L’Antica Lavinium di Enea torna aperta al pubblico

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L’Heroon di Enea

Il 15 dicembre è stata riaperta al pubblico l’area archeologica dell’Antica Lavinium, situata nei tra Pomezia e Torvajanica. Dopo un complesso lavoro di scavo e restauro durato diversi anni ad opera dell’Università La Sapienza di Roma in collaborazione con il Mibact, il Museo Lavinium torna finalmente fruibile oltre che inserito nei percorsi di valorizzazione e conoscenza dei territori laziali, come da accordi presi tra Soprintendenza e Comune di Pomezia. La riapertura del sito è stata possibilie anche grazie al contributo della Società Johnson&Johnson Medical, che ha beneficiato del famigerato ArtBonus.

Il sito ai trova in un’area privilegiata dal punto di vista delle bellezze naturalistiche, è infatti immerso nell’area agricola dei Principi Borghese, non lontano da Borgo di Pratica di Mare: proprio la famiglia Borghese, per bocca della Principessa Grazia, ha espresso l’entusiasmo della famiglia per la riapertura di questo luogo di notevole importanza storica:

Con grande emozione e gioia vediamo concretizzarsi il sogno di mio marito Pier Francesco Borghese che sin dal lontano 1964 ha supportato la ricerca e gli scavi archeologici nella nostra Tenuta di Pratica di Mare: quest’iniziativa potrà rappresentare per il futuro un modello di gestione sinergica e sostenibile tra gli aspetti qualificanti del territorio, quali cultura, archeologia e agricoltura di qualità

lavinium-13_altari-1Ciò che si può ammirare in questo luogo sono il Santuario delle XIII Are e l’Heroon di Enea. Il primo risale al VI-V secolo a. C. ed era un imponente luogo di culto dove venivano eseguiti i riti sacrificali i cui altari, posizionati sulla traiettoria est-ovest, erano probabilmente dipinti di rosso, rendendolo ancora più d’impatto quando questi venivano colpiti dai raggi solari all’alba e al tramonto; inoltre è già stato individuato e reso visitabile e un quattordicesimo altare. L’Heroon di Enea invece è il leggendario sepolcro del mitico eroe troiano capostipite del popolo romano, che proprio in queste zone si stabilì sposando Lavinia, figlia del locale re Latino: scoperta 50 anni fa, la tomba è un tumulo dal diametro di diciotto metri risalente al VII secolo a.C. Si è giunti alla conclusione che fosse la tomba di Enea poiché la sua grandezza e monumentalità suggeriscono che chi vi è sepolto fosse un personaggio importante, il cui valore si sarebbe dovuto conoscere e ricordare nei secoli.

Il percorso di visita dell’Antica Lavinum è stato curato dalle archeologhe Anna Paola Briganti e Sandra Gatti, ed è ovviamente collegato al Museo Lavinium, dove continua la raccolta di preziosi reperti legati al culto, ma anche oggetti in terracotta e tufo. Inoltre sarà in mostra, ad impreziosire ed attualizzare il tutto, lo scatto Il Mare di Enea ad opera di Nico Marziali.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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By on dicembre 27th, 2016 in Articoli Recenti, Carlotta Tosoni, L'Editoriale, Visual & Performing ARTs
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