Sulle tracce di Winckelmann: esposizioni ed eventi a 300 anni dalla nascita

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Sulle tracce di Winckelmann: esposizioni ed eventi a 300 anni dalla nascita

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Winckelmann ritratto da Angelika Kauffmann (1764)

Il 7 dicembre 1717 nasceva a Stendal, in Germania, l’uomo che forse più di ogni altro nella sua epoca, era destinato a plasmare l’idea di arte e la sua storia: Johann Joachim Winckelmann. L’uomo che, dopo la storia dell’arte di tipo sostanzialmente biografico-vasariano, istituì con la sua opera una base “scientifica” che guarda all’arte periodizzandola e delineandone le istanze estetiche. Con Winckelmann la storia dell’arte diventa storia delle civiltà ed è a lui che negli anni successivi alle sue pubblicazioni (1780 circa), artisti e letterati si ispirarono per la loro arte, dando vita al fenomeno del neoclassicismo.

Trasferitosi a Roma nel 1755, divenne ben presto molto conosciuto nei circoli culturali romani, entrando nelle grazie del cardinale Alessandro Albani (nipote del papa), che gli diede la possibilità di studiare la ricca collezione di antichità da lui posseduta. Sono dedicate ad Albani molte opere di Winckelmann, che lo considerava grande conoscitore e mentore. Tutti gli appassionati d’arte antica del Settecento non potevano non recarsi a Roma, che mostrava loro le glorie del suo antico passato. Vi avrebbero trovato anche Winckelmann, che nel 1764 venne nominato soprintendente alle antichità della città, incarico che era spettato già nel cinquecento a Raffaello e sarà, dopo Winckelmann, di Canova.

Nel terzo centenario dalla sua nascita l’associazione culturale Winckelmann-Gesellschaft, con sede proprio a Stendal, ha programmato per il 2017 un fitto programma di iniziative sul piano internazionale, atte ad indagare sotto diversi aspetti l’importanza dello studioso tedesco attraverso esposizioni e conferenze.

Anche in Italia, le occasioni per celebrare l’importanza del patrimonio in rapporto allo studio di Winckelmann non mancano: sta per concludersi la tappa fiorentina della mostra dedicata allo storico tedesco: Winckelmann, Firenze e gli Etruschi. Il padre dell’archeologia in Toscana. L’esposizione, aperta fino al 30 gennaio nelle sale del Museo Archeologico di Firenze, approfondisce l’ambiente culturale che lo studioso sassone ebbe modo di frequentare durante il suo soggiorno nel capoluogo toscano tra il 1758 ed il 1759, mostrando i suoi diari di viaggio oltre ad alcune opere da lui prese in considerazione, come la Chimera di Arezzo e l’Idolo di Pesaro, entrambi facenti parte delle collezioni permanenti del museo fiorentino.

Sulle tracce di Winckelmann: esposizioni ed eventi a 300 anni dalla nascitaÈ in questo ambito globale di manifestazioni che si colloca anche la nuova mostra organizzata presso il m.a.x. museo di Chiasso, che si concentra sull’opera Monumenti antichi inediti, del 1767, ultima fatica di Winckelmann, che purtroppo non vide mai il suo straordinario successo. Un’opera che rappresenta un capitolo fondamentale nella storia dell’arte e dell’editoria: in essa sono contenute, assieme alle descrizioni delle antichità, oltre duecento incisioni di monumenti antichi, costosissime per l’epoca, che Winckelmann pagò di tasca propria, come si può leggere nel frontespizio.

La prima edizione a stampa de i Monumenti (1767) sarà esposta a Chiasso correlata dalle matrici di stampa originali e da alcuni rilievi antichi, provenienti dal Museo Archeologico di Napoli (dove l’esposizione si sposterà dal 24 giugno 2017), oltre ad altre prove di stampa e ad alcuni dei manoscritti originali. Non mancano anche i ritratti di Winckelmann omaggiato dai suoi contemporanei.

J. Winckelmann (1717-1768). I “Monumenti antichi inediti”. Storia di un’opera illustrata è un’esposizione che vuole indagare la redazione dell’ultima opera di questa personalità ancora centrale nell’ambito della storiografia artistica contemporanea. Un’opera dove si assiste ad uno dei primi tentativi di divulgazione del sapere attraverso immagini accurate e costose correlate dalla sempre presente ekphrasis dello studioso tedesco.

Federico Rodegher per MIfacciodiCultura

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