FoodGraphia: il cibo come arte, rito, moda ed istinto

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FoodGraphia: il cibo come arte, rito, moda ed istinto

Quando in futuro riguarderanno alla nostra epoca, probabilmente le due caratteristiche più evidenti che si useranno per definirla saranno la crisi e l’ossessione per il food, rigorosamente in inglese. Una mania che tra foto sui social, ristoranti che spuntano come funghi tra il tipico, lo snob e lo street, il dettaglio estremamente curato e gli chef eletti a super star, siamo arrivati al giro di boa in cui il cibo non è più solo necessità anche per i non ricchissimi: è esperienza (parola chiave del marketing di questa epoca), è status symbol, è vezzo, non per forza convivialità.

In questo quadro generale si inserisce la rassegna FoodGraphia, dedicata all’arte e alla fotografia incentrate appunto sul cibo, che prenderà il via domani presso il Palazzo del Senato di Milano, organizzato da Formapensiero, Starring e Shoot food, e con Italia a Tavola come media partner.

Ma il cibo è arte sì o no? C’è chi definisce arte un manufatto che non può e non deve essere utilizzato né consumato: ecco che qualsiasi cosa può esser messo sotto teca, anche l’oggetto più comune, purché sia prelevato dal suo ambiente e inserito in un contesto “concettuale” e di osservazione. Partendo da questa definizione, ecco che cucina, moda, ma anche make up, non possono essere definite arti, bensì artigianato di altissima qualità, come potrebbe essere l’orificeria.

Questa rassegna dunque vuole invece elevare ad arte il cibo in tutto e per tutto, pur non dimenticando la sua importanza vitale, lontano però dalle logiche di mercato. In programma tanti eventi finalizzati a rendere il cibo cultura in ogni sua accezione.

Ad aprire le danze sarà la tavola rotonda Food Art & Photography: una realtà importante a cui parteciperanno Serenella Bulgari di Formapensiero, Angelo Cucchetto di Starring e Alberto Lupini, direttore di Italia a Tavola. A seguire altri incontri: Il valore dei grandi autori di foodgraphy per le grandi marche food  tenuto da Pasquale Diaferia (Food Visuals/Food Brands), Art buyer, food stylist e fotografo mettono le mani in pasta dove interverrà Renato Marcialis, ed finire la presentazione del libro L’uomo che bussava ai cocomeri di Michele Cogni.

Sarà possibile poi partecipare alle visite guidate all’esposizione fotografica, vero fulcro della rassegna: una collettiva dove fotografia, illustrazione ed arte concettuale raccontano il cibo, l’alimentazione e l’atto del nutristi. Gli artisti partecipanti sono stati selezionati tramite un bando ed esporranno in parallelo alla mostra Food Colors realizzata da ShootFood, piattaforma dedicata alla food photography che ha per obiettivo promuovere gli artisti del genere e metterli in contatto con realtà  importanti e del settore.

Da segnalare infine la presenza di importanti opere d’arte come la stampa della Vucciria, di Maurizio Galimberti, due opere della serie Caravaggio in cucina di Renato Marcialis e l’Omaggio a Mendini di Giancarlo Maiocchi alias Occhiomagico.

Il cibo non ha più dunque bisogno del senso del gusto per essere apprezzato e capito? Proprio così: il cibo è quindi Arte e Cultura non per il suo essere in sé, ma per il suo significato, il proprio bagaglio storico, la propria essenza.

Saziatevi gli occhi con questi colori e queste immagini meravigliose. Allo stomaco ci penserete poi.

FoodGraphia
Palazzo del Senato, Milano
Dal 18 al 28 gennaio 2017

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

Foto di copertina: Raffaele Mariotti

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