Salvador Dalí: artista del surrealismo, personaggio surreale

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Salvador Dalí: artista del surrealismo, personaggio surreale

Costruzione molle con fave bollite, 1936

Muore nel 1989 a Figueres, dopo una vita interamente dedicata all’arte, Salvador Dalí (Figueres, 11 maggio 1904 – Figueres, 23 gennaio 1989), pittore, scrittore, fotografo, cineasta, scultore, designer, disegnatore e sceneggiatore, maestro della corrente Surrealista.

Dalí nacque in Spagna all’inizio del secolo scorso. La sua infanzia fu caratterizzata da una serie di lutti che influenzarono l’indole delirante dell’artista: in seguito alla morte del fratello maggiore, i genitori gli fecero credere, portando il giovane Salvador alla pazzia, di essere la reincarnazione del piccolo morto di meningite. Così la sua formazione artistica, iniziata da giovanissimo nell’intento di assecondare non solo il suo talento nel disegno – che rimarrà sua caratteristica essenziale – ma soprattutto la sua indole ribelle, cominciò sotto il segno di un sogno creato da una memoria falsata e manipolata, una memoria che sarà poi il tratto distintivo alla base delle sue opere.

Sogno causato dal volo di un’ape, 1944

Tra sogno e realtà: eccome come potremmo riassumere l’intera opera dell’artista. Salvador Dalí infatti si mosse sempre a cavallo di questa dicotomia. Reale e immaginario, sogno e ragione si vanno ad alternare, sintetizzare e collidere all’interno delle sue tele, aderendo al manifesto artistico del Surrealismo, pubblicato nel 1924 dal poeta Andrè Breton:

Credo alla futura soluzione di quei due stati, in apparenza così contraddittori, che sono il sogno e la realtà, in una specie di realtà assoluta, di Surrealtà, se così si può dire.

È proprio sotto il segno di una ricerca verso questa Surrealtà che Dalí propone per la sua arte un nuovo metodo di esecuzione. Viene definito metodo Paranoico-Critico e si compone di due momenti distinti, opposti, che trovano la loro sintesi nell’opera. L’artista cerca di fissare sulla tela quelle immagini che non hanno altra origine se non l’inconscio, componente mentale venuta alla luce grazie all’opera di inizio secolo di Freud, dalla quale Dalí fu molto influenzato. Una volta apparsa l’immagine alla mente, in uno stato di delirante paranoia, la sua restituzione avviene poi grazie alla realizzazione di questo delirio in forma pittorica, attraverso il momento critico, in cui distacco, nitidezza e perfetta tecnica, trasformano una forma vaga della mente in una rappresentazione di tendenza iperrealista.

La tentazione di Sant’Antonio, 1946

Lui stesso definì la sua opera Fantasticheria supernaturalista, come si può vedere in alcune delle sue opere più famose, in cui simboli ripresi dallo studio della psicologia, si contagiano di influenze soggettive dando vita ad opere come Sogno Causato Dal Volo di Un’Ape del 1944, o Costruzione Molle con Fave Bollite del 1936.

Ambiguità tra immagine e realtà si vedono rappresentate in simboli quali elefanti dalle lunghe gambe sottili o da orologi molli, sciolti nell’inesistenza di un tempo altro rispetto a quello della memoria.

Una memoria che sempre ritorna e che rimase nella vita stessa di Dalí un luogo tanto di liberazione quanto di prigionia. Se infatti, il pittore ne fece strumento compositivo per eccellenza, fu questa a renderlo schiavo del suo stesso personaggio, surreale anch’esso, di cui creò e vestì la maschera per l’intera sua esistenza, facendone un attore più fittizio che reale, che si mosse più sulla scena della sua tela che non della realtà quotidiana.

Ecco tre mostre attualmente in corso in Italia che celebrano il genio di Salvador Dalí.

Salvador Dalí – Il sogno del classico
A cura di Montse Aguer
Blu Palazzo D’arte e Cultura, Pisa
Dal 30 settembre 2016 al 5 febbraio 2017

Salvador Dalí – Tra Sogno e Realtà
Piazza Del Duomo, Pietrasanta (LU)
Dal 12 novembre 2016 al 5 febbraio 2017

Dalí Experience
Palazzo Belloni, Bologna
Dal 24 novembre 2016 al 7 maggio 2017

Sara Cusaro per MIfacciodiCultura

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