Mimmo Rotella, tra Nouveau Réalisme e décollage

mimmo-rotella-1Nasceva il 7 ottobre 1918 a Catanzaro, Domenico Rotella, da tutti conosciuto come Mimmo, artista italiano che ha lasciato un segno nell’arte della seconda metà del Novecento. Formandosi nella pratica pittorica in un contesto storico che lo ha visto confrontarsi con gli sviluppi dell’Astrattismo e dell’Arte Concreta, partecipò, tra le sue prime esposizioni, alla mostra Arte astratta e concreta in Italia tenutasi a Roma nel 1951, in cui espose una serie di primi lavori dal carattere astratto-geometrico. Così inizia la carriera artistica di Rotella, che decolla grazie ad alcuni incontri che segnarono la sua vita e la sua poetica artistica: primo fra tutti questi incroci di personalità, fu quello avvenuto nel 1958 con il critico Pierre Restany. Grazie al confronto con lui, Rotella entrò in contatto con la pratica artistica che ne avrebbe segnato il successo e il taglio caratteristico con cui la sua opera può essere “etichettata”: il Nouveau Réalisme.

Legata ad un momento storico ed esistenziale di difficoltà, tanto per il panorama degli anni Sessanta quanto per la sensibilità dell’artista, la pratica artistica dedita all’object trouvé come forma di rifiuto e critica verso un contesto artistico in cui non sembrava più possibile fare nulla di nuovo, l’appropriazione degli elementi della vita quotidiana nella propria concretezza, staccati dal loro contesto naturale per entrare nel museo con l’aurea del capolavoro, diventano il modus espressivo di Rotella, che, proprio sulla base dell’adesione a queste pratiche, firmerà il manifesto del movimento del nuovo realismo. 

Guidato dal critico Restany, Mimmo Rotella entra a far parte del gruppo del Nouveau Réalisme, nato nel 1960 e che durerà, in un fermento di progetti e mostre, fino al decennio successivo. Rotella non solo ebbe così modo di confrontare la propria produzione con quella di artisti come Jean Tinguely, Daniel Spoerri, Yves Klen, Pierre Restany, Christo, Cesar, Robert Rauschenberg, Claes Oldenburg, o Cy Twombly, ma anche di sviluppare quella sua poetica di richiamo dadaista ri-proiettata in un contesto Pop, che ha trovato la sua maggiore espressione nell’azione del décollage.

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Mimmo Rotella – Marilyn – décollage

Nel proseguimento della sua carriera artistica, Rotella scelse di prediligere l’uso di materiali di scarto ripresi dalla realtà, decontestualizzandoli ed elevandoli a oggetto artistico: l’intento dell’artista era quello di ritagliare il proprio spazio creativo all’interno di un contesto eccessivamente pieno di espressioni in fieri, dall’Op Art al Pop. Così i manifesti strappati dalla strada, estrapolati dalla loro consueta funzione, gli Art-Typo, realizzati con la tecnica inversa di sovrapposizione delle immagini pubblicitarie, le blanks o coperture d’affiches, con cui l’artista cancella manifesti azzerandone la funzione, diventano un’affermazione di appropriazione della vita e di azione sulla stessa attraverso la pratica artistica dal taglio, tanto ironico e irriverente quanto cinico e attento ai cambiamenti del panorama culturale.

Massimo esponente italiano di una tendenza artistica internazionale, tanto da essere insignito del titolo di Officiel des Arts et des Lettres dal Ministro della Cultura francese, Mimmo Rotella ha lasciato un’eredità culturale importante: la sua produzione artistica è stata in grado di muoversi dalla pratica del frottage, di stampo dadaista, all’azione, facendo sue anche alcune caratteristiche del graffittismo e della Land Art. Tutto ciò lo rese un artista dalla produzione multipla nella coerenza di un filone di pensiero.

Rotella morirà a Milano l’8 gennaio del 2006: la sua carriera artistica è stata celebrata e narrata durante tutto il 2016 tramite diverse personali organizzate in occasione dei 10 anni dalla sua scomparsa.

Sara Cusaro per MIfacciodiCultura

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By on gennaio 8th, 2017 in Articoli Recenti, Visual & Performing ARTs

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