“Il Museo Universale”: il sogno di Napoleone alle Scuderie del Quirinale

0 1.198

Il Museo Universale: il sogno di Napoleone alle Scuderie del Quirinale

la-venere-capitolina
la Venere Capitolina

Napoleone aveva un sogno: un ideale Museo universale in cui riunire tutto il sapere, quanto di più prezioso era stato fatto dall’arte e dalla scienza in Francia, in quello che nel 1793 chiamò Museè Français – e che poi nel XX secolo divenne il Louvre. Per farlo assemblò tutte le opere italiane, rendendosi conto della superiorità del nostro genio creativo rispetto al resto d’Europa, formando addirittura delle commissioni pronte a stabilire e giudicare le opere migliori da portare in Francia. L’Europa rimase a guardare sconcertata.

La mostra, dal 16 dicembre alle Scuderie del Quirinale, è dedicata alla triste epopea del nostro patrimonio artistico sottrattoci alla fine del Settecento da Napoleone e restituitoci – solo in parte – circa un secolo fa, grazie alla volontà del Papa e di Antonio Canova. La mostra, curata da Valter Curzi, Carolina Brook e Claudio Parisi Presicce, chiude un anno importante come il 2016, ricco di anniversari, a 200 anni dal rientro in Italia di questi capolavori.

Questo episodio, seppur illecito, fu importante per l’Italia che iniziò ad interrogarsi sul valore pubblico del proprio patrimonio culturale, rendendosi conto che nella consapevolezza del proprio patrimonio artistico si genera l’identità collettiva.

guido-reni-la-fortuna
Guido Reni, La Fortuna

Il museo doveva raccogliere “l’oro dell’Europa”, il meglio della produzione italiana, per ricreare una nuova estetica presentata in un ordine cronologico e ascendente, dal progresso alla decadenza. Le Scuderie del Quirinale raccolgono dei capolavori straordinari che, una volta tornati in patria, formarono il nucleo rinnovato dei musei pubblici dei maggiori centri italiani come i Musei Vaticani, la Pinacoteca di Brera a Milano, quella di Bologna, Modena e la Galleria di Venezia, in base ai dettami francesi, primo fra tutti il classicismo.

Il percorso espositivo pensato si divide in due strade: nelle due sale del pian terreno si raccolgono tutte le opere d’arte eredi di questo classicismo, di un’armonia perfetta, dal calco del Laooconte ai capolavori della pittura moderna. Davanti ai nostri occhi appaiono pale d’altare imponenti, di Guido Reni, del Correggio, del Perugino, ai ritratti di Canova dei protagonisti di questa vicenda, al ritratto di Leone X realizzato da Raffaello, l’Assunta di Tiziano proveniente dal Duomo di Verona e le sculture del ‘500 italiano. Una carrellata che parte dall’antica scultura greco romana fino alle meravigliose pale della scuola bolognese del Seicento. Al piano superiore, invece, sono visibili le opere del ‘300 e del ‘400 che in quegli anni furono molto rivalutate e apprezzate per la loro importanza stilistica.

raffaello-sanzio-ritratto-di-papa-leone-x
Raffaello Sanzio -Ritratto di Papa Leone X

Dobbiamo ringraziare Canova che seppe con grande intelligenza moderna proteggere e restituire seppur solo in parte le opere d’arte razziate da Napoleone.

A chiudere la mostra la Meditazione di Francesco Hayez che immagina l’Italia come una fanciulla, un libro di storia in mano, che viene trattata come una prostituta. È il racconto allusivo del fallimento di un’Italia che non riesce a trovare l’unità e la coesione sperata, un monito sicuramente forte per la contemporaneità.

Si sottolinea in tutta l’esposizione l’importanza di come, su modello del Museo Universale francese, tutti rivalutarono l’importanza del patrimonio culturale, il suo valore identitario, la ragione per cui è pubblico, per cui va tutelato e valorizzato. La ragione sta nel senso di appartenenza che accomuna tutta la Nazione, prima ancora che la Nazione nascesse.

Il Museo Universale. Dal sogno di Napoleone a Canova
A cura di Valter Curzi, Carolina Brook e Claudio Parisi Presicce
Scuderie del Quirinale, Roma
Dal 16 dicembre al 12 marzo 2017

 

Alejandra Schettino per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.