Joe Cocker: pura energia tradotta in musica

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joe-cocker-16Una voce che si riconosce tra tante, inconfondibile. Una mimica incalzante durante i suoi concerti. È Joe Cocker, l’artista britannico scomparso il 22 dicembre del 2014 a 70 anni. Nato a Sheffield il 20 maggio del 1944, all’anagrafe John Robert Cocker, è stato soprannominato in età adolescenziale Joe – dal gioco Cowboy Joe tanto caro al futuro cantante.

Precoce nell’attività musicale, già a 12 anni Joe Cocker si confronta con le prime esperienze canore. Negli anni ’60 le prime band e le prime cover. Il suo primo singolo è infatti una cover dei Beatles I’ll Cry Instead. Non sarà l’unica della sua pluridecennale carriera: a Woodstock, nell’esibizione del concerto del 1969, sempre del quartetto di Liverpool, si ricorda With A Little Help From My Friends. A cavallo tra i ’60 e i ’70, diversi saranno i rifacimenti di brani di amici e colleghi: indimenticata è la sua versione di A whiter shade of Pale dei Procol Harum, la hit più eseguita dal vivo nella storia della musica contemporanea. Il successo personale è dietro l’angolo. Le sue apparizioni al Saturday Night Live, in performance soliste e in coppia con il compianto John Belushi sono entrate di diritto nella storia dello spettacolo internazionale.

immagine-4Con la notorietà cominciano anche i problemi di dipendenza da alcol e droga, problemi che mineranno il fisico e la vena artistica del cantante. Il tratto distintivo di Joe Cocker è sempre stata l’energia, l’irruenza della sua voce  roca e graffiante. L’utilizzo di stupefacenti ha ridimensionato la sua attività, tanto da essere soprannominato Mad Dog. Da qui anche la depressione che aggravò un percorso che sembrava giunto al capolinea. Neanche il successo con la splendida You’re So Beautiful, scritta da Billy Preston, riusce nell’impresa di una sperata rinascita.

Si devono attendere i ruggenti anni ’80 per vedere il miglior Cocker. Con un volo pindarico, la strada per il successo è dietro l’angolo. Grazie al film 9 settimane e ½ e la sua versione di You Can Leave Your Hat On di Randy Newman, contribuisce al coinvolgente boom di un film diventato leggenda. Chi non ricorda la scena di Kim Basinger durante il sensuale striptease dinanzi il giovane Mickey Rourke? La partecipazione in progetti cinematografici ebbe un seguito. Per Ufficiale e Gentiluomo, presta la sua voce a un duetto con Jennifer Warnes in Up Where We Belong: un successo planetario che ottenne anche l’Oscar come migliore canzone nel 1983. Seguirono tante altre hits, tra le quali: Unchain My Heart, When the Night Comes e N’oubliez jamais.

immagine-3Nella strada dell’artista originario di Sheffield, c’è anche l’Italia, grazie a Eros Ramazzotti: con la ballata That’s All I Need to Know – Difenderò, in coppia con l’artista romano, ha dato vita a una strana alchimia tra voci e generi musicali diversi, contenuta nell’album Across from Midnight del 1998.

Gli anni 2000, nonostante l’età che avanza, sono prolifici. Ben 5 sono gli album in studio pubblicati da Joe Cocker, a certificazione di una creatività che non conosce sosta. Nel 2007 riceve anche l’Onorificenza da Sua Maestà, la Regina d’Inghilterra, come Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico. Un cancro ai polmoni, lo priverà della vita sette anni più tardi: morirà negli Stati Uniti, in Colorado, nel suo ranch a Crawford. La sua eredità musicale è stata e continua ad essere fonte d’ispirazione per tanti artisti. Anche Zucchero Sugar Fornaciari – legato da profonda amicizia al soulman inglese – parla di simbiosi musicale e non solo nei movimenti, quando parla dell’amico scomparso.

Dario Cataldo per MIfacciodiCultura

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