La chiacchiera e il Tribunale del Web: il caso di Giorgia Galassi

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La chiacchiera e il Tribunale del Web: il caso di Giorgia Galassi

Giorgia GalassiLa rivista online “Today” ha riportato l’ennesima notizia riguardante il terribile incidente naturale dell’Hotel Rigopiano. Questa volta, però, al centro dell’attenzione non c’è la slavina che ha provocato numerose vittime, ma la storia di una dei sopravvissuti: Giorgia Galassi, 22 anni, uscita indenne dalla tragedia, salvata dopo 56 ore passate sotto le macerie, insieme al fidanzato, mangiando neve per rimanere in vita.

La ragazza è al centro di una polemica scatenatasi su Facebook, dove un suo post è stato bersagliato da numerose critiche.

Vorrei ringraziare tutte le persone che si sono preoccupate per me in questi giorni e che mi sono state vicine on il pensiero…per me oggi è come una rinascita! grazie a tutti.

Le più ricorrenti sono quelle che insultano la ventiduenne, accusandola di non aver ringraziato i suoi soccorritori e Dio per averla graziata. Inoltre, molti utenti si sono scagliati contro una foto, la quale ritrarrebbe un mazzo di fiori insieme a un regalo di Swarovski, ricevuti da una amica. Anche in questo caso, numerosi detrattori hanno insistito sulla mancanza di tatto della giovane, che non avrebbe dovuto pubblicare certe “caz**te”, ma recitare una preghiera per coloro che sono scomparsi. Ovviamente, non solo parole di ingiuria ma anche di augurio e speranza si sono levate per la sopravvissuta alla tragedia del 19 gennaio.

Il problema che emerge da questa storia è il ruolo che gli utenti si sentono di dover svolgere sul web e attraverso di esso. Il neologismo Tribunale del Web non è altro che un ricalco del celeberrimo Tribunale della Ragione, teorizzato dal filosofo Kant nella Critica della Ragion Pura, un organo che la stessa Ragione deve garantire per se stessa, cioè

è un invito alla ragione di assumersi nuovamente il più grave dei suoi uffici, cioè la conoscenza di sé, e di erigere un tribunale, che la garantisca nelle sue pretese legittime, ma condanni quelle che non hanno fondamento.

Quello che manca al Tribunale del Web è proprio questa capacità di conoscenza di se stesso, di capire i propri limiti e i propri compiti. Tra i compiti di questo Stato di Nessuno che è il mondo dei social network sicuramente vi è quello di condannare, entro i limiti di un linguaggio consono al discorso e decoro pubblico, scritti, eventi o immagini ritenute esecrabili. Ma è impensabile che si possa riversare tale odio su una singola persona, la quale non fa altro che ringraziare la vita stessa, rappresentata dalle persone sentite vicino (la ragazza ha anche omaggiato i propri soccorritori, definendoli “i nostri angeli”).

Il rischio è altrimenti quello di ricadere in quella che Martin Heidegger ha definito la “chiacchiera”:

La chiacchiera è la possibilità di comprendere tutto senza alcuna appropriazione preliminare della cosa da comprendere (…) La chiacchiera rifiutandosi di risalire al fondamento di ciò che è detto, è sempre e recisamente un procedimento di chiusura.  Questa chiusura è ulteriormente aggravata dal fatto che la chiacchiera, con la sua presunzione di possedere fin dall’inizio la comprensione di ciò di cui si parla, impedisce ogni riesame e ogni nuova discussione.

Giorgia GalassiIn altre parole, questo atteggiamento che si mantiene sul Web porta a un uso totalmente scorretto della nostra facoltà, tradizionalmente, peculiare: la Ragione. Arrivare a un tale livello di disprezzo nei confronti del prossimo, in un processo mediatico da cui non si può scappare, può portare a conseguenze gravissime. Un esempio è la vicenda di Tiziana Cantone, suicidatasi a causa delle numerose parodie e degli insulti ricevuti, dopo la messa in rete del suo video, quello del famoso «stai facendo un video? Bravo!».

Bisogna ricordarsi che le nostre parole su Internet restano, non vi è un anonimato che ci protegge e siamo tutti responsabili delle nostre azioni.

Non si può pensare ingenuamente che ciò che è sul web non influisca sulla vita reale: si veda il concetto di “Interrealtà”, presente nelle opere di Riva [2004,2010], nonché il mai banale Gv 8,7:

Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei.

Edoardo Poli per MIfacciodiCultura

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