Il fascino della “Giuditta II” di Klimt conquista Mestre

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Il fascino della Giuditta II di Klimt conquista Mestre

Gustav Klimt, Giuditta II, 1909

A Mestre, presso il Centro Culturale Candiani, sarà possibile visitare fino al 5 marzo 2017 il celebre capolavoro di Gustav Klimt Giuditta II (Salomè).

Il quadro, storicamente custodito nella Galleria Internazionale d’Arte moderna di Ca’ Pesaro a Venezia, è eccezionalmente esposto presso il Centro Culturale Candiani di Mestre in occasione della mostra Attorno a Klimt. Giuditta, eroismo e seduzione, primo di una serie di appuntamenti dedicati all’arte moderna e contemporanea.

Cortocircuito. Dialoghi tra i secoli è un progetto fortemente voluto dal Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro che avrà lo scopo di presentare nei prossimi mesi una serie di esposizioni riguardanti famose opere d’arte conservate proprio nei principali musei e gallerie del centro storico veneziano, con lo scopo di esaltare il valore del patrimonio artistico e culturale della città e sottolineare così il profondo legame tra Venezia e Mestre in quanto città metropolitana.

La mostra, ideata dalla direttrice della Fondazione Musei Civici veneziani Gabriella Belli e allestita dal grande scenografo Pierluigi Pizzi, comprende circa un’ottantina di opere provenienti perlopiù dal territorio veneziano, ma anche da alcune collezioni private nazionali ed internazionali. Protagonista dell’esposizione è senza ombra di dubbio la figura di Giuditta ed il suo mito, uno dei più affascinanti della tradizione biblica, tema amato e rappresentato da molti artisti nel corso degli anni.
Come si narra nell’Antico Testamento, Giuditta coraggiosamente e grazie alla sua straordinaria bellezza riuscì a sedurre il condottiero Oloferne per poi decapitarlo usando la sua stessa spada e liberare così dal suo assedio la città di Betulia.

Vittorio Zecchin, Principessa e guerriero,
Vittorio Zecchin, Principessa e guerriero, 1914

La Giuditta II di Klimt è stato un dipinto piuttosto controverso e oggetto di molte critiche: venne esposto per la prima volta nel 1909 in occasione della Biennale di Venezia e venne successivamente acquistato dal Municipio di Venezia per i Musei Civici.
Il quadro all’epoca suscitò grande clamore in quanto la figura di Giuditta è ritratta come una sensuale femme fatale capace di “ammaliare” il pubblico. Gabriella Belli afferma:

Quella che il maestro viennese ci mostra non è più un’eroina della storia, non è una salvatrice, non è casta, piuttosto è una donna che ha scoperto la propria sessualità, che rifiuta la propria marginalità sociale, che ha disceso il buio dell’inconscio scoprendo le proprie più intime pulsioni, anche quelle legate al desiderio di dare morte.

All’interno della mostra i visitatori sono guidati in un percorso tra Bibbie e dipinti appartenenti a varie epoche, oggetti e incisioni raffiguranti l’eroina giudea. La mostra affronta temi importanti oggi più che mai, come il rapporto tra uomo e donna, gli stereotipi femminili e l’emancipazione.

Edvard Munch, La Vanità

Il passaggio tra passato e ‘900 è reso in maniera impeccabile dal video Giuditta: metamorfosi sullo schermo, realizzato da un team di ricercatori dell’Università di Padova coordinati dal professor Gian Piero Brunetta, in cui sono montati vari brani delle più celebri dive dei primi 20 anni del secolo scorso.

La Giuditta II di Klimt non ha avuto vita facile nemmeno ai giorni nostri, nel 2015 infatti il sindaco Brugnaro, accortosi in tempo del grave errore che avrebbe potuto commettere, stava quasi per mettere all’asta il capolavoro milionario così da far quadrare i conti in rosso del Comune.
Fortunatamente questo non è accaduto ed il dipinto è nuovamente il protagonista assoluto di una mostra che rappresenta un dialogo tra antico e contemporaneo attorno alla figura seduttrice di Giuditta.

Attorno a Klimt. Giuditta, eroismo e seduzione
A cura di Gabriella Belli
Centro Culturale Candiani, Mestre (Venezia)
Fino al 5 marzo 2017

Maria Cristina Merlo per MIfacciodiCultura

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