Borsa Italiana Gallery: la Finanza per l’Arte

0 1.096

Borsa Italiana Gallery: la Finanza per l’Arte

L’assessore di Milano alla cultura Filippo del Corno, il direttore generale della Pinacoteca di Brera James Bradburne e l’amministratore delegato di Borsa Italiana Raffaele Jerusalmi

In questo momento di grande instabilità politica ed economica, tanto i grandi gruppi finanziari come i piccoli risparmiatori si chiedono dove sia più ottimale investire, dato che ogni aspettativa su tasso d’inflazione, tasso d’interesse o reddito sembra inficiata dal susseguirsi dei cosiddetti “cigni neri”, ossia di eventi totalmente imprevedibili. Pertanto gli attori economici, consci dell’irrazionalità sempre più palese del funzionamento di tutto il sistema, partono alla ricerca di un settore sicuro in cui poter trovare e creare valore: uno di questi è l’Arte. E così ha scelto di fare Borsa Italiana, la società che si occupa di organizzare e gestire il mercato finanziario della Penisola, tramite la Borsa Italiana Gallery (BIG).

Presentata il 10 gennaio 2017, essa consiste in uno spazio espositivo permanente di piccole dimensioni (a dispetto del suo acronimo) situato nel Palazzo Mezzanotte di Piazza Affari, che per ora ospita solamente due opere pittoriche:

  • Davide con la testa di Golia, dipinto del 1650 di Carlo Dolci (1616 – 1687), esponente fiorentino della figuratività barocca;
  • La Loge, creazione del 1921 del maestro del cubismo Pablo Picasso (1881 – 1973) realizzata in occasione di uno spettacolo teatrale di Serjei Diaghilev.
Carlo Dolci, Davide con la testa di Golia (1650)

Entrambi i quadri sono stati restaurati grazie ai finanziamenti di privati, quali rispettivamente Pitti Immagine e RTL 102.5. La Borsa va quindi a compiere un’azione di divulgazione e promozione degli interventi di imprese mecenate italiane, nonché delle opere stesse oggetto della loro operazione di tutela.

Un’azione di responsabilità verso la comunità, che fa capo a un progetto di lunga data che si chiama Finance for Fine Arts. Nato nel 2014 sempre a opera della Borsa Italiana, la sua mission è l’organizzazione di condizioni di maggiore sinergia tra aziende private e amministrazione pubblica nel compito della tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali del territorio. Il tutto secondo una visione per cui i due aspetti centrali del management culturale, ossia cura e promozione dei beni e delle attività suddette, non debbano essere considerarli in trade-off l’uno con l’altro, bensì in perfetto equilibrio nelle rispettive istanze. Pertanto Borsa Italiana si propone come gatekeeper tra diversi soggetti economici al fine di efficientare i processi di restauro ed esposizione collettiva di grandi opere del patrimonio artistico. Questo con la consapevolezza anche della grande opportunità fiscale che sta dietro questa iniziativa grazie al credito d’imposta Art Bonus, ideato dal ministro Franceschini  e concesso a tutti i privati che vogliano praticare mecenatismo a favore di beni e spazi culturali pubblici.

Pablo Picasso, La Loge (1921)

Ma, al di là della questione di breve periodo dell’utilità economica derivante da tale agevolazione, vi è un’importanza nel medio-lungo termine a livello comunitario di una scelta del genere. Infatti seppur il concetto di valore possa sembrare autoreferenziale in quanto radice del mondo tecnico e capitalistico in cui viviamo e quindi diverso dalla “bella inutilità” dell’Arte, fenomenologia della verità in quanto essere e nulla messa in opera, è contestualmente innegabile che l’Arte possa assumere un grande valore sociale contingente. Esso non è un valore di scambio, di uso o di brand, bensì di aggregazione collettiva e di senso di appartenenza grazie alla condivisione del sapere e della bellezza. E a tal proposito l’uscita dagli schemi quasi “elitari” dell’esposizione museale a favore di nuovi spazi non è una semplice rottura di confini architettonici tradizionali, bensì un coraggioso tentativo di innovare la fruizione comunitaria della cultura e rendere responsabili della sua gestione attori che precedentemente non si sarebbero mai interessati al passato.

Senza sapere che, per quanto “qui e ora” conti il presente, senza la conoscenza del passato non può esserci futuro.

 

BIG: Borsa Italiana Gallery
Aperta dal 10 gennaio 2017; visitabile su richiesta

Filippo Villani per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.