Il ritorno del “Mein Kampf”, uno dei libri più letti di Germania… nel 2016

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Il ritorno del Mein Kampf, uno dei libri più letti di Germania… nel 2016

Il ritorno del Mein Kampf, uno dei libri più letti di Germania... nel 2016Vi ricordate il celeberrimo Mein Kampf ? L’opera che di fatto aveva teorizzato la naturale affermazione del nazionalsocialismo come fine supremo e strumento di magnificazione della Germania? La stessa Germania uscita malconcia e con le ossa rotte dalla prima guerra mondiale?
Ebbene, il testo che fino a qualche anno fa era stato per lo più appannaggio di estremisti di destra, xenofobi sostenitori del culto della razza ariana, torna oggi in una veste inedita, anche nel paese che lo aveva messo al bando. Mentre in giro per l’Europa avanzano oscuri presagi, legati alla sporogonia dei movimenti neonazisti che infestano il Vecchio Continente con la cultura dell’odio, mentre partiti come il Front National di Marine Le Pen ottengono clamorose quanto sconcertanti vittorie perfino, nella multietnica (e più volte ferita al cuore) Francia, e nel nostro paese avanza l’ombra verdastra di Salvini, in terra teutonica torna, addirittura, il Führer.
Sotto che veste? Di libro.

Ma, a far notizia, sono due elementi interessanti. Il primo è di natura cronologica, se così si può dire. Sono passati ben settanta anni, infatti, dal divieto di stampare e vendere il Mein Kampf in Germania. Fu infatti, proprio al termine del secondo conflitto bellico che, gli alleati decisero di assegnare al Land di Baviera la giurisdizione sui diritti d’autore del testo. La decisione del Land fu secca: divieto assoluto di ristampa per l’opera scritta dal Führer.
Il secondo, invece, è uno spunto di carattere sociologico: sembrerebbe che, mentre prima a possedere una copia del Mein Kampf fossero soprattutto coloro che inneggiavano all’arianesimo e alla cultura nazionalsocialista, oggi ad acquistare il testo sono soprattutto gli appassionati e gli studiosi di storia.
Come riporta Il Fatto Quotidiano, a confermare l’inaspettato successo che sta riscuotendo il libro è proprio Andreas Wirsching, direttore dell’Institut für Zeitgeschichte (l’istituto di storia contemporanea di Monaco), il quale ha affermato che «non sono gli estremisti di destra ad acquistarlo, ma lettori appassionati di storia e politica tra i quali molti accademici».

Tornato nelle librerie tedesche all’inizio del 2016 allo scadere appunto dei diritti d’autore, nella versione appena ripubblicata del Mein Kampf , in aggiunta, si può trovare oltre ai contenuti originali, una critica lucida e oggettiva che mette in risalto le contraddizioni interne del pensiero nazista, smontando punto per punto le tesi del dittatore più amaramente noto del XX secolo.

Adolf Hitler, figura diabolicamente carismatica e controversa, ha sempre portato con sé un fitto alone di mistero e ancor prima che da un punto di vista politico, questo aspetto emerge sotto un profilo puramente umano.
La sua unica vera “opera letteraria”, il Mein Kampf, scritto negli anni di prigionia successivi al Putsch di Monaco, avrebbe dovuto assolvere, col tempo, la funzione di testo sacro del regime – e non è un caso che venne stampato, su indicazione del Führer, con lo stesso formato della Bibbia – e divenire un riferimento per tutta una generazione destinata – secondo i suoi piani – a dominare il mondo.

Il ritorno del Mein Kampf, uno dei libri più letti di Germania... nel 2016Hitler, nel suo macabro e inquietante disegno, dimostrò sempre una sorta di lucida follia, senza lasciare nulla al caso, compreso un testamento-manifesto per i suoi successori. Il Mein Kampf era questo, un vero e proprio manuale di formazione per le classi dirigenti che avrebbero guidato il Reich negli anni a venire.
La mia battaglia, questo il significato di Mein Kampf, è inoltre, la dichiarazione di guerra di Hitler agli ebrei e ai comunisti, identificati come i mali supremi del mondo. Una disquisizione, per certi tratti fosca e sgrammatica della follia visionaria di un uomo, che ha saputo però muovere i cardini su cui si fondava a suo tempo lo stato tedesco: la disperazione e la povertà delle masse e i sogni di gloria e supremazia che gli erano state promesse.

Oggi, mentre in Europa si costruiscono muri piuttosto che abbatterne, mentre si inneggia a una nuova guerra tra poveri, meschinamente travestita da scontro tra civiltà, la rilettura in chiave critica di un libro così pieno d’odio può essere spunto per riflessioni più profonde e potrebbe, qui il condizionale è d’obbligo, costruire anche in chi paradossalmente ne viene affascinato, un percorso di risveglio della coscienza attraverso la conoscenza.

Stefano Mauro per MIfacciodiCultura

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