“Moda di carta”: la moda a cavallo tra ‘800 e ‘900 a Villa Necchi Campiglio

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Moda di carta: la moda a cavallo tra ‘800 e ‘900 a Villa Necchi Campiglio

download-1Isabelle de Borchgrave per la mostra temporanea Moda di Carta (prorogata fino al 8 gennaio 2017) dialoga, tramite le sue opere, con la Casa Museo Villa Necchi Campiglio di Milano. Ultimi giorni dunque per visitare la mostra nel contesto prezioso della villa che è stata donata al Fondo Ambiente Italiano nel 2001 e aperta al pubblico nel 2008 con una sua collezione permanente e una fitta agenda di mostre temporanee.
Quella di De Borchgrave è un’esposizione che mostra la storia della moda e dello stile a cavallo tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento. Sono esposti trenta abiti-icona “ricostruiti” interamente in carta e trompe l’oeil in cui, con minuzia e creatività, si riproduce parte delle collezioni che hanno fatto la storia della moda, che vanno dal tailleur di Dior ai colorati kimono giapponesi.
La carta è il materiale che l’artista utilizza dal 1994 per realizzare i suoi apprezzati costumi che in questa occasione inserisce nel contesto di grande fascino architettonico-paesaggistico.

Il progetto del complesso della Casa Museo che risale agli anni ’30 e disegnata dall’architetto Piero Portaluppi in stile pre-razionalista, si riferisce ad un ampio disegno che comprende sia l’organizzazione degli esterni che degli interni della lussuosa ed elegante residenza. Il metodico progetto del giardino annesso alla villa e sede in principio di alcuni allestimenti per la mostra in oggetto – oggi situati solo all’interno di alcune camere della villa – si ispira ad un ideale di fioritura spontanea che lega le varie parti attraverso la contrapposizione di elementi naturali e artificiali.

download-2Moda di Carta rimane sospesa nell’arco temporale che gli interni in stile Decò suggeriscono, senza creare distorsioni con i temi riscontrabili nell’ampio tesoro che la Villa contiene, che va dal design all’architettura. Perlopiù le presenze di carta risultano al contempo assenze poiché viene prediletta una direzione curatoriale site specific la cui lettura delle opere è in essere solo se strettamente connessa alla globalità del sistema architettonico che le ospita.
La Casa Museo, che custodisce inoltre una sua collezione permanente con opere di altissimo livello e pregio – con autori quali De Chirico, Carrà, Canaletto, Carriera, De Pisis e Sironi – ospita negli interni ben 32 abiti della Borchgrave che dimostra la sua quarantennale esperienza come artista che ha fatto della sua immaginazione un’arte accessibile.

downloadGli abiti di carta inoltre dialogano con il sito in cui si trovano anche grazie ad un’accurata selezione cromatica delle opere: vi è una stretta relazione con la palette materica degli interni dell’abitazione. La veranda, l’ambiente in cui si crea in modo plateale un continuum con l’ambiente esterno, si affaccia sull’intimo giardino tramite due pareti d’angolo completamente vetrate e che contengono all’interno della doppia vetrata, una mini serra. I colori dell’arredo che qui rimangono di un verde gentile, interagiscono con il verde della mini serra e degli esterni. È in questo contesto che si inseriscono due dei soli tre abiti della collezione che pur rimanendo neutri nei colori, s’impongono per il movimento delle pieghe e per l’ornato. Trattasi dell’abito da sera di J. Doucet del 1903 e dell’abito da giorno delle sorelle Callot: vengono riproposti nell’ambiente della veranda dell’abitazione con sapiente manualità. La carta difatti viene pressata, stropicciata, plissettata, arricciata e solo successivamente dipinta riuscendo a riprodurre la materialità dei diversi tessuti, dal velluto alla seta, dallo chiffon al broccato.

All’ultimo piano, a chiudere il percorso dell’esposizione di carta, nello spazio del sottotetto adibito a luogo esclusivo per le mostre temporanee, è presente una video installazione con un laboratorio aperto all’interazione dei visitatori che possono toccare i materiali e apprendere il processo artigianale di lavorazione.

La mostra di Isabelle de Borchgrave si inserisce nella rassegna Manualmente, giunta alla quinta edizione, voluta dal FAI per salvaguardare e valorizzare l’artigianato artistico.

Moda di carta. Opere di Isabelle de Borchgrave
Parte della rassegna Manualmente a cura di Angelica Guicciardini
Villa Necchi Campiglio, Milano
Dal 20 ottobre 2016 al 8 gennaio 2017

Simona La Neve per MIfacciodiCultura

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