Risplende la Tomba di Giulio II scolpita da Michelangelo

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Risplende la Tomba di Giulio II scolpita da Michelangelo

Risplende la Tomba di Giulio II scolpita da Michelangelo

La Tomba di Giulio II è un meraviglioso complesso scultoreo ed architettonico realizzato da Michelangelo nel 1545, collocato nella basilica romana di San Pietro in Vincoli. Seppure la realizzazione di questa tomba, commissionata dallo stesso Papa Giulio II della Rovere nel 1504, causò non pochi problemi e frustrazioni al grande artista che aveva in mente un progetto ben più magnificente, ai nostri occhi pare comunque meravigliosa. È a questa tomba che appartiene il celeberrimo Mosè, quello che leggenda vuole che Michelangelo colpì con un martello urlandogli «Perché non parli!» date le sembianze umane tanto precise e realistiche, ed unica statua del complesso che lo scultore reputò alla sua altezza.

La tomba è reduce da un restauro che è stato sostenuto della Soprintendenza per il Colosseo e de Il Gioco del Lotto – Lottomatica, ed è stata presentata ieri nella sua nuova veste. Fabio Cairoli, presidente e amministratore delegato di Lottomatica Holding, ha così dichiarato:

La Lottomatica investe da sempre attraverso il Gioco del Lotto nella valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano. Questo è un percorso che nasce 17 anni fa e che in maniera continuativa ha portato progressivamente la valorizzazione dell’opera a ciò che vediamo oggi. Abbiamo investito non solo sul restauro ma anche nella valorizzazione della comunicazione e continueremo a investire per render quest’opera il più fruibile possibile a chi la voglia conoscere

Risplende la Tomba di Giulio II scolpita da Michelangelo

L’intervento è frutto di un complesso lavoro poiché l’ultimo restauro risaliva al 1999 ed è stato utile per confermare la mano del Buonarroti e per scoprire anche nuove informazioni sull’opera: la Vita attiva, allegoria della Carità, riprende un affresco realizzato da Antonello da Caravaggio che si trova nella chiesa di San Silvestro al Quirinale. Questa citazione conferma il legame tra Michelangelo e il gruppo eretico degli Spirituali, che proprio in san Silvestro si riunivano: diverse sono le opere dell’artista che rimandano a questo gruppo religioso, legato anche alla poetessa Vittoria Colonna, come viene spiegato nel libro Michelangelo, Vittoria Colonna e gli “spirituali” – Religiosità e vita artistica a Roma negli anni Quaranta di Maria Forcellino.

Ma oltre agli interventi specifici sul marmo, importante è stato anche il progetto di illuminazione: il maestro-artigiano Mario Nanni ha ricreato il sistema di luci sul quale si basò Michelangelo per realizzare le singole sculture e quindi la composizione generale. Questo per l’artista fu una condizione fondamentale, poiché in base all’illuminazione posizionò e studiò le forme, le curve e le pieghe degli elementi scolpiti affinché in un gioco di chiaroscuri il freddo marmo prendesse vita. Da una finestra oggi chiusa la luce giungeva diretta sulle statue, perciò laddove erano illuminate Michelangelo provvedette a rendere le superfici lucide così da riflettere la luce, mentre lasciò opache grazie all’uso della pietra pomice le parti che rimanevano in ombra.

Risplende la Tomba di Giulio II scolpita da Michelangelo

Grazie dunque a lampade a led che riproducono il cambio della luce durante il giorno, la Tomba di Giulio II torna al suo splendore originale, nel vero senso della parola. Mario Nanni, che ha lavato in collaborazione con il restauratore ed architetto Antonio Forcellino, ha così spiegato il suo lavoro:

I primi giorni li ho passati a verificare quanta luce entrava. Ho inserito una luce che dialoga moltissimo con la luce naturale. Ho creato una sinergia tra luce artificiale e luce naturale e soprattutto un impianto che consuma pochissimo, con un importante valore del risparmio energetico. Non ho ridato luce a chi ha illuminato gli uomini, ma ho tirato le sue ombre a quest’opera straordinariamente importante rinascimentale del Michelangelo.

Questo importante intervento ridona a chiunque ne voglia goderne, la bellezza senza tempo e sconcertante di un complesso marmoreo di rara bellezza e perfezione, e ci dona un’occasione per riflette su quando l’intervento privato sia fondamentale oggi per sostenere il nostro patrimonio culturale e quanto ancora lavoro c’è da fare affinché il rapporto pubblico-privato venga facilitato.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

Foto © Ansa

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