Europa 2017: anno zero della capitolazione o della rinascita?

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Europa 2017: anno zero della capitolazione o della rinascita?

«Se l’idea che ognuno appartenga alla propria razza è razzismo, allora si, siamo razzisti»

«Usciamo dall’UE e schediamo gli ebrei».

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Europa anno zero

Sembrano assurde parole di uno scherzo di cattivo gusto o, peggio, frasi riprese dalle pagine più buie della storia. E invece no! Sono parole attuali pronunciate, le prime, da Panagiotaros, esponente del movimento greco Alba Dorata, e le seconde da Márton Gyöngyösi, astro nascente di Jobbik, partito di estrema destra ungherese.

Le interviste complete, i concetti espressi e i resoconti circostanziati possono essere letti nell’interessantissimo ed illuminante libro di Eva Giovannini intitolato Europa anno zero. La giovane giornalista – oggi inviata per Ballarò –  ha intrapreso un viaggio nei principali Paesi europei incontrando leader e militanti delle cosiddette “nuove destre“: si tratta, nello specifico, dei già menzionati Alba Dorata in Grecia, Jobbik in Ungheria e anche di Pegida in Germania, Front National guidato da Marine Le Pen in Francia, Ukip nel Regno Unito con il suo leader Nigel Farage e infine la Lega Nord in Italia con Matteo Salvini.

Il sottotitolo del libro recita Il ritorno dei nazionalismi. È proprio quello che sta succedendo negli ultimi anni nel Vecchio Continente e cioè un graduale aumento del consenso nei confronti dei concetti di identità, popolo, nazione, esasperati, deformati e sfruttati da nuove forme di una destra atipica, non convenzionale o che ufficialmente non si definisce tale. Il motore che muove i loro discorsi e che emerge palesemente nelle pagine della Giovannini, è la riscoperta dell’orgoglio nazionale e del concetto di cultura portato all’estremo e che trova, nel divario tra noi e loro – europei ed extraeuropei, autoctoni e immigrati – il leitmotiv più comune per rialzare le frontiere.

I risultati elettorali del 2015 in molti Paesi europei hanno registrato una notevole avanzata delle destre e i discorsi populisti hanno riscontrato nella crisi greca il focolaio più fertile contro l’idea di un’Europa unita intesa, la maggior parte delle volte, solo dal punto di vista economico e monetario ancor più che culturale e intellettuale.

europa-copertinaSu cosa fanno leva questi movimenti? Quali sono i discorsi che affrontano? Sono i professionisti della paura e del pessimismo, come li definisce la stessa giornalista, e fanno leva sulle necessità reali dei cittadini quali l’alto tasso di disoccupazione, il timore di perdere un benessere materiale già da tempo precario, la paura del diverso e l’arrivo, con esso, di minacce ai valori fondanti dell’Europa. In questo modo cittadini “bianchi”, “benestanti”, “cattolici” ma non praticanti, si improvvisano difensori della Patria, custodi di confini geografici e mentali e protettori di simboli di una religiosità spesso sopita ed ignorata, ma viva e importante quando la “minaccia” di una donna velata o di un bambino “straniero” intacca abitudini e tradizioni millenarie.

Le “nuove destre” propongono soluzioni facili e immediate a una popolazione sempre più stanca e spaventata riuscendo, in questo modo, a far risuonare le corde più sensibili e a ottenere maggiori consensi. «La gente ci capisce, parliamo un linguaggio semplice e siamo sempre presenti», si legge, ancora, nell’intervista al rappresentante di Jobbik.

La collocazione “di destra” è utilizzata in maniera molto cauta dagli stessi leader per non affiancarsi, secondo la Giovannini, a movimenti schierati, noti e spesso fallimentari. Essi si mostrano, piuttosto, come un’alternativa, una novità, la risposta adatta alla crisi attuale.

eva-giovanniniCosa è cambiato nel giro di un anno? Il 2016 ha portato all’estremo questi ragionamenti. Prendendo in prestito il titolo di una novella di Ludwig Tieck, Die verkehrte Weltil mondo alla rovescia – si possono inquadrare gli eventi recenti più eclatanti che vanno dall’inattesa uscita del Regno Unito dall’UE, alla scelta di un leader populista, xenofobo e sessista da parte di una sempre liberale e aperta America, alla decisione forte e chiara della conservativa Austria di eleggere per la prima volta un rappresentante dei Verdi, Van der Bellen, con idee europeiste e ostili a discriminazioni e atteggiamenti xenofobi. Un’elezione che lascia un velo di speranza in chi nell’Europa ci crede fermamente. Cosa attendersi dal nuovo anno? Importanti appuntamenti aspettano l’Europa con le elezioni in Francia e in Germania… il 2017 sarà l’anno zero della capitolazione o della rinascita?

Lisa di Iasio per MIfacciodiCultura

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