Censurata ad Istanbul la Costantinopoli dell’artista curdo Ahmet Güneştekin

aginvenice2015_642-1Inaugurata il 22 dicembre (giorno del compleanno dell’artista), è stata coperta il 24 perché considerata inutilmente provocatoria: questo è la storia dell’opera dell’artista Ahmet Güneştekin intitolata Kostantiniyye.

L’opera, posta davanti ad un centro commerciale di Istanbul, è composta da cubi colorati che creano la scritta “Costantinopoli” in lingua turca  e ognuno di essi riporta fatti, immagini e simboli relativi alla lunghissima storia della Turchia. Ma in un momento tanto delicato e difficile per questa nazione, c’è chi si è sentito offeso nel leggere l’antico nome della metropoli, negando la storia di questa città particolare a cavallo  di uno stretto, tra due continenti.

Prima Bisanzio, poi Nuova Roma, Costantinopoli, il nome della città divenne Istanbul nel 1928 per volere di Ataturk come conseguenza di una riforma linguistica del periodo più nazionalista: peccato che Istanbul derivi dal greco eis tin polin che significa nella città.

1340809_940x531-1Insomma, da queste parti non si sono avvicendati i Greci e gli Anatolii, non vi è stato l’Impero Romano d’Oriente, non sono stati creati meravigliosi mosaici oro che hanno influenzato l’arte e l’architettura in tutto l’Occidente, niente di tutto questo: ecco quindi calare dei sacchi neri sull’opera di Ahmet Güneştekin (per altro già vista alla Biennale del 2015), poiché la meglio l’hanno avuta gli estremisti-nazionalisti, sempre più numerosi e potenti in una nazione vicinissima al conflitto, sotto continua minaccia terrorista e dove al potere la democrazia sta ormai lasciando il posto alla dittatura.

Mentre l’artista si appresa ad esporre a New York l’anno prossimo sperando che nessuno mostri la propria contrarietà alla sua arte, Istanbul ospiterà la Biennale curata dal duo di Elmgreen & Dragset, noti per la loro arte ironica e provocatoria. Il tema sarà il rapporto con pacifico con i “vicini”, siano essi uni stato o persone, magari di una cultura diversa dalla nostra: visto il clima che si respira e la reazione ad un’opera che ricorda il passato glorioso della città, c’è da domandarsi come si svilupperà la manifestazione.

L’esposizione di Güneştekin presso il mall turco si intitolava Journey to the Eternal in riferimento alla lunga storia cittadina proiettata verso l’eternità per la sua importanza e la sua storia, spesso modificata o riscritta da estremisti religiosi e non, interessati a “rigirare” la storia in proprio favore.

ahmet-gunestekin-kostantiniyye-lopera-censurata-a-istanbul-1-1-1Dei sacchi neri che coprono un’opera d’arte perché questa offende la presunta sensibilità di qualcuno è un fatto che dà molto da riflettere oltre che riempire di sconforto, come ogni volta che la cultura viene censurata. Ma se la provocazione talvolta può essere disturbante, Kostantiniyye semplicemente ricorda ed inneggia a cosa c’era prima dell’attuale cultura, che comunque anche sul passato si basa. Ma il revisionismo storico sta forse avendo la meglio, peccato che non cambi davvero la storia. E ci sarà sempre qualcuno che sfiderà un potere ingiusto raccontando la verità, proprio come Ahmet Güneştekin.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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By on dicembre 29th, 2016 in Articoli Recenti, Carlotta Tosoni, L'Editoriale, Visual & Performing ARTs

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