solo ad una tematica, quale quella delle migrazioni, oggi più che mai attuale, ma anche alla notizia di una mostra in corso a Cuneo, a Palazzo Samone, dove sono esposte alcune opere dell’artista Guido Villa.

Secondo appuntamento promosso dalla rassegna provinciale grandArte 2016/2017 – identità perdute, ideata e organizzata da Giacomo Doglio e Massimiliano Cavallo, la mostra Migranti, da una poesia di Derek Walcott è stata curata da Alberto Baravalle e sarà visitabile fino al 12 febbraio.

Guido Villa è un artista eclettico originario di Vercelli. Dopo essersi formato all’accademia di Brera, ha intrapreso una carriera da artista figurativo che lo ha portato ad esporre in Italia e all’estero, lavorando anche come scenografo per il teatro d’opera. Per un periodo ha vissuto in Kenya, dove nella chiesa di Isiolo ha rappresentato il tema dell’esodo, il che pare quasi un’anticipazione della mostra che lo vede oggi protagonista a Cuneo. Baravalle descrive Villa come un artista sociale, attento al mondo degli ultimi e a tematiche quali la violenza, la morte e la Resistenza.

In passato Villa ha definito l’atto del dipingere un “lavoro d’anima e di coscienza”, che gli ha permesso di raggiungere identificazioni profonde e complesse. Il suo stile artistico è rivolto alle tecniche più varie, disegni, murales, oli e video-scenografie.

La mostra Migranti presenta una serie di disegni in bianco e nero, svolti con una tecnica mista: i soggetti si alternano tra visi di uomini spaventati e sconvolti e di paesaggi indefiniti. La prospettiva li pone alternativamente in primo piano, vicino allo sguardo dello spettatore, come a volergli comunicare intensamente le proprie emozioni, oppure in lontananza.
Ogni opera della mostra è intitolata seguendo un verso della poesia Migranti di Derek Walcott, celebre poiché pone nelle sue poesie una notevole autenticità legata al tema delle migrazioni, fenomeni propri della sua terra natia, Santa Lucia, un tempo facente parte delle Indie Occidentali, note per la presenza e l’unione di numerosi popoli, razze e culture. Per Villa risulta quindi essenziale dare il proprio sensibile messaggio ad un tema così attuale non solo tramite la sua arte personale e comunicativa, ma anche collegandosi alle parole di chi ha tentato di descrivere con particolari minuziosi l’esodo di popoli che da tempo immemore sono destinati a viaggiare alla ricerca di un luogo che li accolga.

[…] nell’ingannevole aurora
di questo nuovo secolo che è il vostro

Questi sono i versi finali del componimento di Walcott, nonché il titolo di uno dei disegni più simbolici della raccolta di Villa. Nel dipinto sembra di scorgere una famiglia nella quale un padre e una madre tengono tra le braccia i figli, che con sguardo incuriosito ma pieno di sgomento, osservano lo spettatore. I bambini non sanno cosa li aspetti, tanto meno quale sarà il loro futuro. Il monito, nonché l’invito a una riflessione più profonda, è più che esplicito: l’espressione di quegli occhi non è rintracciabile nel solo disegno dell’artista e nemmeno nelle parole della poesia di Walcott.

Quello sguardo pensieroso, rammaricato e confuso è qualcosa che ci ritroviamo di fronte ogni giorno, nei notiziari e persino nelle vie delle città che abitiamo. Sono gli occhi di persone che attendono solo che sia offerta loro accoglienza, senza alcun pregiudizio, e quel briciolo di umanità e rispetto che ogni essere umano, dal più piccolo al più grande, merita.

La mostra di Guido Villa è dunque un’ottima occasione per compiere un percorso non solo alla scoperta della poetica di un artista contemporaneo e di un autore degno di nota quale Walcott, ma anche per permettere all’arte di dialogare con noi su un aspetto della realtà troppo spesso ignorata.

Migranti, da una poesia di Derek Walcott
A cura di Roberto Bravalle
Palazzo Samone, Cuneo
Dal 20 gennaio al 12 febbraio 2017

Maddalena Baschirotto per MIfacciodiCultura

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