Samuel L. Jackson e la redenzione di Ezechiele 25:17

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Samuel L. Jackson e la redenzione di Ezechiele 25:17

Samuel L. Jackson e la redenzione di Ezechiele 25:17Samuel L. Jackson, secondo il film di Seth MacFarlane Ted 2, è facile riconoscerlo: «basta vedere un film qualunque, lui è quello nero».
Nato a Washington il 21 dicembre 1948, Jackson in carriera ha recitato in tantissimi film di successo. Nonostante questo, i più lo associano alle pellicole di Spike Lee ma soprattutto a quelle di Quentin Tarantino, avendo sfiorato con il ruolo di Jules in Pulp Fiction l’Oscar per il migliore attore non protagonista. La scena che tutti ricorderanno è quella dove il suo personaggio recita il passo della Bibbia, inesistente tra l’altro, di Ezechiele 25:17. È possibile che questa scena, entrata nella storia del cinema, possa essere una sintesi della carriera di Samuel L. Jackson?

Abbandonato dal padre in giovane età, si ritaglia da giovane uno spazio negli show di Bill Cosby. Ma, dopo un inizio promettente, come purtroppo molti attori in declino o in ascesa, inizia ad abusare di alcool e cocaina. Sembra l’inizio della fine, numerose sono le vittime illustri in quel periodo, basta citare l’indimenticabile John Belushi.

Samuel L. Jackson e la redenzione di Ezechiele 25:17Altri, come Robin Williams, sono riusciti a uscire del tunnel, anche se rimasti segnati dall’esperienza. Si parla appunto di momenti bui, dove solo la forza interiore, il caso, aiuti di parenti e amici o il credo religioso possono salvarti. Nel film quest’ultimo è sottolineato con grande enfasi, analizziamo bene il testo della scena:

Il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre, perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare e infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te.

In questa scena Jules viene colto alla sprovvista e rischia la morte per mano di un ragazzo, uscito dal nascondiglio. I proiettili evitano sia lui che l’amico Vincent Vega (John Travolta), solo che i due vedono l’episodio in maniera diversa. Vincent crede sia stato il caso, mentre Jules ha sentito “il tocco di Dio”. Questa scena rimarrà nella mente del personaggio, tanto da abbandonare “la tirannia degli uomini malvagi” per diventare il “pastore dei figli smarriti”.

Samuel L. Jackson e la redenzione di Ezechiele 25:17Il momento di transizione è la scena del ristorante dove dei comuni ladri stanno facendo una rapina. Il personaggio di Samuel L. Jackson non uccide i ladri, ma anzi li perdona e li lascia scappare. Vincent Vega, colui che ha negato il miracolo, casualmente verrà ucciso poco dopo in un bagno. Secondo questa filosofia Dio dà la possibilità di redimersi a entrambi i personaggi, sta a loro accettare o meno l’invito a diventare buoni. Jules, senza la scena dove rischia la morte, avrebbe ucciso i ladri senza nessun problema etico o morale. Egli impedisce a loro di compiere il gesto che li porterebbe alla morte. Lui non perdona, ma conduce i peccatori nella valle delle tenebre. Samuel L. Jackson era sull’orlo del baratro in passato. Eppure è riuscito a redimersi, proprio come il suo personaggio di Pulp Fiction.

La redenzione di Jules in Pulp Fiction

Marco Gobbi per MIfacciodiCultura

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