Loro di Roma – Leda e il cigno

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Loro di Roma – Leda e il cigno

Correggio, Leda (1531)

Un mito tra i più noti del mondo antico, avvincente, spregiudicato e di straordinaria importanza per il mondo greco e romano è quello che vede come protagonista la figura di Leda. Come mai? Perché fu la madre di alcuni dei più celebri personaggi dell’età classica.

Il mito

Leda era la giovane figlia del re dell’Etolia, Testio, andata in sposa al re di Sparta, Tindaro. I due ebbero due figlie: Clitennestra, che fu poi moglie di Agamennone prima e di Egisto poi, ed Elena, la cui bellezza fu causa della guerra di Troia. Leda stessa però era molto bella e di lei si innamorò lo stesso Zeus. Un giorno, mentre la fanciulla stava dormendo, fu svegliata dallo starnazzare di un cigno che altri non era che Zeus, maestro di travestimenti e metamorfosi quando si trattava di sedurre donne conturbanti. Da questa unione nacquero i Dioscuri, i gemelli Càstore, gran domatore di cavalli, e Polluce, invincibile pugile. L’aspetto erotico del mito è quello che certamente ha più incuriosito ed appassionato gli artisti nella sua rappresentazione.

Leda nell’arte

Henri Matisse, Leda (1944-46)

La fantasia erotica dei pittori più noti della storia dell’arte non poté quindi non cimentarsi nella realizzazione di opere che rappresentassero esattamente l’unione di Leda con il cigno. E nei diversi lavori, l’atto ha spesso assunto un gusto estetico sensuale e raffinato, anche nelle rappresentazioni più audaci. Così dovevano infatti apparire le perdute Leda con il cigno di Leonardo da Vinci – di cui sono noti però molti disegni preparatori, come quello conservato nel Castello Sforzesco di Milano – e di Michelangelo, nota grazie ad una copia della National Gallery di Londra. Sempre del 1500 è la Leda con il cigno del Correggio, dove in tre passaggi l’artista racconta per immagini il momento in cui la giovane tenta di allontanare il cigno; l’unione felice fra i due; ed infine il momento in cui il cigno vola via e la fanciulla lo guarda con espressione innamorata e riconoscente. In epoca più moderna invece, due sono le opere che meritano una menzione: la Leda e il cigno di Matisse e la Leda Atomica di Dalí. Certamente sono molto diverse tra loro, ma in grado entrambe di affascinare ancora l’osservatore, con un racconto colorato e vivace di questa audace e forte unione amorosa.

Il significato del mito

Salvador Dalí, Leda Atomica (1949)

Le diverse interpretazioni della leggenda di Leda riguardano soprattutto la simbologia legata al cigno. Durante il tardo Medioevo, si afferma il paragone tra Leda e Maria, che concepì il figlio di Dio per l’intervento di una colomba. Il cigno diviene quindi il simbolo dello Spirito Santo che con la sua purezza scende sulla Vergine. Altro aspetto importante del mito è proprio la metamorfosi che ha il compito di fornire una spiegazione del mondo: Zeus deve necessariamente trasformarsi in un cigno, simbolo di saggezza, fedeltà e amore sincero, per potersi unire a Leda – contro la sua volontà – e generare così una nuova stirpe. La tensione sessuale assume le vesti eleganti di un candido cigno, mascherando, attraverso questa visione più “romantica”, la crudeltà dell’atto.

L’Asino d’Oro – Associazione Culturale per MIfacciodiCultura

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