Quale film ci salverà? I titoli da tenere d’occhio nel 2017

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Quale film ci salverà? I titoli da tenere d’occhio nel 2017

Gli amanti del cinema sono in fibrillazione, il 2017 si annuncia infatti come un anno destinato a farsi ricordare sia per le interessanti novità che per i numerosi sequel in fase di lavorazione, tanto che già qualcuno ha coniato la definizione di anno dei “bis”. Eventualità possibile solo se il soggetto originale si presta ad una doppia o tripla vita, ed avendo inoltre lasciato una traccia indelebile negli spettatori ed ai botteghini

Ecco un elenco dei film secondo noi più interessati, non suddivisi per genere: raccontiamoli come se stessimo componendo un cesto di frutta caravaggesca, colorata e molto scenica, scegliendo cosa inserire in base ai gusti personali o azzardando un assaggio.

king kong e aerei (1)Kong: Skull Island si guadagna il centro della composizione per giustificati motivi: diretto da Jordan Vogt Roberts, annovera nel cast Tom Hiddleston come protagonista maschile e Brie Larson nel ruolo di Weaver, ed uscirà nelle sale italiane a marzo 2017. Il nucleo della sceneggiatura originaria non è stato cambiato: una spedizione diretta in zone insidiose è alle prese con mostri e una terribile creatura scimmiesca. In questa versione però non troviamo più metafore di governi totalitari, come nell’esordio, avvenuto nel 1933 anno dell’insediamento di Hitler, ma la paura di perdere l’identità. King Kong alla sua uscita ebbe un successo travolgente e indicò la via americana per non essere schiacciati, nel segno dei biondi capelli ondulati di Ann Darrow e del suo carattere deciso, uniti ad una bellezza democratica. Kin Kong ritorna nel 1976, prodotto da Dino De Laurentis, lanciando Jessica Lange nel ruolo di Ann. Lo citiamo per un episodio interessante nel quale Jack, il protagonista, tornato a New York, nota camminando la somiglianza fra lo skyline del World Trade Center e il profilo dell’isola dI King Kong dalla quale è fuggito: una scena profetica pensando al remake del 2005, quattro anni dopo l’attacco alle Torri Gemelle, che proprio il World Trade Center avevano preso di mira. Le paure americane del dopo l’11 settembre sono i mostruosi insetti giganti che arrivano dal cielo.
Per effetto di quanto detto si capisce come Kong: Scull Island abbia diversi filtri interpretativi, più o meno simbolici. Il regista afferma di averlo ambientato negli anni ’70 perché era plausibile ci fossero ancora zone del pianeta inesplorate popolate da civiltà sconosciute. Il conflitto inscenato è fra la società occidentale e una diversa cultura, tema caldo dei nostri giorni e che dimostra quanto si possa celare dietro un film apparentemente commerciale. Ma le esigenze di business incalzano, infatti il progetto completo prevede lo scontro Godzilla Vs King Kong, che dovrebbe uscire nel 2020. Dopo gli eroi tocca ai titani scontrarsi, con tassi adrenalinici al top e impazienza nutrita di anticipazioni, King Kong non ci abbandonerà per un bel po’ di anni.

Jackie_(2016_film) (1)La tensione ha messo sete, nel cesto di frutta spicca una mela succosa, peccato sia avvelenata: il film in uscita il 14 febbraio è Jackie del regista Pablo Larrain, dove la star femminile è Natalie Portman nel ruolo di Jaqueline Bouvier, moglie del presidente Kennedy, affiancata da Peter Sarsgaard che interpreta Robert Kennedy. Il film racconta i quattro giorni successivi alla morte di JFK e il passaggio del testimone a Lyndon Jonshon, designato a succedergli nel ruolo di Presidente. Un film poco americano per la vena intimista che imprime ai personaggi, cattivo senza premeditazione, che esplora l’esercizio del potere attraverso lo stile quando il potere vero è precluso. Niente mise di sarte statunitensi, questa la scelta di Jackie per definire il territorio, piuttosto maison francesi o italiane lanciando il messaggio: sui vestiti comando io. Nel trailer vediamo Jackie nascondere il dolore per sostenere un’intervista, impeccabile in completo rosa e cappello. Il buio alle spalle non potrà sconfiggerla, è più facile che insidi Lyndon Jonshon o la moglie che stringe fra le mani una stola che sembra uno straccio da bucato.
Decisamente un film da non sottovalutare e gradito a chi cerca verità nascoste.

Nel cesto di frutta di Caravaggio però, c’è un posto è affidato alle foglie che separano e distolgono.
Riattraversiamo l’Oceano e torniamo in Europa per parlare di un film francese Dopo l’amore in uscita nelle sale italiane il 19 gennaio, diretto da Joachim Lafosse con Bèrènice Bejo e Cedric Kahn. Anticipato da un discreto battage pubblicitario, che potrebbe demotivarci, resistiamo. La storia non è originale, ovvero la fine di un matrimonio, ma in questo caso Marie e Boris dovranno coabitare poiché lui non può permettersi un’altra casa. È in questa forzata convivenza che l’inferno prende domicilio: attraverso il senso di claustrofobia o la caccia spietata ad ogni piccola mancanza. Giudicati cattivi, a seconda dei rispettivi parenti e delle situazioni, i protagonisti dipanano il tema della famiglia, caro a Lafosse, nella fase della sua dissoluzione. Dopo l’amore, quando non si vuole ammettere un fallimento, c’è solo odio e recriminazione? “Separiamoci civilmente” è  per chi dirama comunicati stampa, mentre i comuni mortali devono dilaniarsi?
Per chi sopporta il guardarsi allo specchio.

istanCerti frutti caravaggeschi sono scomparsi: potrebbero essere ricreati in laboratorio e assemblati geneticamente, c’è odore di futuro…
È il turno di un sequel attesissimo: Blade Runner 2049, previsto in uscita dopo l’estate. Il regista Denis Villeneuve, subentrato a Ridley Scott, ha dichiarato di aver  sentito la responsabilità dell’incarico, superata chiamando i migliori attori: Ryan Gosling nel ruolo che fu di Harrison Ford, e l’intensa Robin Wright. È sempre Los Angeles, ossessiva e fradicia di pioggia, a fare da sfondo alla caccia ai replicanti. L’agente K (Gosling) ha scoperto una minaccia che getterebbe la città nel caos, perciò occorre rintracciare il Blade Runner scomparso che è a conoscenza del segreto…
Gli effetti speciali permetteranno d’inserire un personaggio del precedente film, ma la produzione ha lasciato che si scatenino le ipotesi : si è parlato di Harrison Ford che duplica se stesso mostrandosi sia giovane che più maturo.

Il prossimo film del regista e scrittore Ferzan Özpetek, previsto in uscita a marzo 2017 è Rosso Istanbul, tratto dal suo omonimo libro. La lavorazione, rinviata  per la situazione politica del paese, riprende le atmosfere de Il bagno turco e Harem Suare, ma il peso degli avvenimenti recenti si fa sentire. Pur affrontando il tema dei sentimenti e del tempo che cambia la percezione delle cose e delle persone, l’attualità irrompe con la scena delle madri che si riuniscono con le foto dei figli morti. Girato in lingua turca e con un cast di attori turchi, conta anche Serra Ylmaz, attrice e musa tutelare. Il film racconta il ritorno in patria dello scrittore Orhan Sahir per aiutare l’amico regista Denyz Soysal a completare il suo primo romanzo. Il viaggio sarà l’occasione per Orhan per ripercorrere la sua vita e ricordare le presenze significative del passato, anche se il mondo arcaico di cui aveva un ricordo fiabesco pare essersi dissolto in qualcosa d’incomprensibile. Özpetek,tornato a girare in Turchia dopo 16 anni, dichiara quietamente l’amore per il suo paese e con la stessa calma racconta di come a volte fosse stato costretto ad andarsene perché non si poteva girare. Sentimenti e realtà camminano fianco a fianco, per capire qualcosa di una trasformazione che ci coinvolge come Continente.

Chi lo porta questo cesto di frutta, dove lo porta e soprattutto, ci saranno posti in cui sarà più apprezzato? Ci vuole un luogo popolare, in cui ogni impresa diventa impresa di tutti. Con l’inevitabile invadenza, qualche frutto che sparisce e un finale in cui le cose si aggiustano.
La parrucchiera è il nuovo film del regista napoletano Stefano Incerti. Previsto in uscita dopo l’estate, rappresenta un esperimento  di quella nuova Napoli che prova a fare da sé nella produzione, nella sceneggiatura  e nelle musiche, affidate al gruppo dei Foja. Un tentativo pop di riscatto che sarebbe piaciuto ad Andy Warhol, dal quale ne avrebbe tratto forse una pubblicità, visto che il barattolo della zuppa Campbell ha fatto il suo! Dunque, una parrucchiera perde il lavoro che aveva presso un salone del benestante quartiere del Vomero e decide di aprirne uno agli antipodi, nei Quartieri  Spagnoli. Qui tutto è vita e complicazione, ci si arrangia, ma non è folklore: oggi si direbbe che apre una start up. In salsa napoletana però. Nel cast troviamo Pina Turco, Cristina Donadio, Massimiliano Gallo e Stefania Zambrano.

Questa è una piccola selezione dei film in uscita durante quest’anno appena cominciato. Impossibile parlare di tutti quelli che vedremo sui nostri schermi: ogni scelta è di parte, nel senso che ci appartiene. Un film può appassionarci o farci indignare, può smontare stereotipi o creare  nuove comicità intelligenti. È il potere distintivo della settima arte, scegliamo il titolo come un amuleto.

 

Maria Rosaria Porcaro per MIfacciodiCultura

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