Un manuale per conoscere il genere Graphic Novel, illustre sconosciuto

image3È da poco uscito nelle librerie Graphic Novel. Storia e teoria del romanzo a fumetti e del rapporto fra parola e immagine di Andrea Tosti, edito della casa editrice Tunué, un’opera monumentale che parla del Romanzo Grafico o illustrato, che dir si voglia, partendo dalle sue origini fino ad arrivare ai giorni nostri.

Il libro parte sfatando il mito secondo cui il primo fumetto è quello visibile sulla Colonna Traiana, ritenuta da alcuni la prima traccia che presenta una forma narrativa in sequenza, per poi passare a ripercorrere la storia del genere attraverso l’iconografia dell’arte cristiana con i suoi affreschi, fino ad arrivare a riflettere su quali siano i punti di contatto tra la narrativa verbale e la narrativa grafica.
Secondo Andrea Tosti, video editor ed esperto di cinema nonché appassionato lettore di narrativa e di fumetti, il fumetto è una narrazione a se stante che, allo stesso tempo, include arte, letteratura e cinema pur non appartenendo, al contempo, a nessuna di queste arti. Sottolinea l’autore inoltre, come nel fumetto le due parti, ossia quella grafica e quella narrata, non debbano prevalere una sull’altra ma convivere armoniosamente per la buona riuscita dell’opera.

La domanda che sorge spontanea è «ma c’era il bisogno di un libro per spiegare il mondo del fumetto ed in particolare della Graphic Novel?». In parte sì, perché il fumetto da sempre viene trattato come un’arte minore erroneamente e senza cognizione di causa. Viene infatti bollato come un semplice diletto per bambini ed adolescenti, come svago per i più adulti o come oggetto di collezionismo e non è quasi mai stato considerato una vera e propria manifestazione artistica. Vuoi per gli argomenti trattati, vuoi per la loro facile fruizione, fatto sta che non è mai stato visto di buon occhio dagli “intellettuali” o nei salotti più acculturati, tanto che i passato gli stessi creatori, dagli scrittori dei testi ai vignettisti, chiamati in tono dispregiativo “fumettari”, si vergognavano di dichiarare in pubblico il loro lavoro.

image6Solamente col passare degli anni il fumetto è entrato negli usi e costumi italiani dalla porta principale, tanto da essere considerato finalmente una vera e propria arte. Inoltre, grazie alla sua ampia fruizione, tutti lo possono guardare oltre che leggerlo, diventando una potente arma di divulgazione: basti pensare al potere che hanno i fumetti di satira in tutto il mondo da Charlie Hebdo, tristemente noto per gli atti di terrorismo, in Francia fino a Mad Magazine in America, dove addirittura i fumetti furono accusati di essere devianti per i ragazzi.

Ma la vera svolta i fumetti la ebbero grazie alla Graphic Novel, un vero e proprio romanzo a immagini in cui la prima differenza con i classici fumetti seriali era la storia autoconclusiva e dove inoltre gli argomenti trattati erano soliti essere più “profondi” e adatti ad un pubblico più adulto. La Graphic Novel, grazie all’errata traduzione in italiano Romanzo Illustrato, ebbe la fortuna di raggiungere anche territori fino ad allora inesplorati, diffondendosi così anche tra il “pubblico” d’élites. Un grande estimatore del genere fu il noto semiologo Umberto Eco che definì Charles M. Schulz, creatore dei Peanuts, un vero e proprio poeta in grado di suscitare forti emozioni, come anche il nostro Hugo Pratt con le avventure di Corto Maltese.

image5La Graphic Novel nel corso degli anni si è evoluta fino ad arrivare ai giorni nostri con diversi esponenti anche nel Bel Paese come Gipi, al secolo Gianni Pacinotti, e Zerocalcare, alias Michele Rech, entrambi candidati con le loro opere al Premio Strega, rispettivamente nel 2014 e 2015.

Il fumetto, per Andrea Tosti, è dunque un pretesto per affrontare tematiche come comunicazione, storia dell’arte e filosofia, tutte “materie” inglobate spesso e volentieri in esso, perché in questo tipo di narrazione il rapporto fra parola ed immagine diventa quasi un legame indissolubile.

In conclusione questo manuale, il primo in assoluto in Italia sull’argomento, deve essere visto come una prima pietra su cui costruire, e discutere, sul fumetto come fenomeno culturale e d’informazione oltre che come semplice espressione grafica.

Michele Montesano per MIfacciodiCultura

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By on gennaio 10th, 2017 in Articoli Recenti, BOOK Crossing

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