Ivan Piano: visioni miste di un’idea, come un “mix musicale”

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Ivan Piano: visioni miste di un’idea, come un “mix musicale”

Ivan Piano: visioni miste di un'idea, come un "mix musicale"A Napoli lo spazio multidisciplinare TRAM – Teatro Ricerca Arte Musica ospita la personale fotografica di Ivan Piano The Sleep Of Reason Produces Monsters. La mostra è in collaborazione con la galleria Sabrina Raffaghello con sede a Amsterdam e Milano.

Gli spazi del teatro TRAM ben si prestano ad accogliere nel loro manto soffuso di luci un percorso fotografico che è una rappresentazione di vita reale, oltre il reale visivo, il reale dell’intimo umano dell’artista che porta tutto il suo mondo “in scena”.

Ad Ivan Piano non spaventa il mostrare, con spiazzante verità, i suoi sogni e gli accostamenti mentali di immagini che accompagnano la sua vita e il suo costrutto creativo, non cerca fattori esterni capaci di comunicare un messaggio, ma trova tutto in se stesso e nei contenuti che riempiono il suo percorso individuale.

«Io non potrei mai chiederti di posare per me, perché tu non fai parte della mia vita» afferma l’artista durante uno scambio di opinionie lo fa con una tale schiettezza e determinazione da rafforzare tutto il discorso esposto, solo con poche parole.

Il corpo umano si scompone, si disperde nello spazio, per catturare di esso il respiro puro del pensiero, poi ritornare e ricomporsi, ogni frammento nella sua dimensione, come le note: ognuna sulla sua linea o spazio, ad ordinare lo spartito di una melodia infinita e intima.

Ivan Piano: visioni miste di un'idea, come un "mix musicale"Ivan Piano, scrive fotograficamente la sua storia, forte e incisiva, come la sua genialità d’artista, nel buio delle immagini, tutta la leggerezza e il candore di un bacio sono raccontati, fissati, vissuti attraverso una fotografia. L’amore è come luogo di mezzo tra tutto ciò che conduce al cielo e, nella medesima dimensione, la perdizione, l’abbandono. Un lavoro introspettivo, portato alla luce attraverso visioni miste, come “mix musicale”, composto da persone a lui care, letteratura, musica, natura, religione.

Proprio come un dj remixo e creo opere frutto di stratificazioni a loro volta stratificate. Capto ed elaboro il B-Side proprio come quello di un vinile, quell’altro lato, quello che non si vuol mai far vedere e ascoltare, ma che esiste e ha una sua dignità.

Tutto è costruito sulla base di un’idea, un progetto di lavoro studiato e determinato: nulla è lasciato al caso. Ad ispirarlo può essere un brano musicale, una poesia, una nota, la meraviglia di un corpo o forse il dettaglio di un solo istante, ma tutto è sviscerato e approfondito per riportare a galla l’essere dell’idea stessa, teatralizzata poi per raccontare allo spettatore frammenti e storie di un anima in continuo viaggio.

Ivan Piano: visioni miste di un'idea, come un "mix musicale"Gli scatti di Ivan Piano sono completamente analogici: manipola il negativo, lo graffia, lo brucia, usa polvere, scotch, smalti, colla e contaminazioni chimiche, tutto per dar linee a quanto deriva dall’animo umano. Sapiente e consapevole è l’utilizzo del corpo come performance antropologica, spinosa, erotica, trascendente, rimandi a tempi inconsistenti e silenti che respirano, tracce di un cammino ritmato.

Ivan Piano è nato a Napoli nel 1975 dove vive e lavora, è rappresentato dalla galleria Sabrina Raffaghello con sede a Amsterdam e Milano, dal 2008 insegna Fotografia Off Camera all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Le principali mostre personali sono Premio Napoli 2016 al Teatro Sannazaro nel 2016; Decay & Sublime alla galleria Sabrina Raffaghello nel 2014; Metamorphosis Factory alla galleria Sabrina Raffaghello nel 2006; Ivan Piano alla galleria Pagea nel 2001 e A History of (Work in progress) alla galleria AOC Flaminia 58 nel 1998. Tra le principali mostre collettive ricordiamo la partecipazione come unico fotografo italiano invitato al Photo Patagonia I Festival Internacional de Fotografía Analógica y Procesos Alternativos di Río Gallegos nel 2016; le Biennali di Venezia nel 2013 e nel 2011; le Biennali di Video Fotografia di Alessandria nel 2011 e nel 2008 e la Quadriennale di Roma nel 2003. Espone in Italia e all’estero regolarmente dal 1996 in musei, gallerie e fiere privilegiando come mezzo espressivo sia la fotografia che la video arte.

The Sleep Of Reason Produces Monsters
A cura di
TRAM – Teatro Ricerca Arte Musica, Napoli
Dal 12 gennaio al 12 febbraio 2017

Grazia Nuzzi per MIfacciodiCultura

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