L’immortalità del talento: Heath Ledger e la sua drammatica scomparsa

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L’immortalità del talento: Heath Ledger e la sua drammatica scomparsa

L'immortalità del talento: Heath Ledger e la sua drammatica scomparsa
Joker

Sono trascorsi 9 anni da quando il corpo esanime di Heath Ledger venne ritrovato nel suo appartamento di New York. Un cocktail letale di farmaci legalmente prescritti spezzò tragicamente la sua giovane vita. All’epoca Heath (Perth, 4 aprile 1979 – New York, 22 gennaio 2008) aveva soltanto 28 anni ed era uno degli attori più promettenti della scena hollywoodiana.

Si è fantasticato molto sulle cause del suo decesso, tra le ipotesi più fantasiose sicuramente vi è quella legata al ruolo di Joker da lui interpretato ne Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan. Un ruolo che sembra abbia attanagliato e messo a dura prova la psiche dell’attore, interprete maniacale e perfezionista che, per calarsi nei suoi ruoli, spesso tendeva ad isolarsi da tutto e da tutti  in modo da vivere a pieno la parte. Heath per impersonare il clown psicopatico aveva trascorso settimane chiuso in una camera d’albergo assorto nella lettura di gialli, riportando pensieri e schizzi fumettistici su un diario che portava sempre con sé durante le riprese e che si chiude con un profetico «bye bye».

Molti hanno individuato in questi eccessi artistici la causa del crollo del suo equilibrio psicofisico, io preferisco pensare che essi siano invece i pilastri della sua grandezza, piuttosto che la ragione del suo addio. Heath avrà anche lasciato questa Terra, ma la sua iconica interpretazione di Joker sono certa sfiderà il tempo, lasciando una traccia indelebile nella storia del cinema. Non a caso, durante l’81esima cerimonia degli Academy Awards, per il talento che ha dimostrato nell’immergersi nella contorta psiche del personaggio, per la profondità e la potenza che è riuscito ad iniettare nella voce e nello sguardo di Joker, gli viene tributato un Oscar postumo. Ma i premi per il clown non terminano qui, l’attore verrà infatti insignito lo stesso anno anche del Golden Globe e del BAFTA, l’equivalente inglese degli Oscar americani.

Il destino di un cavaliere

Heath Ledger, protagonista della new wave del cinema americano, ha iniziato la sua carriera alla giovanissima età di sedici anni a Sidney e nel 1999 recita nel suo primo film, la commedia sentimentale Dieci cose che odio di te. L’attore durante il suo percorso di crescita professionale ha ricercato ruoli sempre più complicati, esaltando il suo innato talento camaleontico ed evitando sin da subito i ruoli più stereotipati (ha rifiutato le parti di Spider Man e di Anakin Skywalker). Uno dei fulcri del suo successo si nasconde proprio dietro la sua capacità di interpretare ruoli privi di punti di tangenza senza mai perdere credibilità. Così Heath scivola dal ruolo del soldato Gabriel Martin nella Guerra di Indipendenza Americana (Il Patriota, 2000) al coraggioso cavaliere Sir Ulrich von Lichtenstein (Il destino di un cavaliere, 2001) al tossicodipendente Dan (Paradiso + Inferno, 2006).  Ma è sicuramente l’intenso ruolo del cowboy omosessuale ne I Segreti di Brokebeck Mountain di Ang Lee a consacrarlo tra gli attori più talentuosi del cinema contemporaneo. Per la sua interpretazione verrà candidato al Premio Oscar, al Golden Globe e al Bafta per il migliore attore protagonista. Galeotto fu poi il set dove i profondi occhi di Heath incontrarono per la prima volta quelli di Michelle Williams, la sbarazzina biondina di Dawson’s Creek, madre di sua figlia Matilda.

La sua ultima interpretazione è quella di Tony in Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo, la scomparsa è avvenuta quando le riprese del film non erano ancora terminate. Da qui l’idea illuminante del regista Terry Gilliam: far passare Heath attraverso uno specchio incantato per assumere le sembianze di qualcun altro, così la macchina da presa è ripartita. Il regista nonostante le molte richieste per i nuovi ruoli (tra cui quelle degli agenti di Tom Cruise) ha scelto i volti di Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell per interpretare i tre viaggi immaginari di Tony. La scelta è stata dettata dall’amicizia che legava gli attori a Heath, chiaramente voluta per impregnare le loro interpretazioni della personalità di Ledger che, solo chi lo conosceva bene, sarebbe stato in grado di cogliere.

Paradiso + Inferno

Heath non ha mai amato le luci dei riflettori, né il fragore della folla, né tanto meno il merchandising dell’industria cinematografica. L’attore detestava la macchina Hollywood e ad accecarlo non erano i soldi facili o le onde del successo, ma il rispetto del pubblico. Il suo unico desiderio era quello di immergersi totalmente nella profondità delle sue interpretazioni, di creare e sviscerare i personaggi. Voleva che la gente guardando i suoi film pensasse di trovarsi di fronte ad un illusionista capace di entrare e scomparire nei ruoli che rivestiva.

Io credo proprio che nella tua breve vita, Heath, tu sia riuscito a ottenere quello che i più non riescono neanche ad assaporare nonostante le lunghe esistenze: realizzare i lori desideri. Sei riuscito ad arrivare al pubblico, a illuderci con le tue magiche interpretazioni, a incantarci con il tuo inimitabile trasformismo, proprio come volevi. Ed è per questo che vivrai per sempre.

Carolina Iapicca per MIfacciodiCultura

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