Domenico Modugno e la sua musica senza tempo

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Domenico Modugno e la sua musica senza tempo

Domenico Modugno e la sua musica senza tempoUn precursore dei tempi, un innovatore che cambiò il modo di concepire la musica in un periodo in cui si presentava ingessata in rigide etichette: Domenico Modugno la rilanciò in chiave moderna.

Nato a Polignano a Mare, il 9 gennaio del 1928, è considerato una colonna non solo della musica italiana, ma dell’intrattenimento mondiale. Oggi potremmo definirlo un One man show, capace di ipnotizzare il pubblico non solo con la sua voce calda e avvolgente, ma soprattutto con il suo carisma, il suo sguardo magnetico.

Di fatto, la sua carriera artistica non comincia come cantautore bensì come attore, per le sue doti camaleontiche davanti la macchina da presa. La svolta musicale avverrà più tardi – pur non abbandonando il cinema. All’inizio del 1953, quando per via di una trasmissione radiofonica nasce la leggenda del Modugno siciliano, la sua vita comincia a cambiare. Il dialetto pugliese, tipico delle sua terra, per alcuni versi si incontra con quello siciliano, ecco perché la finzione perdurò senza particolari traumi – anzi in seguito i due idiomi furono complementari per la discografia di Modugno. Le canzoni in lingua italiana, all’inizio passano inosservate. Sarà il tempo a rivalutarle: è il caso di Vecchio Frac, incisa nel 1955 e ispirata al principe Raimondo Lanza di Trabia, morto suicida l’anno prima, all’età di 39 anni. L’aver toccato certe corde arrecò all’artista pugliese problemi con la censura. Ad ogni modo, Mimmo è ormai sulla rampa di lancio e i successi arrivano uno dietro l’altro. Lazzarella, Strada ‘nfosa e Resta cu’ mme sono cavalli di battaglia di un poliedrico cantante.

Domenico Modugno e la sua musica senza tempoL’anno cruciale è però il 1958, l’anno che proietta Modugno da una dimensione nazionale a quella internazionale. Dopo la vittoria al Festival di Sanremo – lo vincerà altre 3 volte – con Nel blu dipinto di blu, la musica cambiò registro, scrollandosi di dosso i paletti entro cui era relegata. Tradotta in 13 lingue, la meglio conosciuta come Volare ha dato una lezione di vita a coloro i quali ritenevano il mondo dello spettacolo una faccenda da costruire a tavolino, macchinosa e impostata. Con 3 Grammy a coronarne il valore, la canzone perdura in qualità di successo planetario, orgoglio dell’Italia nel mondo. Anno spartiacque, il 1958 è l’inizio di una nuova vita, con viaggi, incontri e successi che elevano l’originario di Polignano a Mare nell’Olimpo delle celebrità di tutti i tempi. Sinatra, Pasolini, Mina, Claudio Villa, sono alcuni dei nomi che ritornano nella vita di Domenico Modugno.

Prestato anche alla politica, fu deputato presso le file del Partito radicale dal 1987 al 1990, per il quale, insieme a Marco Pannella, si impegnò per la difesa e il riconoscimento dei diritti delle persone disabili: sensibile a tali tematiche, fu lui stesso costretto a stare su una sedia a rotelle. Il periodo della sofferenza fisica è come se avesse relegato il leone in gabbia. Nel mare trovava la grande consolazione: la sua grande passione era nuotare, tanto che nonostante l’handicap, entrava in acqua per sentirsi ancora libero.

All’età di 66 anni, il 6 agosto 1994, perse la vita a causa di un arresto cardiaco, vicino a quel mare che lui amava tanto. A Lampedusa, nella sua residenza estiva, morì dopo una vita ricca di successi e riconoscimenti. Numerosi sono i tributi e le cover delle sue canzoni, a testimonianza di un amore che lega Domenico Modugno all’arte intesa nella sua accezione più nobile.

Dario Cataldo per MIfacciodiCultura

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