I consigli di lettura di Francis Scott Fitzgerald

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I consigli di lettura di Francis Scott Fitzgerald

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La lista “These are books that Scott thought should be required reading”

Francis Scott Fitzgerald, scrittore americano di fama mondiale, nato il 24 settembre 1896 a St. Paul (Minnesota) e scomparso per un attacco di cuore a Los Angeles il 21 dicembre 1940. Aveva solamente quarantaquattro anni quando il suo talento e il suo essere travagliato ci lasciarono. Tutti noi lo conosciamo per la sua grande e terza opera, The Great Gatsby (1925), ma non è, forse, altrettanto noto ciò che di altro ha caratterizzato la vita dell’autore.

Idolo della “Generazione Perduta”, grazie alle prime due sue pubblicazioni, Francis Scott Fitzgerald raggiunge il successo e la fama in poco tempo. È, purtroppo per lui, Tender is the Night (1934) a essere giudicata con critiche e tristi recensioni. Incupitosi e travolto dalla sconsolazione delle risposte negative riguardo a questa opera, lo scrittore diventa facile preda di alcolismo e depressione. Ad aumentare la già non positiva condizione personale e la crisi finanziaria, giunge la malattia mentale della moglie Zelda, che arriva a essere ricoverata diverse volte con diagnosi di schizofrenia. Le negatività si acculano, il crollo economico grava, e il peso delle difficoltà si fa sentire con ripercussioni senza ritorno sia nella salute fisica sia in quella mentale dello stesso scrittore, sempre dipendente dal bere e dalla nera visione quotidiana delle cose.

Quando arriva l’anno 1936, con esso giungono anche i mesi più deprimenti della vita di Francis Scott Fitzgerald. Lo scrittore quarantenne si trasferisce infatti ad Ashville, in seguito alla reclusione della moglie in un centro di cure. Nuotando nella piscina dell’albergo a Grove Park, F. Scott Fitzgerald si rompe una spalla ed è così costretto a cure mediche, oltreché a vere e proprie sorveglianze dopo un tentato suicidio. Qui gli viene affiancata l’infermiera Dorothy Richardson. Tra i due nasce una forte intesa che si tramuterà in amicizia e reciproco rispetto: lei lo cura e lo assiste, lui la lima sotto i profili letterari e culturali. E in questo contesto di sostegno reciproco viene data origine alla nota carta (pubblicata sul sito dell’Università della Carolina del Sud), scritta interamente a mano dall’infermiera sotto dettatura di Francis Scott Fitzgerald, la quale riporta una lista di libri che lo scrittore consiglierebbe all’infermiera per affinare la cultura personale.

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F. Scott Fitzgerald e sua moglie Zelda

Questa lista è stata intitolata – con una semplice nota spontaneamente posta dalla mano di Dorothy Richardson – These are books that Scott thought should be required reading, e prevede: al primo posto Nostra sorella Carrie di Theodore Dreiser, e a seguire Vita di Gesù di Ernest Renan e Casa di bambola di Henrik Ibsen. Tornano scrittori come Sherwood Anderson, Arnold Bennett, Cechov, il celebre testo Il rosso e il nero di Stendhal e i racconti di Guy de Maupassant. Non manca Vittoria di Joseph Conrad, La rivolta degli angeli di Anatole France e Santuario di William Faulkner. Nome che merita, secondo F. Scott Fitzgerald, ben tre menzioni è quello di Marcel Proust. Chiudono la classifica Festa in giardino di Katherine Mansfield, Guerra e Pace di Tolstoj e un consiglio, non meglio specificato, a proposito di una completa lettura dei poemi di John Keats e Percy Bysshe Shelley.

Non sono facili opere, sarebbe insensato sostenere il contrario, ma i consigli di lettura sanno darci sempre qualcosa a proposito di una persona e comunicarci molto a proposito del suo essere. Se un libro ci colpisce, viene spontaneo consigliarlo a qualcuno nella felice speranza che l’altra persona possa provare la medesima sensazione tra quelle stesse pagine. Suggerire o regalare libri e storie già lette è regalare una parte di sé, un pezzo della propria persona che si è probabilmente costruita, o forse mutata, anche grazie alle letture.

Il potere dei libri è forte, e, nel ricordare il nome di uno dei più famosi scrittori di successo mondiale, citare una lista di libri raccomandati da un autorevole F. Scott Fitzgerald in persona può far fruttare a più ampio raggio quella privilegiata occasione offerta ottant’anni fa all’infermiera Dorothy. Possiamo condividere questo elenco, farlo nostro e tutti noi potremmo così sentirci dei felici destinatari non previsti.

Sabrina Pessina per MIfacciodiCultura

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