Dagli Uffizi a Milano, “L’Adorazione dei Magi” di Albrecht Dürer

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Dagli Uffizi a Milano, L’Adorazione dei Magi di Albrecht Dürer

Albrecht Dürer
Albrecht Dürer

L’Adorazione dei Magi di Albrecht Dürer è approdata al Museo Diocesano di Milano giusto qualche settimana fa.

C’è un viaggio inscritto ontologicamente nel concetto di opera d’arte ed è il viaggio nel tempo. Travalicare il tempo e inscriversi nella memoria di generazioni. Alle volte poi, per molte, c’è uno strattonamento, contestuale al tempo, che le fa muovere nello spazio. Passano di mano in mano e sulla patina del tempo si sovraimprimono le ditate dei successivi possessori. L’opera di Dürer ha avuto un passato travagliato, già dalla sua prima comparsa nel castello di Wittenberg nel 1504.

Le vicissitudini si annodano anche nel tempo presente, ma sempre per liete occasioni: fino al 5 febbraio 2017 l’opera sarà in trasferta dagli Uffizi di Firenze a Milano per festeggiare i quindici anni del Museo Diocesano, fondato nel 2001 per volontà del cardinale Carlo Maria Martini. Il calendario è fitto di eventi, a partire dall’inaugurazione del nuovo complesso museale dei Chiostri di Sant’Eustorgio, che fa un unicum delle due realtà del Museo di Sant’Eustorgio, della Cappella Portinari e della Basilica.

Si ipotizza che l’opera fosse stata commissionata da Federico il Saggio per l’altare della cappella del castello di Wittenberg. In seguito rimase per un periodo nelle collezioni imperiali di Vienna di Rodolfo II, come dono dell’elettore Cristiano II di Sassonia. L’idea del baratto transalpino fu di Luigi Lanzi, direttore degli Uffizi: correva l’anno 1793. Agli austriaci in contropartita fu concessa tale Presentazione al Tempio di Fra Bartolomeo, di una decina d’anni successiva. Si vocifera che un figurante si sia dileguato nel trasferimento della tavola: un Giuseppe attestato a sinistra della capannuccia, quando l’opera era allocata nel castello nordico, si è poi misteriosamente eclissato in città fiorentina. Il battibecco si è chiuso con la conclusione che si trattasse di un’aggiunta successiva apocrifa, del periodo controriformista, quando la figura del padre putativo di Gesù tornò alla ribalta.

altare-dei-magiÈ dato di fatto invece che la tavola è rinomato capolavoro del Rinascimento tedesco, dopo la contaminazione di Dürer nel corso della sua seconda trasferta. Il soggetto è navigato: la Madonna di profilo che offre il Bambino all’adorazione dei Magi. È invece nel mélange tra elementi nordici e italiani che si inscrive la novità dell’opera: alla centralità delle figure principali, all’orizzonte basso, si accoppiano la minuzia del dettaglio e la ricchezza dell’ornato, di ispirazione nordica. C’è un che di veneziano anche nella scelta cromatica, che ritocca con la preziosità coloristica lagunare la cromia traslucida dell’acquerello. La prospettiva aerea struttura la composizione e una velatura azzurrina scolora il cielo. C’è un equilibrio pacifico tra figure e ambiente.

L’eclettismo traspira dalla scelta stessa del soggetto: tre Magi, per tradizione rappresentanti di tradizioni differenti. Uno è giovane e di colore, il secondo più maturo e di fisionomia nordica (un autoritratto?), l’ultimo anziano e caucasico. C’è spazio anche per una maliziosa accusa di copiatura: alcuni cavalieri sullo sfondo rimandano abbastanza evidentemente al gruppo di sfondo de L’Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci. Anche il quadrupede che si impenna è praticamente identico. L’architettura dismessa sullo sfondo annuncia la disfatta dell’Ebraismo, incarnato nella debolezza delle strutture lignee, a fronte della possanza del Cristianesimo, nelle strutture lapidee.

reliquiariomagiPer l’opera, a Milano, è stato approntato un percorso di visita, che sfocia nella Basilica di Sant’Eustorgio. Attualmente questa ospita le reliquie dei Re Magi, foderate in un reliquiario dell’oreficeria lombarda di inizio secolo, donate, si dice, dall’Imperatore di Costantinopoli al vescovo di Milano Eustorgio nel IV secolo. Anche le reliquie sono state strattonate tra Italia e Germania: trafugate dagli uomini di Federico Barbarossa arrivarono a Colonia e solo nel XX secolo al Cardinal Ferrari fu concesso di riportarle a Milano. Oggi riposano nell’altare dei Magi, accanto al sarcofago che, da tradizione, avrebbe accompagnato il corpo dei Magi nel trasferimento da Oriente a Milano.

All’esposizione de L’Adorazione dei Magi faranno da cornice visite guidate organizzate per adulti e bambini, laboratori didattici e diversi eventi collaterali.

Francesca Leali per MIfacciodiCultura

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