La paranza dei bambini di Saviano controvento tra i banchi di un liceo

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La paranza dei bambini di Saviano controvento tra i banchi di un liceo

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Roberto Saviano

Lo scandalo è caduto su Roberto Saviano.

Il fatto

15 marzo 2017. L’agenda di Roberto Saviano segna un incontro con gli studenti del Liceo Classico G.B. Morgagni di Forlì.

Non è la prima volta che lo scrittore viene ospitato nelle scuole. Sono inviti che Saviano accetta sempre di buon grado, occasioni uniche per fare cultura e aumentare la coscienza critica e la consapevolezza dei più giovani su argomenti a lui molto cari: Camorra, corruzione, affari sporchi tra Stato e malavita.

Come intratterrà i ragazzi su temi così delicati ed ostici? Come li porterà pian piano a far emergere domande, dubbi, riflessioni? Saviano ha già un’idea. Racconterà ai ragazzi di quel liceo storie di altri ragazzi. E lo farà partendo dal suo ultimo romanzo, La paranza dei bambini, ambientato a Napoli e ispirato a fatti veri di cronaca nera.

La circolare

Nel libro di Saviano la paranza non è la classica imbarcazione da pesca a strascico che tutti abbiamo in mente, ma il nome di un gruppo di fuoco in seno all’organizzazione camorristica.

La paranza raccontata da Saviano non va a caccia di pesci nel mare ma di uomini per le strade di Napoli – sono i pesci grossicome si dice in gergo, quelli da fare fuori per insinuarsi nei meandri del potere e conquistare rispetto e credibilità negli ambienti della criminalità organizzata.

E anche i pescatori non sono come ce li immaginiamo. Non hanno rughe sul viso né mani consumate dal sale né pelle bruciata dal sole. I bambini di paranza sono adolescenti. Ragazzi con l’argento vivo negli occhi – proprio come i pesci appena strappati al mare e imbrigliati nelle reti – che non hanno paura del sangue e sono pronti ad uccidere e ad essere uccisi per denaro.

Il misfatto

A circa due mesi dall’evento, il Preside del Liceo Classico G.B. Morgagni di Forlì dirama una circolare per sottolineare il valore didattico dell’iniziativa. La definisce «un’importante occasione per incontrare uno degli scrittori più famosi del momento e per leggere il suo ultimo romanzo La paranza dei bambini». Ma nel documento si legge anche una frase infelice e inopportuna che insinua dubbi sul vero obiettivo dell’evento: «L’adesione all’iniziativa deve riguardare l’intera classe con l’acquisto da parte degli studenti del romanzo al costo di 16 euro».

«Scandalo al sole».

Il black-movie all’italiana

Allo scandalo segue la solita commedia all’italiana, con gustosi retroscena e coloriti protagonisti.

Questa è infatti la storia di un libraio disonesto, di un Preside connivente, di politici indignati, di giornalisti che scavalcano la notizia e alludono a presunte finalità commerciali degli incontri di Saviano nelle scuole. E poi naturalmente c’è lo scrittore, Roberto Saviano, che vive da dieci anni sotto scorta e con i suoi libri e le sue comparsate in tv o sui giornali non ha mai smesso di dividere l’opinione pubblica tra chi lo considera un cialtrone in fuga e chi lo acclama come moderno super-eroe.

E alla fine, anche in questa vicenda, la colpa è di tutti e di nessuno. E non c’è spazio per le scuse. I politici insorgono contro il Preside, il Preside incolpa il libraio, il libraio tace, i giornalisti (alcuni) si accaniscono contro Saviano. E alla fine Saviano annulla l’incontro.

Conclusioni

Chi ha vinto? Nessuno. Anche in questo piccolo incidente abbiamo dato prova di essere un Paese senza responsabilità e senza autocritica.saviano

Chi ha perso? Hanno perso i ragazzi, che non potranno ascoltare, fare domande e confrontarsi per qualche ora con un personaggio che, tra luci ed ombre e opposti pareri, la nostra società civile ha il dovere di tutelare, nell’integrità fisica ma anche nell’esempio che dà.

Perché Saviano potrà non piacere per i suoi libri o le sue opinioni, ma il suo modello di uomo e di cittadino resta un esempio positivo fatto di denuncia, di amore per la verità e di sacrificio. Un esempio che non va stropicciato o dimenticato, ma piuttosto riconosciuto e divulgato anche tra i giovani.

Antonella Fumarola per MIfacciodiCultura

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