Torna a Roma “The Art Of The Brick”: quando il LEGO costruisce l’arte

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Torna a Roma The Art Of The Brick: quando il LEGO costruisce l’arte

Fino a febbraio all’Auditorium Parco della Musica di Roma sarà possibile visitare la mostra The Art Of The Brick, attualmente allestita anche a Milano alla Fabbrica del Vapore, dove sarà visitabile fino al 29 gennaio. La doppia proposta è dovuto dall’incredibile successo di pubblico ottenuto dall’esposizione lo scorso anno, con oltre 120 mila presenze solo nella Capitale. Non è un caso che CNN l’abbia proclamata una delle dieci mostre internazionali da non perfere e che abbia già conquistato il globo, da New York, a Los Angeles, da Melbourne a Shanghai, da Londra a Singapore.

Esposte troviamo oltre settanta sculture d’arte create con più di un milione di mattoncini LEGO® ad opera dell’artista statunitense Nathan Sawaya. Lavori di grosse dimensioni, quasi irreali, colori che assumono forme geometriche e sostanziali per assemblarsi tra loro, con estrema grazia e leggerezza, dando l’impressione di sabbie colorate che a vortice creano figure d’arte.

Le opere spaziano dalla figura umana nella sua essenzialità a quella rivisitata nell’arte come la riproduzione della Gioconda di Leonardo Da Vinci, La ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer, L’Urlo di Munch, Il pensatore di Rodin allo scheletro di dinosauro lungo 6 metri e costruito con 80.020 mattoncini LEGO.

Torna a Roma The Art Of The Brick: quando il LEGO costruisce l'arteNon c’è che dire, fantastica è la sola parola che meglio racchiude tutto il progetto nella sua misura d’arte e nella sua realizzazione tecnica, il tutto esaltato da un allestimento sobrio, dove altro spazio non c’è se non per la fantasia, per la magia ricreata attraverso queste strepitose presenze colorate. The Art Of The Brick è  una mostra per tutti, dove gli adulti ritrovano l’arte in una veste insolita, divertente, armoniosa e tangibile, mentre i bambini si ritrovano in quel non-luogo dove ognuno è un piccolo grande architetto di bellezza, dove quei mattoncini, che a casa non hanno un nome, qui non solo assumono dimensioni umane, ma prendono vita.

Chi non ha mai sognato da bambino di diventare il grande costruttore, ideatore, di un mondo bello, perfetto, dinamico, allegro e giocare per professione? Ecco l’artista Nathan Sawayalo l’ha pensato e l’ha fatto: un bel giorno si è svegliato e, come nei migliori film, ha mollato una carriera certa da avvocato per dedicarsi alla sua passione “gli immortali mattoncini della LEGO” con cui tutti, nell’infanzia, abbiamo costruito ponti, castelli, città e velieri, sognando ad occhi aperti mondi meravigliosi.

Mollando tutto, scrivania, fascicoli, documenti giacca e cravatta, ha scelto di giocare ancora, creando dal gioco e con il gioco un esperimento d’arte che sta conquistando il mondo.

Le opere dell’avventuroso artista sono un mix di pop art e surrealismo ma, in alcuni casi, guardano anche alle suggestioni impressioniste e alle esperienze del divisionismo, senza mai dimenticare l’aspetto ludico della sua scelta di vita, dove tra le righe della storia dell’arte viaggia una sola parola: gioco.

Per Sawaya, tutto è ispirazione: un frutto lasciato su un tavolo, un’opera d’arte del passato, un pensiero affiorato dall’inconscio, un oggetto comune, un simbolo, ogni ispirazione prende forma tra le sapienti mani del modellatore di Lego e i mattoncini colorati obbediscono al suo volere, concatenandosi in maniera del tutto naturale per dare forma all’idea.

Sawaya come Michelangelo? Assurdo? No! Come il grande maestro della maniera moderna, lo statunitense estrae vita dalla materia inerme, per di più squadrata, intagliata e obbligata in quella determinata forma e dalla rigidità della linea: degli spigoli tira fuori muscoli, espressioni, rotondità, un gioco che non segue istruzioni per l’assemblaggio se non la guida della divina ispirazione artistica, da qui la meraviglia per chi guarda.

Quei mattoncini colorati, solitamente gettati in ogni angolo delle case popolate da bambini, nelle mani di Nathan Sawaya diventano nuova opportunità di lettura d’arte, sapiente espressione di un ricco e personalissimo mondo interiore, nuova occasione, e una profonda riflessione sulla rigidità umana: un’umanità che non ammette la diversità e cosa ancor più grave, non ammette che la diversità faccia UNIONE.

The Art Of The Brick – Nathan Sawaya
Auditorium Parco della Musica, Roma
Dal 9 dicembre 2016 al 26 febbraio 2017

Grazia Nuzzi per MIfacciodiCultura

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