Centre Pompidou: quarant’anni di arte, cultura e innovazione

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Centre Pompidou: quarant’anni di arte, cultura e innovazione

Il Centre national d’art et de culture Georges-Pompidou, meglio noto come Centre PompidouBeaubourg, ha compiuto 40 anni. Era infatti il 31 gennaio 1977 quando veniva inaugurato questo avveniristico centro per l’arte contemporanea nel cuore di Parigi.

Realizzato dallo studio di architetti Piano & Rogers di Renzo Piano e Richard Rogers, all’epoca fu aspramente criticato per il suo aspetto freddo ed “industriale”, decisamente poco “artistico”. Invece quel parallelepipedo 42x166x60 è divenuto il Museo nazionale d’Arte Moderna più importante del mondo insieme al MoMA di New York, custode di capolavori dell’arte di “super” artisti, come Picasso, Matisse, Kandiskij, ChagallFontanaBrâncuși, testimone dell’evoluzione dell’arte dall’inizio del XX secolo fino ad oggi. Tra i capolavori qua possiamo incappare ne Le Violon d’Ingres di Man Ray (1924), l’irriverente Fontana di Marchel Duchamp (1917), Doppio ritratto con bicchiere di vino di Marc Chagall, Giallo, rosso, blu di Vasilij Kandinskij (1925).
Inoltre all’interno del Centre troviamo più importante biblioteca pubblica parigina, il Centre de création industrielle dedicato al design industriale, ed una videoteca dove sono raccolti filmati e video dal 1921 ad oggi. E ancora, due cinema, un ampio spazio per le performance, sale conferenze, l’IRCAM, istituto per la musica, e l’atelier Brâncuși oltre ai 5.900 m² dedicate alle mostre temporanee.

Kandinsky – Jaune, Rouge, Bleu, 1925

Il Centro Pompidou è stato pensato nel 1969 dal presidente della Repubblica Georges Pompidou come un luogo della cultura innovativo e unico nel suo genere, volutamente diverso dallo stile architettonico circostante, testimonianza dell’architettura e dell’arte più contemporanea, collocato nello spazio vuoto di Plateau Beaubourg. Indetto un concorso al quale presero parte 681 progettisti provenienti da 49 paesi, venne vinto dall’avveniristico progetto di Rogers e Piano. L’obiettivo di Pompidou era riportare la cultura al centro dell’interesse comune oltre che riproporre la produzione artistica francese a livello internazionale, facendo di nuovo di Parigi Capitale internazionale dell’arte come nel passato. Quello di Pompidou fu un progetto tanto ambizioso quanto interessante ed esemplare, un investimento per l’epoca giudicato folle che però ha portato i suoi frutti: grazie alla ricca collezione permanente ed alle continue mostre temporanee di grande interesse, il centro in quarant’anni ha accolto 200 milioni di visitatori e solo nel 2016 sono aumentati del 9%.

Il colore si fonde con l’acciaio in questo luogo che quasi disorienta, ma è nella sua essenza il contrasto: la passionalità dell’arte di incontra e si scontra con la neutralità del luogo, che diventa parte integrante della rappresentazione artistica stessa. Il Centre Pompidou è arte a sua volta non solo per la sua struttura, ma per la sua concezione e per il suo significato, per l’importanza e la valenza che ha oggi.

In occasione dei quarant’anni è previsto un massiccio intervento di ristrutturazione e restyling del museo: è prevista una spesa di 100 milioni che nei prossimi due anni per la manutenzione della struttura. Potrebbero sembrare moltissimi, ma se si pensa al volume di visitatori annuali, tutto rientra nell'”ordinaria amministrazione”.
La prima mostra che organizzò il centro fu Paris-New York, 1908-1968 (1° giugno – 15 settembre 1977), oggi invece per l’importante anniversario in programma c’è quella dedicata al fotografo Cy Twombly, dopodiché si passera a Walker Evans, David Hockney e César.

Una riflessione in occasione di questo anniversario è d’obbligo: un progetto del genere potrebbe mai realizzarsi in Italia? Da queste parti c’è davvero l’interesse a promuovere l’arte contemporanea o si preferisce puntare su ciò che è già rodato? Le critiche, la malagestione, i ritardi, il disinteresse dell’opinione pubblica in opposizione agli attenti interessi politici frenano forse anche solo il pensiero di un centro culturale di tale portata?

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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