Cesare Mattei e la sua Rocchetta dell’Elettromeopatia

Cesare Mattei e la sua Rocchetta dell'ElettromeopatiaSpesso ci si imbatte in storie straordinarie per puro caso, come per la storia di Cesare Mattei, il creatore della Rocchetta Mattei. Passando in macchina, direzione Bologna, si intravede l’imponente costruzione lungo la strada, con quella linea così particolare che si confonde nel verde, ma contraddistinta dalle torri orientaleggianti che svettano nel paesaggio. Entrare nella Rocchetta significa entrare nella vita del suo fondatore, il Conte Cesare Mattei (Bologna, 11 gennaio 1809 – Rocchetta Mattei, 3 aprile 1896).

La sua fu una vita molto particolare: nato da una famiglia benestante di origine ferrarese che aveva interessi immobiliari e fondiari nelle zone di Bologna, Budrio, Comacchio e Ravenna, aveva nelle sue mani il destino di una buona parte del territorio ferrarese e bolognese.
Nel 1837 venne istituita la Cassa di Risparmio di Bologna e lui fu uno dei cento fondatori, a soli 28 anni. Una decina di anni dopo insieme al fratello Giuseppe, donò una parte delle proprietà della zona comacchiese all’allora Papa Pio IX per contenere l’avanzata austriaca e fu in questa occasione che ottenne il titolo di Conte.
Questo è anche il periodo del suo ingresso in politica: divenne persino deputato al parlamento di Roma nel 1848. Si convinse fin da subito  però che la politica non faceva per lui e dopo un paio d’anni, probabilmente a seguito del trauma causato della morte di sua madre avvenuta per un tumore, Mattei si ritirò dalla vita politica e avviò la sua fortunata carriera nel mondo della medicina.

Cesare Mattei e la sua Rocchetta dell'ElettromeopatiaSfiduciato nei confronti della medicina dell’epoca, scettico nei confronti dei metodi tradizionali che non aiutarono per nulla sua madre, si avvicinò allo studio della nascente Omeopatia e andando oltre le teorie di Samuel Hahnemann (fondatore della disciplina), creò una nuova teoria medica che chiamò Elettromeopatia che divenne una delle pratiche più diffuse al mondo dal 1870 al 1930. Questa teoria si basava sull’abbinamento di granuli medicati e di “fluidi elettrici”, dove tutti i prodotti naturali venivano sottoposti all’elettricità e poi venivano abbinati secondo una posologia molto complessa e che variava in base al tipo di malattia da curare.

La Rocchetta Mattei divenne la roccaforte di questa nuova medicina. Qui il conte si ritirò a vita privata lontano dalla città, in questo luogo così particolare da alimentare l’immaginazione e i racconti delle famiglie confinanti e la conseguente aura di mistero che avvolgeva il Conte, uomo eclettico che si mostrava raramente in pubblico ma che nel suo castello accoglieva i malati per guarirli con strani rimedi di sua invenzione.

Dedicò la sua vita ad elaborare e promuovere i suoi trattamenti elettromeopatici, continuando a modificare la struttura del castello, rendendolo un labirinto fatto di torri, scale e particolarissime sale ognuna con un suo stile originale, realizzate per creare una sorta di percorso benefico per chi veniva ospitato. Quel castello, che sembra uscito da un libro di favole, era in realtà una sorta di ospedale e laboratorio scientifico in cui Cesare Mattei lavorava, sperimentava e curava le persone.

Cesare Mattei e la sua Rocchetta dell'ElettromeopatiaI suoi rimedi si possono considerare vera scienza? All’epoca sì, le persone guarivano grazie ad essi e nonostante le critiche della medicina tradizionale, vennero prodotti e venduti in molte parti del mondo e ancora oggi si possono acquistare, soprattutto in India.

Mattei viene tuttora ricordato, soprattutto all’estero, come un luminare della scienza, mentre in Italia dopo la sua morte, avvenuta nel 1896, e la morte dei suoi amici e cari più vicini, la sua storia venne dimenticata e il suo castello abbandonato all’usura del tempo.
Siamo intorno agli anni 2000 quando grazie a volontari si cerca di restaurare la Rocchetta Mattei ed è durante l’opera di recupero storico che si riscopre la storia del suo fondatore e dell’elettromeopatia. Una storia straordinaria che si scopre per caso visitando quel castello dalle torri orientaleggianti che si intravedono fra la vegetazione, passando lungo la strada.

Rocchetta Mattei
SP62, 40030 Grizzana Morandi (BO)
Aperto il sabato e la domenica dalle 9.30 alle 15

Sara Govoni per MIfacciodiCultura

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By on gennaio 11th, 2017 in Articoli Recenti, Visual & Performing ARTs

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