“Non c’è più religione”, la nuova commedia di Miniero dall’umorismo multietnico

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Non c’è più religione, la nuova commedia di Miniero dall’umorismo multietnico

Non c'è più religione, la nuova commedia di Miniero dall'umorismo multietnicoLuca Miniero, regista napoletano, conosciuto per i film campioni di incassi come Benvenuti al Sud – remake della commedia francese Giù al Nord -, del sequel Benvenuti al Nord e di Un boss in salotto, si cimenta in una nuova commedia proponendo sul grande schermo: Non c’è più religione.

Il cast della pellicola è composto da un simpaticissimo Claudio Bisio (ormai presenza costante nei film di Miniero) nei panni del sindaco Cecco, una splendida Angela Finocchiaro che interpreta Suor Marta e un divertente Alessandro Gassmann che recita il ruolo di Marietto/Bilal.

Il film racconta i conflitti tra le comunità religiose del Mediterraneo. Tali scontri nascono quando nel paesino di Porto Buio non si riesce a trovare un bambino per rivestire il ruolo del piccolo Gesù per il presepe vivente, pertanto il neo sindaco Cecco (Claudio Bisio), emigrato nell’hinterland milanese e rientrato sull’isola da pochi mesi, e Suor Marta (Angela Finocchiaro) chiedono aiuto alla comunità islamica presente nell’isola capitanata dall’Imam Bilal (Gassmann), al secolo Marietto, convertito all’Islam per amore di una bella ragazza musulmana.
Gli abitanti non accettano di buon grado la notizia di mettere nella culla un bambino musulmano e da lì nascerà il paradosso che darà vita alla più classica della commedia degli equivoci.

L’intento del regista, che ha scritto il film insieme a Sandro Petraglia e Astutillo Smeriglia, è quello di far divertire con  temi quotidiani  seppure sul tema della religione, seppure in questo periodo ci sia poco da ridere. La convivenza tra religioni tradotta in commedia è fatta di malintesi, pregiudizi e cliché che fanno sorridere ma forse anche un po’ riflettere. Miniero sviluppa infatti una sceneggiatura che tocca argomenti importanti come la tolleranza, il conflitto e l’integrazione sociale.

Non c'è più religione, la nuova commedia di Miniero dall'umorismo multietnicoLa trama è costruita sui tre amici di infanzia (Bisio, Finocchiaro e Gassmann) che si ritrovano dopo aver intrapreso strade diverse. L’amicizia storica dei protagonisti e l’interpretazione dei tre attori rendono quasi commoventi le loro scene insieme e richiamano alla memoria altre commedie italiane di successo come Marrakech Express.

Lo scenario e la fotografia sono suggestivi nella splendida cornice del Gargano (isole Tremiti), questo anche grazie al contributo del direttore alla fotografia Daniele Ciprì, ai costumi realizzati dalla famosa costumista italiana Francesca Livia Sartori, alla scenografia folcloristica di Francesco Frigeri e alle musiche realizzate da Pasquale Catalano accompagnate dalle note di 4 marzo 1943 di Lucio Dalla.

Luca Miniero, seppure in chiave ironica, ci propone una pellicola che parla di temi sociali di attualità come il rapporto tra italiani-cattolici con le altre etnie (specialmente musulmane), senza tralasciare il problema del crollo della natalità italiana registrato negli ultimi anni sottolineando che il ricambio generazionale è garantito solo dagli immigrati.
La mano del regista partenopeo però è gentile e regge quel filo surreale che lega le situazioni mantenendo intatta la poesia in sottofondo che rimanda direttamente a Pasolini (come la umanizzazione e desacralizzazione di alcune scene evangeliche) nella multi-etnicità del variopinto presepe vivente.

Un lama al posto del bue, un Gesù musulmano e un ramadan cristiano, una chiesa divisa in due e una madonna buddista.

Fabiola Iannaccone per MIfacciodiCultura

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