Il Festival del Medioevo di Gubbio: celebrare un “periodo buio”?

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Il Festival del Medioevo di Gubbio: celebrare un “periodo buio”?

Il Festival del Medioevo: è questo il viaggio che si terrà a Gubbio dal 27 settembre al 1° ottobre 2017. Un viaggio aperto a tutti che ricostruirà ogni aspetto delle diverse società umane succedutesi durante quei secoli. Ciò grazie non solo alle mostre e alle visite guidate, ma anche attraverso concerti, giochi di ruolo e rievocazioni storiche, come la bottega dei mestieri e il mercato medievale. Un appuntamento dal grande spessore culturale che coinvolgerà 20 università italiane e straniere, nonché storici, giornalisti e scrittori da tutto il mondo.

Il Festival del Medioevo ci permette di confermare come ciò che fu definito il periodo buio a cavallo tra l’antichità e l’età moderna, si potrebbe dire pertanto non sia mai stato meno buio d’ora, oggetto di un’attenzione che ne riscopra ogni aspetto, dall’economico al culturale.

In merito a quest’ultimo versante del Medioevo, molto ha detto la filosofia.

La riflessione inizia da un’affermazione categorica: il Medioevo fu vitale per la sopravvivenza del dibattito filosofico. Il quale, in quei secoli, fu principalmente sinonimo di opere platoniche ed opere aristoteliche. Testi, questi ultimi, oggetto  di un’opera di preservazione minuziosa, che avveniva negli scriptoria dei monasteri. La domanda che ci si potrebbe porre a tal punto è: perché un lavoro simile di conservazione di queste opere, che in ogni caso erano produzioni di autori pagani, oggetto di un latente pregiudizio dei monaci del tempo, i quali li ritenevano in errore alla vera fede, il cristianesimo

La risposta alla domanda appena fatta si compone di un’ipotesi e di una considerazione fattuale. Per quanto concerne la prima, si potrebbe presumere che forse i monaci avvertissero oscuramente il loro ruolo storico di conservatori dei testi antichi, responsabili della loro sopravvivenza anche nel futuro. Per quanto riguarda la considerazione fattuale, invece, si deve precisare che, soprattutto i testi di Platone ed Aristotele erano fondamentali per le Weltanschauungen (le visioni del mondo) dell’Medioevo, che erano profondamente innestate sulle basi speculative del platonismo e dell‘aristotelismo.

medioevoUn esempio può forse chiarire meglio quanto appena detto. Nel Medioevo, la teoria cosmologica accettata era il geocentrismo. A tale tesi, tuttavia, si univa l’idea che la Terra fosse costituita dei quattro elementi (acqua, fuoco, terra e aria) e che dunque fosse un pianeta imperfetto, poiché i suoi enti sono soggetti a moti generazione e di corruzione. Gli altri pianeti (o sfere celesti), invece, ruotano intorno alla Terra secondo orbite circolari e concentriche, e sono costituiti da un quinto elemento, l’etere, che li rende perfetti ed immutabili. Proprio questa distinzione del cosmo, in ultima analisi, è tratta dai testi aristotelici.

Per questi motivi, dunque, non si può non sostenere l’importanza che il Medioevo ebbe per la filosofia, per la sopravvivenza delle opere di Platone ed Aristotele. Senza il Medioevo, semplicemente, il dibattito filosofico si sarebbe fermato nel 476 d.C..

Vi invitiamo dunque a visitare questi fantastico festival per riscoprire le grandi potenzialità di questo periodo che, abbiamo capito, proprio buio non è stato.

Riccardo Coppola per MIfacciodiCultura

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