Franca Sozzani, non solo moda

franca_sozzani2-1Il 2016 è stato un annus horribilis per la cultura: una dopo l’altra, personalità della cultura importantissime sono passate a miglior vita e in questi ultimi giorni dell’anno è toccato a Franca Sozzani. Ad annunciare al mondo la sua scomparsa è toccato a Jonathan Newhouse, Chairman e Chief Executive della Condé Nast.

Mantovana, classe 1950, laureata alla Cattolica di Milano, austera, magrissima, integerrima, delicata, trasgressiva, Franca Sozzani ha diretto per quasi 30 anni Vogue Italia, diventando un vero e proprio punto di riferimento per la Condé Nast assumendo il ruolo di responsabile di tutti i periodici Vogue. Il suo lavoro è stato la sua  autobiografia dicono e in effetti ogni sua scelta è stata dettata dal suo interesse sincero nel supportare una causa piuttosto che un’altra: razzismo, malattie, rispetto per l’ambiente sono tutti temi trattati dalle pagine di Vogue, conditi da abiti meravigliosi. Determinatissima e sicura di sé e del proprio lavoro, non ha mai concesso nulla rimanendo sulle proprie convinzioni, andando contro qualsiasi schema predefinito garante di successo, rischiando più volte il licenziamento per le proprie scelte non esattamente patinate.

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Franca e Carla

Vogue, un giornale che solo nominarlo ti rimanda al glamour, al lusso, all’inarrivabile  dove Franca Sozzani inserì articoli importanti, arte e fotografia, quest’ultima vera e propria protagonista del giornale. Un intero numero venne dedicato completamente alle modelle nere per sottolineare il razzismo nel fashion system, venne pubblicato uno dei primissimi servizi che vide come protagoniste modelle sopra la taglia 48 (solo 5 anni fa, ma il curvy non era ancora sdoganato come oggi) ma anche  quello che ironicamente mostrava la “crudeltà” del mondo della chirurgia estetica, ed ancora, modelle meravigliosamente vestite immerse nel petrolio di un disastro ambientale, tantissime campagne contro AIDS e cancro (dal 2013 era presidente della Fondazione Ieo, Istituto Europeo di Oncologia), quello che probabilmenre ha combattuto senza risparmiarsi fino all’ultimo: ecco chi era Franca, signora della moda italiana. E a chi le chiedeva se si riconoscesse almeno un po’ in Miranda Pristley del Diavolo veste Prada, rispondeva:

Miranda non esiste! Dimenticate per favore Il Diavolo veste Prada. Miranda non esiste! Prepotenza, Capricci? Non ce ne sarebbe neanche il tempo. E poi, non vedo chi li sopporterebbe o chi mi sopporterebbe.

Inizia negli anni ’70 da Vogue Bambino, poi Lei negli Ottanta, Per Lui e infine il “suo” Vogue, attraverso il quale ha sempre sostenuto la sua battaglia contro l’assenza di stile e a favore dell’eleganza. Cercò di resiste al fenomeno del fashion blogging, ma dovette in un certo senso rassegnarsi quando questo divenne troppo popolare e fondamentale per la moda.

Franca Sozzani sostenne i talenti, fossero essi stilisti (v. Armani e Versace) o fotografi (Bruce Weber, Peter Lindbergh, Steven Meisel per citarne qualcuno), scegliendoli e sostenendoli, e dando vita a iniziative come Who’s Next.

carrozzini-sozzani153-1L’ultimo progetto da lei ideato è stato il Vogue Photo Festival a Milano, interamente dedicato alla fotografia di moda, mentre la sua ultima apparizione pubblica risale al 5 dicembre, in occasione del premio “Swarovski Award for Positive Change” consegnatole dal British Fashion Council a Londra: come ha raccontato Anna Wintour, nonostante fosse debole e provata, teneva moltissimo a quel premio ed andò a ritirarlo comunque.

Ma ciò che colpisce di più di questa figura è l’inaspettato legame con la famiglia. Infatti Franca era molto legata alla sorella Carla Sozzani, con la quale fondò nel ’90 la Galleria Carla Sozzani, inserita oggi nel primo concept store al mondo, Corso Como 10. Con il figlio invece, nonostante un rapporto spesso difficile, si è fatta vedere più volte sui red carpet: Francesco Carrozzini, fotografo e regista, proprio quest’anno le ha dedicato un personalissimo documentario, Franca. Chaos and Creation. Presentato alla 73ª Mostra del Cinema di Venezia, sul red carpet erano mano nella man: nonostante la malattia e nonostante avesse definito il lavoro ancora in fase di realizzazione “mediocre”, Franca Sozzani c’era a sostenere il figlio.

Quale eredità lascia Franca? Come sarà il mondo della moda dopo di lei? Forse un po’ più aperto, forse troppo, ad una maggior inclusione, forse perderà quell’impegno estetico  portato avanti con costanza. Ma rimane la speranza che i suoi insegnamenti in fatto di stile rimangano ben impressi nella mente di chi vuole essere o fare moda.

Tutte le donne aspirano ad essere eleganti e, senza capire il vero senso di questo termine, comprano, in una vita, tonnellate di abiti, borse, scarpe. Poi arriva a una cena una donna con un pantalone nero da smoking e una camicia di seta bianca, un classico perfetto, e la noti. È elegante, il suo incedere quasi regale. È chiaramente una donna speciale, elegante, e non si può dire che sia l’abito a renderla tale. È lei.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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By on dicembre 23rd, 2016 in Articoli Recenti, Carlotta Tosoni, L'Editoriale

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